Tagikistan:

    Mete interessanti

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    Dushanbe

    Grazie a un elegante sfondo di montagne, a sonnacchiosi viali alberati e ai suoi edifici dai colori tenui e con fregi in stile orientale, Dushanbe potrebbe essere una bella città, se non fosse del tutto priva di personalità. È una località storicamente tagliata fuori da tutto che risulta noiosa di giorno e pericolosa di notte. Il grande mercato coperto di Barakat viene spacciato come il centro delle attività di Dushanbe, ma non è particolarmente interessante. In città ci sono molti altri bazar improvvisati, ma si tratta di luoghi atroci dove file di persone cercano di vendere tutto quello che sono riuscite a trovare in casa: un paio di scarpe vecchie, libri senza copertina, un motore di lavatrice smontato, tutto quello che ha anche la più lontana probabilità di essere ceduto in cambio di qualche soldo.
    In città ci sono tuttavia due musei interessanti: il Museo Etnografico, dove sono esposti saggi dell'arte tagika come vasellame, tappeti, gioielli e strumenti musicali, e il Museo Unificato del Tagikistan, che possiede interessanti collezioni dedicate alla storia, alla storia naturale e all'arte. Vale la pena di assistere a uno spettacolo nel Teatro d'Opera e Balletto Ayni, i cui interni sono i più belli della città.

    Khojand

    Khojand (si pronuncia 'HO-gian') è la capitale della regione settentrionale del Tagikistan, oltre che la seconda più grande città del paese e una delle più antiche. Venne fondata, infatti, da Alessandro Magno più di 2300 anni fa. Khojand domina l'ingresso nella valle di Ferghana e ha goduto di grande prosperità: i cittadini più facoltosi costruirono palazzi, grandiose moschee e una cittadella prima che i mongoli all'inizio del XIII secolo radessero al suolo la città facendola precipitare nell'oblio. Dalle macerie sorse una Khojand meno sfarzosa che, senza dare nell'occhio, seppe sopravvivere ai travagli che caratterizzarono la storia dell'Asia centrale, salvo poi trovarsi vittima nel 1929 dei brogli sovietici che la staccarono dal resto della valle di Ferghana per inglobarla nella repubblica sovietica del Tagikistan, mentre il resto della vallata entrava a far parte della repubblica sovietica dell'Uzbekistan.
    Protetta dietro i monti Fan, Khojand è riuscita a sfuggire alle brutalità della guerra civile ed è sempre stata un luogo privo di pericoli per i viaggiatori. Ancora oggi costituisce la zona più ricca del paese: da qui arrivano i due terzi della produzione industriale del Tagikistan. È una città accogliente e rilassata che ha poche attrattive spettacolari, ma che grazie a un bel fiume e a diversi graziosi giardini è un buon posto in cui fermarsi per un giorno o due. Il Panchshanbe Bazar di Khojand è un tipico mercato dell'Asia centrale che bombarda la vista, l'udito e l'olfatto. Meritano anche una visita la moschea, sebbene senza pretese e relativamente moderna, la madrasa e il mausoleo di Sheikh Massal ad-Din.

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