Goa:

    Introduzione

    foto di Paul Bigland

    DOCUMENTI PER I VIAGGI ALL'ESTERO DEI MINORI

    A partire dal 26 giugno 2012, tutti i minori potranno viaggiare in Europa e all'estero solo se muniti di un proprio documento di riconoscimento (carta d'identità, passaporto individuale, lasciapassare per l'espatrio di minori di 15 anni). Non sono pertanto più valide tutte le iscrizioni dei minori sul passaporto dei genitori (al contempo tali documenti rimangono comunque validi per il solo titolare fino alla naturale scadenza). Maggiori informazioni sono presenti sul sito della Polizia di Stato.


    È un peccato che la fama del Goa sia affidata solo al suo passato di centro della vita hippy, perché questo stato federato dell'India offre molto di più del noto trio sole-sabbia-vita 'psichedelica'. Il viaggiatore è colpito dal fascino di una regione piuttosto differente dal resto della penisola indiana, le cui piccole dimensioni consentono una visita approfondita e una comprensione del luogo che sarebbero impensabili in altri stati dell'India.

    Il Goa può risultare particolarmente famigliare agli occidentali non solo per le numerose tracce del colonialismo europeo presenti sul territorio, ma soprattutto a causa della presenza di cattolici e di una forma di progressismo sociale e politico in qualche modo vicina agli standard dell'occidente. Sebbene gli hindu siano circa i tre quarti della popolazione, gli abitanti del Goa hanno una mentalità molto liberale.

    Fin dai primi anni '60 del Novecento, questa ex colonia portoghese della costa occidentale è una meta prediletta dai viaggiatori. In quegli anni il Goa divenne una tappa obbligata nei viaggi degli hippy grazie anche ai prezzi molto economici praticati dagli alberghi e alla facile disponibilità di molte droghe, oltre che per l'opportunità (forse sopravvalutata) di un vero ritorno alla natura e di uno sfrenato naturismo sulle spiagge.

    Oggi gli hippy che cercavano la comunione con la natura sono sostituiti da viaggiatori con zaino in spalla, da visitatori di origine indiana e da frotte di turisti confusi e smarriti che, sbarcati nel Goa dall'Europa, visitano l'India in gite organizzate di due settimane. Nonostante la nostalgia per i giorni andati, in cui le feste erano più belle, più grandi e autentiche di oggi, gli occidentali che risiedono nel Goa sono più inclini a trascorrere la bassa stagione (marzo-settembre) a New York, Amsterdam o a Parigi, che a rimpiangere il passato.

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