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    Le acque interne del Kerala

    La complessa rete di lagune, laghi, fiumi e canali che ornano la costa del Kerala rendono lo stile di vita di questa regione estremamente particolare, ed è perciò affascinante navigare su queste acque. Le barche attraversano laghi poco profondi e orlati di palme, con reti da pesca cinesi, e passano per canali ombrosi e stretti dove vengono caricati sulle barche 'coir' (una fibra ricavata dalla noce di cocco), copra e noce di acagiù. Si fa tappa presso i piccoli villaggi dove la gente vive dell'attenta coltivazione di minuscoli appezzamenti di terra di pochi metri e si possono vedere le barche tradizionali dalle gigantesche vele con la prua intagliata a forma di drago. La più apprezzata di queste escursioni in barca è il viaggio di otto ore da Kollam ad Alappuzha, ma in questo caso la maggior parte dei vostri compagni di viaggio saranno occidentali. Se siete in cerca di un'esperienza indigena o semplicemente preferite un viaggio più breve, ci sono le imbarcazioni locali che vanno da Alappuzha a Kottayam e Changanassery.
    Kollam si trova sul tragitto Thiruvananthapuram-Ernakulum ben servito dagli autobus e fa parte di almeno quattro diverse rotte ferroviarie. Non è un problema raggiungerla da una delle principali città del sud, ma è molto lontana da Delhi, 2756 km.

    Kanha National Park

    Kanha è uno dei più grandi e appartati parchi nazionali dell'India; ricopre 1945 kmq di foresta e di sottobosco, alimentati da un'estesa rete di fiumi e ruscelli. Quest'area costituisce lo scenario del 'Libro della Giungla' di Kipling e sono presenti animali come leopardi, chital, sambar e il più famoso, la tigre. Si possono fare gite nel parco a dorso di elefante al mattino presto e alla sera, anche se è sempre più improbabile vedere le tigri per via delle bande di cacciatori di frodo. Gli animali si possono sempre vedere, ma è più facile nei mesi più caldi, marzo e aprile, quando si allontanano dal folto degli alberi per andare in cerca d'acqua. Il parco è chiuso dal 1° luglio al 31 ottobre.
    C'è un servizio statale di autobus diretti da Jabalpur due volte al giorno. Si tratta di vecchi autobus malandati e lo spazio è ridotto (almeno fino a Mandla), perciò limitate il bagaglio. La stazione ferroviaria più vicina è a meno di due ore di autobus, ma se amate il treno vale la pena di fare il viaggio.

    Isole Andamane e Nicobare

    Questa striscia di circa 500 isole tropicali si trova nella Baia del Bengala tra l'India e il Myanmar e si estende quasi fino a Sumatra. Dal punto di vista etnico le isole non fanno parte dell'India e fino a tempi recenti sono state abitate soltanto da popoli tribali indigeni. Le isole Andamane e Nicobare sono per la maggior parte disabitate, circondate da barriere coralline, con spiagge di sabbia bianca e acque trasparentissime. È un posto eccezionale per lo snorkelling, per le immersioni subacquee e per starsene pigramente distesi sulla spiaggia. I turisti indiani possono andare e venire liberamente, ma gli stranieri devono avere un permesso di 30 giorni che consente di viaggiare solo in maniera limitata. Si effettuano voli regolari per Port Blair, su South Andaman, da Calcutta e Chennai (Madras); i permessi vengono rilasciati all'aeroporto all'arrivo. Le imbarcazioni in partenza da Calcutta e Chennai sono infrequenti e impiegano quattro giorni per raggiungere le isole; se si arriva in barca occorre procurarsi i permessi in anticipo.

    Khajuraho

    Questo tranquillo, piacevole ma polveroso villaggio nel Madhya Pradesh settentrionale ospita un gran numero di templi, universalmente noti per le 'mithuna', figure erotiche che rappresentano il Kama Sutra, e anche per le bellissime decorazioni a mano del periodo dei Chandela, una dinastia che sopravvisse per cinque secoli prima di soccombere sotto l'avvento dell'islam. Si può anche assistere a un festival di danza, nel mese di marzo, che riunisce qui alcuni tra i migliori danzatori classici del paese; i templi inondati di luce formano uno sfondo spettacolare.
    I templi più grandi e più importanti si trovano nel panoramico Western Group, che esternamente consistono in torri curvilinee con annessi gruppi di torrette più piccole, ricordando cime di montagne convergenti intorno a una grande cima centrale. Intorno alle mura esterne ci sono due, a volte tre, file di dei, dee, sovrani ed eroi, cortigiane uniti nell'abbraccio carnale e, in alcuni casi, fregi rappresentanti varie forme di bestialità. Gli interni sono altrettanto ricchi di decorazioni, con un portico aperto che conduce a una sala principale, seguita da un vestibolo oltre il quale si trova un santuario interno contenente l'immagine da venerare, priva di supporto. La scultura e l'architettura, in realtà, si fondono così armoniosamente da sembrare frutto di un'unica (e molto carnale) mente.
    Arrivare a Khajuraho può essere molto complicato. È davvero su una strada sperduta e richiede lunghi viaggi in autobus lungo piccole vie di campagna. Più semplice raggiungerla in aereo: la Indian Airlines ha un volo giornaliero per Delhi-Agra-Khajuraho-Varanasi, ma conviene prenotare con molto anticipo per trovare posto. Gli autobus partono da Agra, Ghansi e Jhansi; se invece prendete il treno dovrete scendere a Jhansi e proseguire in autobus fino a Khajuraho.

    Leh

    Un tempo punto di partenza per le carovane di yak dirette nell'Asia centrale, è situata in una piccola valle poco a nord della Valle dell'Indo. Oggi è in parte centro strategico militare e in parte città turistica. Suo vanto principale è il Leh Palace, costruito nel XVI secolo ma oggi abbandonato e assai danneggiato, in conseguenza della guerra del Ladakh contro il Kashmir nel secolo scorso. Le montagne dello Zanskar, dall'altra parte del Fiume Indo, sembrano vicinissime. Il palazzo è stato venduto alla Società Archeologica Indiana dalla famiglia reale Ladakhi ed è in corso un ambizioso progetto di ristrutturazione. Provate a chiedere a un monaco di aprirvi la porta della sala centrale di preghiera: è polverosa e oscura, con enormi maschere che appaiono nel buio. Vale la pena di evitare i negozi di souvenir e i ristoranti economici per passeggiare nei meandri dell'Old Quarter e dare un'occhiata alla città com'era prima di ospitare i turisti.
    Partendo da Leh si può fare una bella escursione al Tikse Gompa, a 20 km di distanza, situato su una collina che sovrasta il Fiume Indo. Ha un'importante collezione di libri tibetani e alcune eccellenti opere d'arte. Si può anche assistere a cerimonie religiose. L'Hemis Gompa, a 45 km da Leh, è il più grande e il più importante monastero tibetano del Ladakh, famoso per l'Hemis Festival, che generalmente ha luogo nella seconda metà di giugno o ai primi di luglio, dove si svolgono elaborate danze in maschera per due giorni, alle quali assiste una folla entusiasta. Se la scarica di adrenalina causata dall'arrivo nel Ladakh non vi è bastata (v. Il viaggio e Trasporti interni), si possono organizzare escursioni di rafting sul Fiume Indo tramite diverse agenzie che operano a Leh e si può fare trekking nelle valli di Markha e dell'Indo.
    Arrivare e partire agevolmente da Leh dipende dal periodo: i voli aerei tra giugno e settembre di solito non sono un problema, ma nei mesi invernali spostarsi diventa più complicato. Se le condizioni meteorologiche lo consentono, si può volare a Delhi, Jangmur e Srinagar. Ci sono soltanto due tragitti di autobus da Leh e in entrambi i casi non si possono acquistare i biglietti fino alla sera prima della partenza, per il rischio che le corse vengano cancellate. In mancanza di aerei e autobus, ci sono jeep e taxi, più costosi degli autobus ma con il vantaggio di essere sempre disponibili.

    Jaisalmer

    Questa fortezza nel deserto, vicina al confine tra Rajasthan e Pakistan, sembra presa pari pari da una favola araba. Fondata nel XII secolo come stazione di ristoro per le carovane di cammelli in viaggio tra India e Asia centrale, Jaisalmer è una città in arenaria dorata circondata da mura merlate, con una magnifica fortezza, pietre squisitamente intagliate e haveli in legno. Vista da lontano al tramonto, risplende di una luce da miraggio.
    Lo splendido Forte di Jaisalmer sormonta una collina alta 80 m e circa un quarto dei 60.600 abitanti della città risiedono entro le mura. Ben poco è cambiato col passare dei secoli, e se mai l'uomo si è sforzato di racchiudere quante più case, templi e palazzi in uno spazio circoscritto, qui ha battuto ogni record. Il forte è percorso da un reticolo di sentieri tortuosi e ha formidabili cancellate, un palazzo di un maharaja, un cortile per le cerimonie e templi giainisti splendidamente intarsiati. Gli haveli più belli costruiti dai ricchi mercanti di Jaisalmer sono Patwon-ki-Haveli, Salim Singh-ki-Haveli e Nathmal-ki-Haveli.
    Pur essendo un posto incredibilmente pittoresco, basta uno sguardo un po' più attento per capire che Jaisalmer sta subendo un rapido processo di dissoluzione. Finalmente però ha attirato l'attenzione di gruppi locali, del governo, dei turisti e degli archeologi che si sono riuniti in una campagna 'Salviamo Jaisalmer', da poco lanciata nel Regno Unito.
    Il trekking a dorso di cammello è un grosso affare a Jaisalmer ed è un ottimo modo per vedere il deserto. Assicuratevi di ottenere esattamente quello per cui avete pagato, perché potreste andare incontro a varie delusioni. Le escursioni di solito durano tre o quattro giorni e il periodo migliore per intraprenderle è tra ottobre e febbraio.
    La rete di autobus nel Rajasthan è abbastanza affidabile, come pure quella ferroviaria, perciò raggiungere Jaisalmer non è particolarmente complicato. Può darsi che troviate lavori in corso intrapresi di recente sulle linee ferroviarie, che avrebbero lo scopo di rendere i collegamenti più veloci, quindi controllate gli orari locali per eventuali aggiornamenti e cambiamenti. Se volete sperimentare come vive l'altra metà, prenotate un posto sul Palace on Wheels che passa per Jaisalmer lungo il suo regale percorso. È un albergo su ruote che riproduce una tradizionale carrozza di maharaja, costoso ma lussuoso. Jaisalmer è a 795 km da Delhi.

    Darjeeling

    Arrampicata su un crinale a oltre 2100 m d'altezza nell'estremo nord del Bengala occidentale, Darjeeling è stata una località montana molto apprezzata dagli inglesi sin da quando la scelsero come centro di riposo e ricreazione per le truppe a metà dell'800. La città è tuttora assai frequentata e offre visite a monasteri buddhisti, gite alle piantagioni di tè, shopping nei vivaci bazar e trekking d'alta quota al nord. Come per molte località dell'Himalaya, il divertimento sta in buona parte nel viaggio per raggiungerla con il suo famoso treno in miniatura, che si inerpica per i tornanti dalla pianura macinando chilometri e sbuffando in un transito di 10 ore.
    Da vedere in città è la Passenger Ropeway, la prima seggiovia costruita in India, che collega Darjeeling con Singla Bazaar sul piccolo fiume Ranjit. È un viaggio meraviglioso, ma attenzione se soffrite di vertigini. Sfortunatamente la seggiovia non funziona sempre; è meglio telefonare prima per informarsi. Nei pressi c'è il Zoological Park con tigri siberiane e rari panda rossi, che vivono però in condizioni appena accettabili, e inoltre gli animali sono vittime dei turisti indiani che li importunano senza pietà. Se vi interessa il complicato processo di preparazione del tè, recatevi all'Happy Valley Tea Estate; potete anche assaggiarne un po' nell'imponente Gymkhana Club, un tempo 'casa dei giochi' del Raj, che si avvia un po' recalcitrante verso il XX secolo.
    Il modo più semplice e comodo per raggiungere Darjeeling è l'aereo, che però vi porterà a 90 km circa dalla città. L'aeroporto è situato su un pianoro nei pressi di Siliguri, a Bagdogra, ma esiste un servizio di autobus navetta tra l'aeroporto e la città. Anche fuori Darjeeling sono in servizio diverse linee di autobus.

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