Il Bhutan sembra per molti versi oscillare tra l'era contemporanea e il Medioevo: i monaci trascrivono gli antichi testi buddhisti su computer portatili, gli arcieri vestiti in maniera tradizionale utilizzano archi e frecce in acciaio e il mercato delle videocassette a noleggio è particolarmente attivo anche se non c'è la televisione. Il Bhutan è stato descritto come 'un museo vivente' poiché i suoi dzong e i suoi templi antichi sono ancora al centro della vita moderna. Anche se si tratta dell'ultimo stato buddhista dell'Himalaia, non troverete una nazione di santi, asceti e monaci dediti alla vita spirituale, ma una popolazione vibrante, amante del divertimento e ben educata. Ogni aspetto della vita del regno è guidato dall'etica della religione ufficiale, il buddhismo Drukpa Kagyu: senza una conoscenza almeno superficiale di questa religione non potrete capire nulla del Bhutan.
Tutta l'arte, la danza, il teatro e la musica bhutanesi trovano le loro radici profonde nel buddhismo: i dipinti non vengono prodotti per i turisti, ma per scopi religiosi; le feste non sono curiose rivisitazioni di eventi passati, ma manifestazioni vive di una fede nazionale; e quasi tutta l'arte, la musica e la danza rappresentano la lotta tra bene e male. Queste tradizioni possono essere viste in tutto il loro splendore durante le spettacolari feste religiose bhutanesi, i tsechu.
I menu in Bhutan sono un fantasioso mix di quello che un ristorante vorrebbe avere e di quello che effettivamente ha nella dispensa. Dal momento che il vostro viaggio sarà un pacchetto tutto compreso, aspettatevi di consumare la maggior parte dei pasti in albergo (gli amanti dei buffet saranno serviti). La vostra guida potrà organizzare delle cene presso i ristoranti locali; fate però attenzione perché il cibo bhutanese tradizionale contiene spesso del peperoncino e il piatto più tipico, l' 'ema datse', è fatto con peperoncini piccanti di grandi dimensioni in una salsa di formaggio. Anche se c'è moltissimo riso bianco, i bhutanesi preferiscono una varietà locale rossa, leggermente simile alla noce. Alle altitudini elevate, l'alimento principale è il grano. Nel paese sono diffusi molti piatti tipici tibetani, tra cui i 'momo' (pallottole di pasta bollita servite con carne o verdura) e il 'thukpa' (specie di pasta in brodo). Il grasso di maiale è molto diffuso nelle zone selvagge a causa del suo contenuto energetico: i turisti lo trovano pressoché immangiabile poiché in genere è stantio. In Bhutan non ci sono mattatoi e solo poche possibilità di conservare il cibo al fresco, per cui anche i più accaniti carnivori dovranno adattarsi a diventare temporaneamente vegetariani.
Tutta l'arte, la danza, il teatro e la musica bhutanesi trovano le loro radici profonde nel buddhismo: i dipinti non vengono prodotti per i turisti, ma per scopi religiosi; le feste non sono curiose rivisitazioni di eventi passati, ma manifestazioni vive di una fede nazionale; e quasi tutta l'arte, la musica e la danza rappresentano la lotta tra bene e male. Queste tradizioni possono essere viste in tutto il loro splendore durante le spettacolari feste religiose bhutanesi, i tsechu.
I menu in Bhutan sono un fantasioso mix di quello che un ristorante vorrebbe avere e di quello che effettivamente ha nella dispensa. Dal momento che il vostro viaggio sarà un pacchetto tutto compreso, aspettatevi di consumare la maggior parte dei pasti in albergo (gli amanti dei buffet saranno serviti). La vostra guida potrà organizzare delle cene presso i ristoranti locali; fate però attenzione perché il cibo bhutanese tradizionale contiene spesso del peperoncino e il piatto più tipico, l' 'ema datse', è fatto con peperoncini piccanti di grandi dimensioni in una salsa di formaggio. Anche se c'è moltissimo riso bianco, i bhutanesi preferiscono una varietà locale rossa, leggermente simile alla noce. Alle altitudini elevate, l'alimento principale è il grano. Nel paese sono diffusi molti piatti tipici tibetani, tra cui i 'momo' (pallottole di pasta bollita servite con carne o verdura) e il 'thukpa' (specie di pasta in brodo). Il grasso di maiale è molto diffuso nelle zone selvagge a causa del suo contenuto energetico: i turisti lo trovano pressoché immangiabile poiché in genere è stantio. In Bhutan non ci sono mattatoi e solo poche possibilità di conservare il cibo al fresco, per cui anche i più accaniti carnivori dovranno adattarsi a diventare temporaneamente vegetariani.
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