Antartide:

    Cultura

    L'isolamento del personale delle stazioni permanenti è lungo e assoluto. Secondo alcuni studi recenti, i membri delle spedizioni che ritornano dopo aver vissuto un anno o più nel continente mostrano sintomi paragonabili a quelli che si manifestano nei prigionieri di guerra, una volta tornati in libertà. Quando l'ultima nave con i rifornimenti si allontana, il gruppo che resta alla base per tutto l'inverno dovendo affrontare 8 o 9 mesi d'isolamento può provare paura e nel contempo euforia: essere tagliati fuori dal resto del mondo esercita una forte attrattiva su questi uomini addestrati ad affrontare una prova così dura.

    Generalmente, il personale di una stazione è composto da un capo squadra, un medico, un cuoco, qualche osservatore meteorologico, un sismologo, un fisico, qualche meccanico per i motori a nafta, un falegname, un idraulico e un elettricista. Negli anni si sono verificati incidenti che dimostrano quanto sia difficile per 15, o giù di lì, esseri umani imperfetti trascorrere un inverno così lungo e rigido. Alcuni anni fa, alla stazione Casey i commercianti si sono ammutinati e, ubriachi marci di alcolici distillati in casa, hanno seminato il terrore tra il personale di un'altra stazione. I capi della sommossa sono stati rispediti a casa anzitempo. Durante la spedizione di Mawson del 1911-13, un operatore della radio fu colpito da un esaurimento nervoso e trasmise messaggi falsi. A Wilkes, anni più tardi, un meccanico si trovò a brandire un coltello in modo minaccioso: fu confinato per cinque mesi in una cella con pareti imbottite creata per l'occasione e qui attese l'arrivo della prima nave di primavera che potesse riportarlo a casa. Durante una spedizione argentina un medico incendiò la base con lo scopo di farla evacuare; uno scienziato sovietico uccise con un'ascia un suo collega a causa di una partita di scacchi e, infine, alcuni agenti del FBI furono inviati alla base americana di McMurdo Sound dopo che due cuochi erano stati attaccati con un martello.

    Le basi spesso hanno un carattere nazionale ben definito e dispongono generalmente di sale per la proiezione di video, tavoli da biliardo, biblioteche e bar; le serate con concerti sono piuttosto comuni. I membri delle spedizioni provano una gran simpatia per i club e per le loro strane regole. Il 300 Club, presso la base statunitense Amundsen-Scott South Pole, richiede agli iniziati di entrare nudi in una sauna riscaldata a 93° e immediatamente dopo di uscire e fare una corsa intorno alla pertica che segnala il Polo Sud (ne esiste una), a una temperatura di -73°. Il Vanda Swimming Club, alla base estiva della Nuova Zelanda, è composto da coloro che si sono fatti strada attraverso i ghiacci del Lago Vanda e poi si sono svestiti e tuffati nelle sue acque gelide. Probabilmente dispongono anche di un club di scacchi.

    In Antartide non esistono popolazioni indigene, ma ciò non significa che i visitatori debbano mancare di rispetto alle fragili strutture sociali esistenti. Le basi antartiche sono luoghi di lavoro e i ricercatori devono sacrificare parte delle loro giornate lavorative per sistemare i turisti. Il desiderio di essere ospitali con i visitatori è molto presente tra le comunità dell'Antartide, ma spesso sono spinte dal tempo a completare il loro lavoro prima che la stagione giunga al termine. Mai entrare in un edificio senza essere espressamente invitati: si potrebbe interferire con il lavoro scientifico o invadere la privacy di qualcuno, un bene prezioso in una base affollata. Togliere sempre le scarpe o gli stivali quando si entra in una stazione: pulire il fango portato all'interno da 90 turisti può richiedere molto tempo. Utilizzare preventivamente i servizi igienici della propria nave per evitare di intasare quelli della base.

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