Hanauma Bay
Al riparo della catena vulcanica di Koolau, tra le meraviglie naturali dell’angolo sud-orientale di Oahu, si trovano le popolarissime acque turchesi di Hanauma Bay, che fa parte del Koko Head Regional Park. Hanauma Bay (che significa ‘Baia Curva’) è divisa in due dalla barriera corallina e brulica di ogni genere di pesci, tanto da essere definita il sogno di ogni amante dello snorkelling. Se però la baia non fosse diventata un parco protetto alla fine degli anni ’60, per porre fine ad anni di pesca dissennata, oggi parleremmo probabilmente di un disastro ecologico.A meno di 2 km in direzione nord da Hanauma Bay si trova Sandy Beach, una delle spiagge più adatte al bodysurf di tutta l’isola; i bagnanti inesperti, però, dovrebbero fare attenzione alle forti correnti di risucchio e alle onde, che possono essere pericolose.
Hawaii's Plantation Village
L’attuale miscuglio etnico di Oahu, che oltre agli indigeni delle isole hawaiane comprende anche giapponesi, cinesi, coreani, portoghesi, portoricani e filippini, risale al grande sviluppo della coltivazione della canna da zucchero a metà ’800, quando i proprietari delle piantagioni iniziarono a reclutare e sfruttare la manodopera poco costosa proveniente da oltreoceano. L’Hawaii's Plantation Village (20 ettari di estensione), situato nella cittadina di Waipahu, a ovest di Pearl Harbor, dove si lavorava la canna da zucchero, è una suggestiva ricostruzione della vita quotidiana nelle piantagioni all’inizio del XX secolo, e dà anche numerose informazioni su come delle culture così diverse impararono a convivere durante il centinaio di anni in cui lo zucchero fu la principale risorsa dell’isola. Nel villaggio vedrete alcune decine di case e altri edifici arredati con mobilio dell’epoca, come il santuario giapponese o la bottega con gli utensili usati dai coltivatori.A sud-ovest del villaggio si trova un tratto di 10,5 km di binari della Hawaiian Railway, vera e propria icona dell’epoca delle piantagioni. Per la prima metà del XX secolo la Oahu Railway & Land Company trasportò la canna da zucchero e i passeggeri da Honolulu a Kahuku, sulla costa settentrionale. Oggi di questa antica linea ferroviaria rimane soltanto il tratto tra Ewa e Nanakuli, tuttora percorso da una locomotiva diesel utilizzata da qualche gruppetto di turisti.
Honolulu
Honolulu (la ‘Baia Riparata’), ovvero l’unica città di dimensioni ragguardevoli che si trovi nelle Hawaii, fu fondata all’inizio del XIX secolo e oggi la sua popolazione si sta avviando verso i 400.000 abitanti. I suoi 150 anni di storia come capitale dello stato e la sua affascinante multiculturalità sono evidenti nel gradevole e compatto centro, un confuso insieme di antichi edifici e grattacieli che sarebbe preferibile non visitare in automobile a causa del già intenso traffico e della difficoltà di trovare parcheggi, ma che è invece piacevolissimo percorrere a piedi.La principale attrattiva del centro è lo Iolani Palace, un punto di riferimento del paesaggio urbano che celebra la dinastia delle Hawaii. Costruito nel 1882 come residenza ufficiale del re Kalakaua e della regina Kapiolani, il palazzo divenne il campidoglio hawaiano (sede dell’assemblea legislativa) dopo il rovesciamento della dinastia nel 1893, e oggi accoglie i turisti desiderosi di ammirare i suoi appartamenti abilmente restaurati. A qualche isolato dal palazzo si trova la chiesa più antica dell’isola, la Kawaiahao Church costruita nel 1842 utilizzando grandi lastre di corallo estratte dalla vicina barriera sommersa. Uno dei numerosi musei locali che meritano una visita è l’Hawaii Maritime Center, che si affaccia sul porto ed espone tra l’altro la Falls of Clyde, considerata l’ultima nave intatta del mondo con quattro alberi.
Proseguendo nella visita del centro da nord percepirete gli stuzzicanti profumi che escono dalle cucine della frenetica e autentica Chinatown di Honolulu, che vanta un numero davvero incredibile di ristorantini economici con menu cinese e anche un repertorio di specialità culinarie vietnamite, thailandesi e filippine. Per preparare il vostro banchetto cinese vi consigliamo le innumerevoli bancarelle dell’Oahu Market, dove troverete di tutto, dalle radici di zenzero alle teste di maiale, e per favorire la digestione potrete passeggiare nei deliziosi giardini tropicali del Foster Botanical Garden, che si estende su 5,5 ettari e venne istituito da un botanico tedesco nel 1850.
Pearl Harbor
In passato Pearl Harbor era una località nota per le sue ostriche perlifere, una coltivazione poi distrutta dalle frane cadute dalle colline circostanti, spogliate dalla loro vegetazione in seguito all’eccessivo sfruttamento dei pascoli. Ma alle 7.55 del 7 dicembre 1941, questo porto riparato della costa meridionale di Oahu divenne il catalizzatore geografico ed emotivo del coinvolgimento degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale.L’USS Arizona Memorial è dedicato alla prima delle 21 navi americane affondate o danneggiate durante l’attacco a Pearl Harbor, durato due ore e compiuto da oltre 350 aerei da guerra giapponesi. Ogni anno, più di un milione e mezzo di persone entra nel centro visitatori del monumento per vedere un documentario che racconta come l’Arizona affondò in nove minuti con 1177 membri dell’equipaggio a bordo, e per raggiungere in battello il monumento vero e proprio (alto 55 m), situato sopra il relitto affondato. Nelle acque della vicina Ford Island si trova un’altra nave da guerra americana, la USS Missouri: durante la seconda guerra mondiale sul ponte di questa nave i giapponesi si arresero formalmente il 2 settembre del 1945, mentre presso l’USS Bowfin Submarine Museum & Park vedrete un sottomarino dismesso e una mostra che illustra con dovizia di particolari l’interessante storia di queste navi subacquee.
Gli echi della guerra si perdono a nord di Pearl Harbor nella tranquilla Keaiwa Heiau State Recreation Area, un parco di 134 ettari ornato da un seicentesco tempio hawaiano dedicato alla medicina e dall’Aiea Loop Trail, lungo 7 km, che vanta bellissime vedute sul porto e sull’imponente cratere del vulcano Diamond Head, a sud-est.
Waikiki
Waikiki, o meglio la lunga e assolata spiaggia di questa località, è la principale meta turistica delle Hawaii. Sebbene sia spesso soggetta a critiche simili a quelle riservate alla balinese Kuta per gli eccessivamente turistici alberghi, negozi, bar, locali notturni, procacciatori di affari e per l’artigianato in genere, Waikiki è comunque una località attraente dove vi verrà voglia di immergervi nella sabbia, fare il bagno nelle sue acque assai affollate, e ammirare il tramonto che dalle tonalità più brillanti scolora nel nero.L’assortimento di attività che si possono praticare lungo i 3 km della Waikiki Beach – formata, in realtà, da una serie di spiaggette separate, da Kahanamoku a nord a Sans Souci nella parte meridionale – è superato soltanto dal numero di persone che vi si dedicano. Gli aspiranti sportivi possono prendere un paio di lezioni dai surfisti più esperti, andare in catamarano oppure noleggiare un windsurf o una tavola da boogie-board presso uno dei chioschi disseminati sulla battigia; per quanto riguarda il boogie-board, il posto ‘in’ di Waikiki è Kapahulu Groin.
Chi dovesse stancarsi dei bagni può prendere in considerazione una visita al Waikiki Aquarium, un’enclave di fauna e flora marina al largo del Kapiolani Beach Park dove vivono seppie, labri, bearded armorheads e squali di barriera. Per ammirare altri animali ancora, visitate il vicino Honolulu Zoo, che ha una vasta sezione dedicata all’avifauna nativa, comprendente specie come l’oca hawaiana (nene) e l’apapane, che vive nelle foreste.
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