Maui:

    Storia

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    Prima di entrare in contatto con gli occidentali, Maui aveva tre principali centri abitati: la costa sud-orientale attorno ad Hana, la zona di Wailuku e il distretto di Lele (attuale Lahaina). Nel XIV secolo Piilani, capo del distretto di Hana, conquistò tutta l’isola e diede avvio ad alcune opere importanti, come la costruzione del più grande tempio di Maui, Piilanihale Heiau, tuttora esistente, e di un sistema viario che copriva l’intera superficie dell’isola.

    L’ultimo sovrano effettivo di Maui fu il potente Kahekili che negli anni ’80 del XVIII secolo acquisì il controllo anche di Oahu e Molokai. Nel 1790, mentre Kahekili si trovava a Oahu, Kamehameha il Grande sferrò un audace attacco navale a Maui e sconfisse i guerrieri dell’isola in una sanguinosa battaglia presso la Valle di Iao; Kamehameha fu poi costretto a ripiegare, ma altre battaglie si susseguirono negli anni a venire. Alla morte di Kahekili, avvenuta nel 1794, il suo regno venne smembrato e nel 1795 Kamehameha lo invase nuovamente, questa volta conquistando tutta l’isola e insediandosi a Lahaina nel 1800, città che resterà la capitale delle Hawaii fino al 1845.

    Balenieri e missionari arrivarono a Lahaina all’inizio degli anni ’20 del XIX secolo, ma presto entrarono in conflitto. Poco dopo essere giunto nell’isola, dove era sbarcato nel 1823, William Richards, primo missionario protestante di Lahaina, convertì al cristianesimo il governatore di Maui, Hoapili. Grazie all’influenza di Richards, Hoapili promulgò delle leggi che punivano l’ubriachezza e i facili costumi, per cui i balenieri dovettero rivolgersi altrove per trovare alcolici e donne dopo aver trascorso mesi in mare e non gradirono affatto l’ingerenza puritana dei missionari.

    Nel 1826 il capitano inglese William Buckle fece scalo a Maui e scoprì che a Lahaina era stato introdotto un nuovo ‘tabù dei missionari’ contro gli uomini che correvano dietro alle gonnelle. L’equipaggio, infuriato, scese a terra per vendicarsi di Richards, a fianco del quale però si schierò un gruppo di hawaiani cristianizzati che costrinsero i balenieri ad andarsene. Nel 1827 il governatore Hoapili fece arrestare il capitano della nave John Palmer per aver fatto salire a bordo delle donne, e come rappresaglia l’equipaggio prese a cannonate la casa di Richards. Il capitano fu rilasciato, ma le leggi – e le tensioni – rimasero.

    Dopo la morte del governatore Hoapili le leggi contro gli alcolici e la prostituzione furono fatte rispettare con minore severità e i balenieri tornarono a frequentare Lahaina. Verso la metà del XIX secolo i due terzi dei balenieri che arrivavano alle Hawaii sbarcavano a Lahaina, che prese il posto di Honolulu come porto più importante dell’arcipelago. La caccia alle balene cominciò a dare segni di crisi intorno al 1860, in conseguenza dell’impoverimento delle ultime riserve dell’Artico, e ricevette infine il colpo di grazia dall’emergere dell’industria petrolifera. Con la scomparsa dei balenieri, Lahaina divenne una sorta di città fantasma.

    Se la caccia alle balene declinava, in compenso si faceva strada la coltivazione della canna da zucchero. Nel 1870 Samuel Alexander e Henry Baldwin, figli di due importanti missionari, iniziarono a coltivare questa pianta in alcuni piccoli appezzamenti di terreno di Haiku, che estesero di centinaia di acri l’anno seguente: nasceva così la più grande compagnia della canna da zucchero di tutte le Hawaii. Nel 1876 la ditta Alexander & Baldwin avviò la costruzione dell’Hamakua Ditch, un canale per portare l’acqua dall’entroterra montuoso alla piantagione di Haiku; il nuovo sistema di irrigazione trasformò le aride pianure centrali di Wailuku in verdi piantagioni di canna da zucchero, e questa attività sarà la principale risorsa dell’economia locale fino all’avvento del turismo negli anni ’60 del XX secolo. Da allora, Maui è diventata l’isola più visitata e sviluppata tra quelle che le sono vicine.

    Negli anni '90 c'è stato un notevole incremento del settore turistico grazie sia agli investimenti sia ai visitatori provenienti dall'Asia orientale, e il turismo rappresenta tutt'ora una fonte di reddito importante. Di recente il tentativo di introdurre nuove attività legate alla scienza, alla tecnologia, alla ricerca oceanica e alla produzione cinematografica e televisiva hanno lo scopo di diversificare la realtà economica locale.

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