Parc National Fazao-Malfacassa
La Forêt de Fazao si estende nel Togo centrale sui bei monti Malfacassa ed è una zona di fitta savana con cascate, falesie e alture rocciose. La maggior parte dei visitatori viene qui per osservare gli animali, ma il parco è gestito così male che difficilmente avrete occasione di vedere qualcosa in più che uccelli e scimmie. Con un po' di fortuna comunque riuscirete ad avvistare un'antilope d'acqua, un cefalofo, un ippopotamo, un oribi, un bufalo, un cinghiale, un facocero, una iena, un cercopiteco verde, un babbuino o, se siete davvero fortunati, addirittura un elefante o un leone.Adiacente alla foresta di Fazao c'è la Malfacassa Zone de Chasse, che si presta ottimamente all'escursionismo. Dalla cima delle montagne si vede un mare di colline ondulate che si estendono per chilometri e inoltre qui si hanno maggiori probabilità di avvistare gli elefanti, specialmente durante la stagione secca. In questo periodo occorre però fare attenzione a due cose: i leoni affamati e i cacciatori. Nella stagione delle piogge non si corre il pericolo di farsi sparare addosso, ma avanzare tra il fango può mettere a dura prova la pazienza di chiunque. Il parco di Fazao-Malfacassa si trova circa 330 km a nord di Lomé, da cui si raggiunge in autobus in sette ore.
Kara
Kara si trova circa 420 km a nord di Lomé, in territorio kabyé, e deve la propria relativa prosperità al fatto che il presidente Eyadéma è originario di Pya, un villaggio kabyé non lontano dalla città. Grazie ai campanilistici finanziamenti elargiti dal presidente, Kara oggi ospita la sede del partito di Eyadéma, due fabbriche di birra e una moderna emittente radiofonica, oltre a 48.600 persone che godono dei frutti di questo favoritismo. Fondata in origine dai tedeschi, è un luogo piacevole da visitare, ma di gran lunga più interessante è la zona immediatamente a nord della città.Il villaggio di Sarakawa, 25 km a nord-ovest di Kara, non merita un'apposita visita ma, se passate da queste parti, fermatevi a vedere la statua di Eyadéma che indica con la mano il luogo in cui il suo aereo precipitò nel 1974. L'iscrizione, accompagnata da un'adeguata espressione del viso, dice: 'Qui hanno cercato di uccidermi'.
Cercate di non perdervi la regione del Mont Kabyé, circa 15 km a nord-est di Kara in linea d'aria. È una delle zone più panoramiche del Togo e vi sono anche diversi villaggi dove vengono ancora praticati i lavori artigianali tradizionali. Andate a vedere i mercati di artigianato di Landa e Kétao, gli oggetti di metallo prodotti a Farendé e gli strumenti musicali di Pagouda. Kara e la zona circostante distano circa otto ore di viaggio da Lomé.
Parc National de la Kéran
Un'altra importante meta naturalistica del Togo, seconda soltanto al parco di Fazao-Malfacassa, è il Parc National de la Kéran, circa 530 km a nord di Lomé. Se avete intenzione di visitarlo sappiate però che vi servirà non poca pazienza, perché ci sono molti divieti.I funzionari del parco probabilmente insisteranno perché vi facciate accompagnare da una guida durante la vostra visita, ma anche così non potrete fermare il veicolo, procedere a velocità sostenuta o fotografare la strada internazionale a grande scorrimento che attraversa il parco (come se qualcuno potesse essere interessato a farlo). In passato accadeva spesso che le guardie facessero multe del tutto arbitrarie. Se impiegate più di 92 minuti a completare la visita potrebbero pensare che vi siete fermati lungo il percorso, ma se ci mettete di meno vuol dire che avete viaggiato a velocità troppo alta! Fortunatamente però ora i ranger si comportano un po' meglio rispetto a qualche anno fa.
A meno che non siate davvero fortunati, non riuscirete a vedere molti animali. Se visitate il parco mentre c'è un incendio del sottobosco, forse scorgerete un antilope o due o qualche scimmia che scappa. Se avete un karma veramente positivo, tenete gli occhi bene aperti per avvistare elefanti, giraffe, ippopotami e vari uccelli quali cicogne, gru e marabù. I leoni sono piuttosto rari se non del tutto assenti.
Valle dei Tamberma
Il villaggio di Kandé, circa 30 km a sud di Kéran lungo la strada internazionale, segna il margine settentrionale del tratto più panoramico della carrozzabile e, soprattutto, è il punto di partenza per visitare la valle popolata dai tamberma, che si estende una trentina di chilometri a est. I viaggiatori che non dispongono di un proprio mezzo di trasporto di solito coprono a piedi le strade sterrate che conducono ai villaggi; tale soluzione non solo è più interessante, ma in genere induce gli abitanti a riservare un'accoglienza più calorosa.La tipica casa dei tamberma, detta 'tata', è composta da una serie di torri collegate l'una all'altra da uno spesso muro con un'unica porta che dà sull'esterno. Nei tempi antichi tale struttura fortificata serviva a respingere le invasioni delle tribù vicine e, alla fine del XIX secolo, dei tedeschi. All'interno c'è una grande terrazza sollevata fatta di tronchi coperti d'argilla; qui gli abitanti della casa cucinano, fanno essiccare il miglio e il mais e trascorrono gran parte del loro tempo libero. Le torri, che hanno forma di cono, servono a immagazzinare i cereali, mentre le altre stanze fungono da camera da letto e da bagno; una di esse viene usata per cucinare durante la stagione delle piogge. Anche gli animali vengono tenuti al piano terra, al riparo dalla pioggia. Le case sono fatte di argilla, legno e paglia e rimangono abbastanza fresche per tutto il giorno, diversamente dalle moderne abitazioni di calcestruzzo erette nei villaggi meno tradizionali.
I tamberma di solito indossano abiti molto succinti e si infastidiscono quando i turisti li fissano, ma se manterrete un atteggiamento discreto può darsi che qualcuno vi inviti nella sua casa. L'interno è molto buio: c'è soltanto luce a sufficienza per non cozzare contro le pareti e gli oggetti. Notate i teschi di animali che fungono da feticci appesi alle pareti e al soffitto e il minuscolo altare usato per i sacrifici.
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Benin e togoMaggio 2009








