Namibia:

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    L'altopiano centrale

    L'altopiano centrale fu la principale preda del colonialismo. Il suo terreno è ideale per l'agricoltura, e i coloni tedeschi e boeri e le loro famiglie che avevano ereditato quest'area vi pascolavano greggi e mandrie in sconfinate tenute rurali o vi coltivavano agrumi o verdure. Le città sono molto distanti l'una dall'altra e la principale arteria che va dal nord al sud della Namibia, la B1, attraversa questa regione. La strada è in ottime condizioni e nonostante si possa guidare davvero tranquillamente la maggior parte della gente la percorre troppo in fretta per potersi godere il panorama.
    La piccola cittadina di Rehoboth venne fondata come missione renana nel 1844, ma fu abbandonata 20 anni dopo per essere poi riportata in vita intorno al 1870 dai basters (letteralmente 'bastardi'), un gruppo etnico di origini afrikaner e khoi-khoi, molto orgoglioso della propria storia e delle proprie tradizioni. Il complesso Reho Spa sorge intorno a una fonte termale, e vi è un interessante museo allestito nella casa del primo direttore delle poste, costruita nel 1903.
    Brukkaros è un cratere vulcanico largo 2 km che può essere visto dalla B1 tra Mareintal e Keetmanshoop. Dal parcheggio parte un sentiero che conduce all'orlo meridionale del cratere, a circa mezz'ora di cammino, e da qui è possibile attraversare il cratere e raggiungere un centro di ricerche abbandonato. È possibile campeggiare in qualunque punto del cratere, e i famosi cieli delle limpide notti di Brukkaros rendono quest'esperienza unica.
    Il principale crocevia della Namibia meridionale è Keetmanshoop, una città con 20.500 abitanti e centro dell'industria laniera della regione. Ketmanshoop ha un numero di stazioni di rifornimento pro capite maggiore di qualunque altro posto in Namibia. In origine era un insediamento dei Nama, poi nel 1866 la Rhenish Mission Society vi fondò una città. Anche qui si trovano molti interessanti edifici del periodo coloniale, e il Keetmanshoop Museum, che vale la pena visitare. Ci sono escursioni organizzate dalla città ad alcune aree di particolare interesse nella Namibia meridionale, tra cui lo spettacolare Fish River Canyon e Lüderitz.

    Il Caprivi

    Il lungo e sottile braccio di terra che si estende verso est dividendo lo Zambia dal Botswana nel nord-est del paese, è detto Caprivi. È una distesa piatta, lunga circa 500 km. Diversi fiumi - tra cui il Kwando, il Chobe, l'Okavango e lo Zambesi - attraversano la regione e le comunità di Caprivi si sono sviluppate lungo il loro corso. Un tempo, i san, tuttora presenti nel Caprivi, si spostavano in quest'area come nomadi cacciatori-raccoglitori, ma ora anche loro si sono sedentarizzati. Nella zona si trovano la Mahango Game Reserve e diverse altre riserve di caccia, oltre alla località più isolata della Namibia - Katima Mulilo, a soli 4 km dallo Zambia, ma 1200 km da Windhoek.
    Il Caprivi si sta lentamente aprendo ai viaggiatori indipendenti che fanno l'autostop tra Zimbabwe, Botswana e Namibia, e le strade in buone condizioni rendono la regione accessibile.

    Skeleton Coast

    La Skeleton Coast è, per l'esattezza, il tratto di costa compreso tra le foci del Kunene e dell'Ugab sull'Atlantico, ma il nome viene spesso usato per indicare l'intera costa deserta, a sud anche fino a Lüderitz. I parchi della Skeleton Coast comprendono all'incirca due milioni di ettari di dune di sabbia e distese di ghiaia e costituiscono una delle zone più inospitali e prive d'acqua del mondo. I naviganti trascinati a riva da un naufragio lungo la costa non avevano alcuna possibilità di sopravvivenza. La nebbia che avvolge per gran parte dell'anno l'arida costa, dà alla zona un aspetto lugubre e misterioso. La National West Coast Recreation Area è una striscia di costa lunga 200 km e larga 25 km, che va da Swakopmund al fiume Ugab. È frequentata da molti pescatori bianchi, provenienti soprattutto dallo Zimbabwe e dal Sudafrica, che tentano la fortuna con le specie ittiche locali.
    La colonia di foche di Cape Cross è più simile a un campo di concentramento che a una riserva naturale, in quanto le foche (in realtà non si tratta di foche, ma più precisamente di otarie) vengono allevate per scopi commerciali. Accanto al bar c'è un mattatoio e alcune aree sono proibite, ma la riserva è aperta ai visitatori e potrete vedere le foche che se ne stanno distese imperterrite sulle rocce. Le pelli vengono vendute a parte, mentre il resto della foca viene trasformato in una poltiglia ricca di vitamine utilizzata nei mangimi per bestiame. L'esploratore portoghese Diego Caõ, il primo europeo a metter piede in Namibia, piantò una croce alta 2 m ('Cape Cross' significa 'Croce del Capo'), in onore del suo re. La croce rimase al suo posto per più di 400 anni, finché un marinaio tedesco non decise di portarsela a casa nel 1893. L'anno seguente la croce originale venne sostituita da una copia.

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