Mauritius:

    Storia

    I commercianti arabi erano a conoscenza dell'esistenza di Mauritius già nel X secolo, ma non la colonizzarono mai. I navigatori portoghesi si imbatterono nell'isola sull'onda delle esplorazioni successive al viaggio di Vasco da Gama intorno al Capo di Buona Speranza nel 1498 ma, oltre a introdurre scimmie fastidiose e topi, non vi lasciarono molte altre tracce. Maggiore influenza ebbe la seguente ondata di immigrati, gli olandesi. Nel 1598 il vice ammiraglio Wybrandt van Warwyck sbarcò sull'isola e ne reclamò il possesso in nome dell'Olanda, battezzandola Maurice, in onore del governatore olandese, il Principe di Orange e Conte di Nassau. Ma passarono altri 40 anni prima che gli olandesi si decidessero a colonizzare l'isola, preferendo nel frattempo utilizzarla come base d'appoggio sulla rotta verso Giava. La colonia, tuttavia, non si sviluppò mai completamente; gli olandesi abbandonarono Mauritius nel 1710, dopo aver ridotto all'estinzione il dodo e introdotto schiavi africani, cervi di Giava, cinghiali, tabacco e canna da zucchero.

    Cinque anni più tardi, il capitano francese Guillaume Dufresne d'Arsal rivendicò il possesso dell'isola, ribattezzandola Île de France e cedendola ai francesi della Compagnia delle Indie Orientali, che la utilizzarono come base commerciale. La colonizzazione vera e propria iniziò nel 1721, e nel giro di 15 anni furono costruiti il primo zuccherificio, una rete stradale e un ospedale.

    Nella seconda metà del XVIII secolo, Port Louis, la capitale dell'isola, divenne una base commerciale indipendente e attracco di pirati, i marinai mercenari assoldati da un determinato paese per assaltare le navi dei loro nemici. Stanca di questa situazione, la Gran Bretagna decise nel 1810 di attaccare i corsari (e Mauritius). Dopo la sconfitta iniziale nella battaglia di Vieux Grand Port, gli Inglesi sbarcarono a Cap Malheureux, sulle coste settentrionali, e occuparono l'isola. Nel 1814, con il Trattato di Parigi, l'Île de France, Rodrigues e le Seychelles vennero cedute ai vincitori. Ai franco-mauriziani fu garantito il diritto di conservare la lingua, la religione, il sistema legale basato sul Codice Napoleonico e le piantagioni di canna da zucchero. Nel 1835 furono liberati gli schiavi e la forza lavoro venne rimpiazzata dalla manodopera proveniente dalla Cina e dall'India.

    Mentre, allora come oggi, le piantagioni franco-mauriziane di canna da zucchero facevano la ricchezza di alcuni proprietari terrieri, migliaia di operai indiani continuavano a riversarsi sull'isola per lavorare la terra. Forti del loro numero, col passare degli anni gli Indiani fecero sentire sempre più la loro voce nella gestione del paese, aiutati anche dalla visita del Mahatma Gandhi nel 1901. Nel 1936 venne fondato il Partito Laburista per la difesa dei diritti dei lavoratori e, l'anno dopo, fu approvata la nuova costituzione, che garantiva il diritto di voto a tutti i cittadini di più di 21 anni che fossero in grado di scrivere il proprio nome. Sotto la direzione del dottor Seewoosugar Ramgoolan (più tardi nominato cavaliere), il partito si sviluppò e il numero degli iscritti aumentò a dismisura.

    Mauritius ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna il 12 marzo 1968; sir Ramgoolan fu eletto primo ministro e rimase in carica per i successivi 13 anni. Gli successe una coalizione di sinistra tra il Mouvement Militant Mauricien (MMM) e il Parti Socialiste Mauricien, segnata però da tensioni a livello dirigenziale che, per tutti gli anni di governo, ne minarono la struttura. Nel 1986 tre deputati mauriziani furono arrestati all'aeroporto di Amsterdam perché trovati in possesso di eroina; venne aperta un'inchiesta che portò all'arresto di altri politici implicati nel commercio di droga e a numerose dimissioni. Mauritius divenne ufficialmente una repubblica nel 1992. Il nipote di sir Ramgoolan, Navin Ramgoolan, vinse le elezioni del 1995 e guidò il paese nella sua ricerca di prosperità fino al settembre 2000, quando nuove elezioni hanno sancito la vittoria della coalizione formata dal Partito Socialista Militante e dal Movimento Militante - sir Anerood Jugnauth, appartenente alla prima formazione, che è stato primo ministro fino al 2003, quando gli è subentrato Paul Berenger, rappresentante della seconda, il primo non-hindu a occupare questa carica dall'ottenimento dell'indipendenza.

    Nel 1999 esplosero le tensioni tra la popolazione creola, discendente dagli antichi schiavi, e la maggioranza indo-mauriziana. Il popolare cantante reggae Joseph 'Kaya' Topize fu arrestato durante una manifestazione in favore della legalizzazione della marijuana e morì in seguito a una frattura cranica mentre era sotto la custodia della polizia. Nell'isola scoppiarono dei disordini, in particolare a Port Louis.

    Tra il 15 e il 25 febbraio 2002 Mauritius ha avuto in breve successione quattro presidenti, a causa di una controversa legge antiterrorismo fortemente lesiva dei diritti dei sospettati. Cassam Uteem e Angidi Chettiar hanno dato le dimissioni per non approvare una legge in contrasto con una società civile e democratica, mentre Ariranga Pillay è stato costretto a lasciare l'interim per essersi affrettato a firmarla... Carl Offmann è stato eletto presidente nel 2002, ma un anno dopo ha ceduto il passo a Jugnauth.

    Il governo sta incrementando le politiche di incentivi agli investimenti stranieri. Il paese costituisce un ponte di scambi tra Africa e Asia, e ha iniziato a potenziare le infrastrutture e le telecomunicazioni, razionalizzare la raffinazione dello zucchero, riconvertire gli impianti di produzione elettrica.

    Negli ultimi anni, il quadro politico è stato dominato in particolar modo da tre partiti: il Mauritian Militant Moovement (MMM), il Mauritian Socialist Movement (MSM), il Mauritius Labor Party (MLP). Dal 2003 è al potere la coalizione formata dall’MMM e dall’MSM, guidata dal primo ministro Paul Berenger, che però è stato sconfitto da Rangoolam nelle consultazioni del luglio 2005.

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    Mauritius
    Maggio 2009

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