Accade raramente di aprire il giornale e trovare una notizia riguardante la Guinea Equatoriale, ma ciò non significa che questo paese dell'Africa occidentale sia un paradiso dove non succede mai nulla. Quando nel XII e nel XIII secolo i bantu si trasferirono in quella che oggi è la Guinea Equatoriale continentale, scoppiarono le prime guerre tra tribù rivali. Precedentemente abitata dai pigmei e dagli ndowe, la regione fu in breve dominata dai guerrafondai fang, la cui ostilità tenne lontani i colonialisti europei, evitando una completa occupazione della zona. Tuttavia, i fang furono costretti ad abbandonare la costa per tutto il periodo in cui gli inglesi, gli olandesi e i francesi si dedicarono alla tratta degli schiavi, per poi fare ritorno dopo l'abolizione della schiavitù.
L'isola di Bioko fu colonizzata dal popolo bubi nel XIII secolo circa. Intorno al 1500 arrivarono anche i portoghesi, che possedevano molte delle isole situate nel Golfo di Guinea, comprese São Tomé e Príncipe. Il Portogallo vendette Bioko agli spagnoli nel 1778 e all'inizio del XIX secolo l'isola era già diventata un importante centro per la tratta degli schiavi in Europa. Le redditizie piantagioni di cacao resero Bioko il più importante possedimento spagnolo nell'Africa equatoriale. Per tutto questo periodo la maggior parte dell'entroterra rimase inesplorato: gli spagnoli iniziarono ad avventurarvisi negli anni Venti, ma fu solo alla fine della guerra civile spagnola, nel 1939, che la potenza coloniale incominciò seriamente a sviluppare la regione. Una parziale autonomia venne riconosciuta all'isola nel 1963, lo stesso anno in cui Bioko e le colonie della terraferma furono riunite sotto la bandiera della Guinea Equatoriale.
La piena indipendenza arrivò nel 1968, quando ci si rese conto che la Spagna aveva lasciato il paese sull'orlo della bancarotta, e venne così dichiarato lo stato d'emergenza. Sull'esempio della maggior parte dei leader dell'Africa centrale e occidentale, nel 1970 il presidente Francisco Macias Nguema mise al bando i gruppi dell'opposizione. Autoproclamatosi leader a vita, nel 1972 aveva ormai avviato una campagna di terrore e di brutalità arbitraria al pari di Bokassa nella Repubblica Centrafricana e Idi Amin in Uganda. Migliaia e migliaia di persone furono torturate e giustiziate nelle carceri o picchiate a morte nei campi di lavoro. I preti furono arrestati, mentre scuole e chiese vennero chiuse. La professione del giornalista divenne un reato capitale. Il leader rese persino la pesca illegale e prese a distruggere ogni imbarcazione che gli capitasse sotto tiro. Per diversi anni la Guinea Equatoriale rimase letteralmente isolata dal resto del mondo. Quando il 'governo a vita' di Macias finì con un colpo di stato e l'esecuzione del leader nel 1979, due terzi degli abitanti della Guinea Equatoriale erano fuggiti dal paese o erano stati uccisi.
Il ritorno della Guinea Equatoriale alla democrazia pluripartitica è stato estremamente difficile. Le vecchie abitudini sono dure a morire ed è convinzione generale che le elezioni vengano sempre falsate da brogli elettorali. Il Ministero degli Esteri degli Stati Uniti ha dichiarato che le prime elezioni presidenziali tenutesi in Guinea Equatoriale nel 1993 sono state una 'parodia della democrazia'. L'arresto e la reclusione di un leader dell'opposizione hanno lanciato a tutti un chiaro messaggio circa la democratizzazione del paese, anche se a seguito della pressione esercitata dai governi occidentali il prigioniero è stato rilasciato. Alle elezioni presidenziali del 1996, Obiang ha ottenuto il 99% dei voti. Nel marzo 1999 un buon numero dei leaders dell'opposizione sono stati arrestati dopo aver richiesto l'annullamento delle elezioni parlamentari del 1999, nelle quali Obiang aveva ottenuto una vittoria schiacciante.
Infine, bisogna tenere in considerazione in che modo la scoperta del petrolio al largo della Guinea Equatoriale abbia cambiato il panorama politico e sociale del paese. Se nel 1992 la Guinea Equatoriale era uno dei paesi più poveri del mondo, ora lo si può invece considerare un produttore consolidato di petrolio in Africa Occidentale e gode della crescita economica più rapida del continente. Basti pensare che nel 1999 il Golfo di Guinea ha contribuito alla produzione petrolifera mondiale con una percentuale del 6% del suo totale. Tutto questo ha innescato una notevole spinta all'economia del paese, anche se sono però subentrati notevoli problemi: diversi paesi limitrofi hanno rivendicato i propri diritti territoriali sulla zona e, inoltre, la popolazione non può beneficiare né godere di questa sopravvenuta ricchezza.
Nel 2002 sessantotto oppositori politici, dopo un processo farsa, sono stati condannati al carcere duro, con pene dai sei ai vent'anni con l'accusa di aver complottato contro il governo.
Nelle presidenziali del dicembre 2002 Teodoro Obiang Nguema è stato rieletto, con più del 97% delle preferenze, per altri sette anni. I candidati dell'opposizione sono stati costretti al ritiro a causa delle intimidazioni e gli elettori sono stati obbligati con la forza a mostrare le loro schede prima di porle nelle urne. Per parte sua la commissione elettorale ha considerato "antidemocratico" il ritiro dei candidati avversi a Nguema dallo scrutinio ma, di fatto, molti oppositori non hanno potuto contestare lo scrutinio poiché sono in carcere o in esilio. Convergencia para la Democracia Social, all'opposizione, ha chiesto l'intervento della Francia e dei paesi francofoni per ripristinare la legalità.
Nel 2004 vi è stato un tentativo di destituire Obiang Nguema con un colpo di stato, che è fallito.
Ancora oggi Obiang è al potere e mentre incamera ingenti ricchezze dalla vendita del petrolio, il resto della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.
L'isola di Bioko fu colonizzata dal popolo bubi nel XIII secolo circa. Intorno al 1500 arrivarono anche i portoghesi, che possedevano molte delle isole situate nel Golfo di Guinea, comprese São Tomé e Príncipe. Il Portogallo vendette Bioko agli spagnoli nel 1778 e all'inizio del XIX secolo l'isola era già diventata un importante centro per la tratta degli schiavi in Europa. Le redditizie piantagioni di cacao resero Bioko il più importante possedimento spagnolo nell'Africa equatoriale. Per tutto questo periodo la maggior parte dell'entroterra rimase inesplorato: gli spagnoli iniziarono ad avventurarvisi negli anni Venti, ma fu solo alla fine della guerra civile spagnola, nel 1939, che la potenza coloniale incominciò seriamente a sviluppare la regione. Una parziale autonomia venne riconosciuta all'isola nel 1963, lo stesso anno in cui Bioko e le colonie della terraferma furono riunite sotto la bandiera della Guinea Equatoriale.
La piena indipendenza arrivò nel 1968, quando ci si rese conto che la Spagna aveva lasciato il paese sull'orlo della bancarotta, e venne così dichiarato lo stato d'emergenza. Sull'esempio della maggior parte dei leader dell'Africa centrale e occidentale, nel 1970 il presidente Francisco Macias Nguema mise al bando i gruppi dell'opposizione. Autoproclamatosi leader a vita, nel 1972 aveva ormai avviato una campagna di terrore e di brutalità arbitraria al pari di Bokassa nella Repubblica Centrafricana e Idi Amin in Uganda. Migliaia e migliaia di persone furono torturate e giustiziate nelle carceri o picchiate a morte nei campi di lavoro. I preti furono arrestati, mentre scuole e chiese vennero chiuse. La professione del giornalista divenne un reato capitale. Il leader rese persino la pesca illegale e prese a distruggere ogni imbarcazione che gli capitasse sotto tiro. Per diversi anni la Guinea Equatoriale rimase letteralmente isolata dal resto del mondo. Quando il 'governo a vita' di Macias finì con un colpo di stato e l'esecuzione del leader nel 1979, due terzi degli abitanti della Guinea Equatoriale erano fuggiti dal paese o erano stati uccisi.
Il ritorno della Guinea Equatoriale alla democrazia pluripartitica è stato estremamente difficile. Le vecchie abitudini sono dure a morire ed è convinzione generale che le elezioni vengano sempre falsate da brogli elettorali. Il Ministero degli Esteri degli Stati Uniti ha dichiarato che le prime elezioni presidenziali tenutesi in Guinea Equatoriale nel 1993 sono state una 'parodia della democrazia'. L'arresto e la reclusione di un leader dell'opposizione hanno lanciato a tutti un chiaro messaggio circa la democratizzazione del paese, anche se a seguito della pressione esercitata dai governi occidentali il prigioniero è stato rilasciato. Alle elezioni presidenziali del 1996, Obiang ha ottenuto il 99% dei voti. Nel marzo 1999 un buon numero dei leaders dell'opposizione sono stati arrestati dopo aver richiesto l'annullamento delle elezioni parlamentari del 1999, nelle quali Obiang aveva ottenuto una vittoria schiacciante.
Infine, bisogna tenere in considerazione in che modo la scoperta del petrolio al largo della Guinea Equatoriale abbia cambiato il panorama politico e sociale del paese. Se nel 1992 la Guinea Equatoriale era uno dei paesi più poveri del mondo, ora lo si può invece considerare un produttore consolidato di petrolio in Africa Occidentale e gode della crescita economica più rapida del continente. Basti pensare che nel 1999 il Golfo di Guinea ha contribuito alla produzione petrolifera mondiale con una percentuale del 6% del suo totale. Tutto questo ha innescato una notevole spinta all'economia del paese, anche se sono però subentrati notevoli problemi: diversi paesi limitrofi hanno rivendicato i propri diritti territoriali sulla zona e, inoltre, la popolazione non può beneficiare né godere di questa sopravvenuta ricchezza.
Nel 2002 sessantotto oppositori politici, dopo un processo farsa, sono stati condannati al carcere duro, con pene dai sei ai vent'anni con l'accusa di aver complottato contro il governo.
Nelle presidenziali del dicembre 2002 Teodoro Obiang Nguema è stato rieletto, con più del 97% delle preferenze, per altri sette anni. I candidati dell'opposizione sono stati costretti al ritiro a causa delle intimidazioni e gli elettori sono stati obbligati con la forza a mostrare le loro schede prima di porle nelle urne. Per parte sua la commissione elettorale ha considerato "antidemocratico" il ritiro dei candidati avversi a Nguema dallo scrutinio ma, di fatto, molti oppositori non hanno potuto contestare lo scrutinio poiché sono in carcere o in esilio. Convergencia para la Democracia Social, all'opposizione, ha chiesto l'intervento della Francia e dei paesi francofoni per ripristinare la legalità.
Nel 2004 vi è stato un tentativo di destituire Obiang Nguema con un colpo di stato, che è fallito.
Ancora oggi Obiang è al potere e mentre incamera ingenti ricchezze dalla vendita del petrolio, il resto della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.



