Intorno all'825 d.C. l'islamismo si diffuse in una regione all'epoca utilizzata per far pascolare il bestiame da diverse tribù, fra cui gli afar dell'Etiopia orientale e gli issa della Somalia. I commercianti arabi controllarono la regione fino al XVI secolo. Quando nel 1862 giunsero i francesi con l'obiettivo di controbilanciare la presenza britannica ad Aden, i sultani Afar di Obock e Tagiura, che controllavano la zona sull'altro lato dello Stretto di Bab al-Mandab, la vendettero ai francesi per 10.000 talleri.
Nel 1888 i francesi incominciarono a costruire la città di Gibuti sulla costa meridionale del Golfo di Tagiura, una regione abitata in prevalenza da somali. Iniziava così a prendere forma la Somalia francese, Gibuti divenne ben presto lo sbocco marittimo ufficiale dell'Etiopia e la ferrovia Gibuti-Addis Abeba, costruita dai francesi, fu e continua a essere estremamente importate per gli etiopi, sia dal punto di vista strategico sia da quello commerciale.
Nel 1949 vi furono le prime dimostrazioni da parte degli issa, che chiedevano la riunificazione delle terre somale in mano agli italiani, agli inglesi e ai francesi e l'espulsione di tutte le potenze coloniali. Gli afar appoggiarono i francesi, che naturalmente li favorirono affidando il governo locale ad Ali Aref e altri afar. La maggioranza del 60% che nel 1967 si espresse a favore del governo francese fu in gran parte determinata dalla massiccia espulsione di somali dal paese e dall'arresto dei leader dell'opposizione e provocò tumulti e sommosse popolari nella capitale. Le autorità coloniali si resero conto che qualcosa andava fatto e nel tentativo di sedare i manifestanti, cambiarono il nome della colonia in 'Territorio francese degli afar e degli issa'. Ma il paese era ormai diventato un vespaio e nei primi anni Settanta venne attaccato dal Fronte di Liberazione della Costa Somala, cui avevano aderito molti degli espulsi dalla colonia.
In seguito a ulteriori dimostrazioni a sostegno dell'opposizione, nel 1976 Ali Aref fu costretto a dare le dimissioni e con grande riluttanza l'anno seguente la Francia concesse a Gibuti l'indipendenza. Le prime elezioni decretarono la vittoria della Lega popolare per il progresso (RPP) e Hassan Gouled Aptidon, capo del partito, divenne il nuovo presidente. Gibuti è stata l'ultima colonia francese nel continente africano a ottenere l'indipendenza.
Durante l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq nel 1990, Hassan Gouled fece un rischioso doppio gioco: da una parte si dichiarò contrario al concentramento di forze armate (Gibuti aveva firmato un patto militare con l'Iraq solo un paio di mesi prima), dall'altra permise non solo alla Francia di aumentare considerevolmente la propria presenza militare a Gibuti, ma anche alle potenze alleate di utilizzare le strutture portuali di Gibuti.
Nel novembre del 1991 i ribelli afar scatenarono la guerra civile nei loro territori d'origine nel nord del paese, accusando il governo, dominato dagli issa, di favorire quest'ultima etnia. Dopo quattro mesi di scontri armati e centinaia di vittime, il governo di Hassan Gouled si decise a fare alcune concessioni. Nel 1992 la popolazione approvò una nuova costituzione mediante referendum e nel 1994 venne finalmente firmato un accordo di pace, nonostante le ostilità fra le diverse etnie non si fossero completamente placate, soprattutto nel nord e nelle zone di confine.
Mentre Gibuti si stava preparando per le elezioni politiche del 1997, lungo il confine con l'Eritrea vi furono nuovi scontri fra i separatisti afar, che si erano opposti ai negoziati di pace, e le forze governative. Hassan Gouled riuscì a domare i ribelli e dopo aver vinto le elezioni volse l'attenzione ai Somali Isaak, che a loro volta chiedevano l'indipendenza. Con il contributo di Ismael Omar Guelleh, eletto presidente nel 2000, vennero sconfitti anche i somali isaak. Da quando è diventato presidente, Guelleh ha rafforzato i rapporti con la Francia schierandosi dalla parte dell'Etiopia nella controversia con l'Eritrea e concedendo alla Francia di aumentare la propria presenza militare sul territorio di Gibuti.
Alle elezioni del gennaio 2003, lo RPP ha vinto ancora. Sette donne hanno ottenuto un seggio all'Assemblea Nazionale, su 65 disponibili.
Durante la seconda Guerra del golfo, il Gibuti ha continuato a giocare un ruolo ambiguo, permettendo lo stanziamento di truppe USA sul suo territorio, con grande dispiacere della Francia, che avrebbe voluto essere considerata il principale alleato nel riconoscimento della sua contrarietà alla guerra.
Il 30 aprile 2003 il Gibuti ha ricevuto dal Programma Alimentare Mondiale aiuti alimentari, per un valore di due milioni di dollari, per fronteggiare la siccità.
Il presidente del piccolo Stato del Corno d’Africa ha saldamente in mano le redini del potere. Anche perché sinora ha potuto contare, oltre che sulla positiva congiuntura interna, sull’appoggio di due forti alleati: gli Stati Uniti e la Francia.
Nel 2007 il paese ha festaggiato i suoi 30 d'indipendenza.
Nel 1888 i francesi incominciarono a costruire la città di Gibuti sulla costa meridionale del Golfo di Tagiura, una regione abitata in prevalenza da somali. Iniziava così a prendere forma la Somalia francese, Gibuti divenne ben presto lo sbocco marittimo ufficiale dell'Etiopia e la ferrovia Gibuti-Addis Abeba, costruita dai francesi, fu e continua a essere estremamente importate per gli etiopi, sia dal punto di vista strategico sia da quello commerciale.
Nel 1949 vi furono le prime dimostrazioni da parte degli issa, che chiedevano la riunificazione delle terre somale in mano agli italiani, agli inglesi e ai francesi e l'espulsione di tutte le potenze coloniali. Gli afar appoggiarono i francesi, che naturalmente li favorirono affidando il governo locale ad Ali Aref e altri afar. La maggioranza del 60% che nel 1967 si espresse a favore del governo francese fu in gran parte determinata dalla massiccia espulsione di somali dal paese e dall'arresto dei leader dell'opposizione e provocò tumulti e sommosse popolari nella capitale. Le autorità coloniali si resero conto che qualcosa andava fatto e nel tentativo di sedare i manifestanti, cambiarono il nome della colonia in 'Territorio francese degli afar e degli issa'. Ma il paese era ormai diventato un vespaio e nei primi anni Settanta venne attaccato dal Fronte di Liberazione della Costa Somala, cui avevano aderito molti degli espulsi dalla colonia.
In seguito a ulteriori dimostrazioni a sostegno dell'opposizione, nel 1976 Ali Aref fu costretto a dare le dimissioni e con grande riluttanza l'anno seguente la Francia concesse a Gibuti l'indipendenza. Le prime elezioni decretarono la vittoria della Lega popolare per il progresso (RPP) e Hassan Gouled Aptidon, capo del partito, divenne il nuovo presidente. Gibuti è stata l'ultima colonia francese nel continente africano a ottenere l'indipendenza.
Durante l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq nel 1990, Hassan Gouled fece un rischioso doppio gioco: da una parte si dichiarò contrario al concentramento di forze armate (Gibuti aveva firmato un patto militare con l'Iraq solo un paio di mesi prima), dall'altra permise non solo alla Francia di aumentare considerevolmente la propria presenza militare a Gibuti, ma anche alle potenze alleate di utilizzare le strutture portuali di Gibuti.
Nel novembre del 1991 i ribelli afar scatenarono la guerra civile nei loro territori d'origine nel nord del paese, accusando il governo, dominato dagli issa, di favorire quest'ultima etnia. Dopo quattro mesi di scontri armati e centinaia di vittime, il governo di Hassan Gouled si decise a fare alcune concessioni. Nel 1992 la popolazione approvò una nuova costituzione mediante referendum e nel 1994 venne finalmente firmato un accordo di pace, nonostante le ostilità fra le diverse etnie non si fossero completamente placate, soprattutto nel nord e nelle zone di confine.
Mentre Gibuti si stava preparando per le elezioni politiche del 1997, lungo il confine con l'Eritrea vi furono nuovi scontri fra i separatisti afar, che si erano opposti ai negoziati di pace, e le forze governative. Hassan Gouled riuscì a domare i ribelli e dopo aver vinto le elezioni volse l'attenzione ai Somali Isaak, che a loro volta chiedevano l'indipendenza. Con il contributo di Ismael Omar Guelleh, eletto presidente nel 2000, vennero sconfitti anche i somali isaak. Da quando è diventato presidente, Guelleh ha rafforzato i rapporti con la Francia schierandosi dalla parte dell'Etiopia nella controversia con l'Eritrea e concedendo alla Francia di aumentare la propria presenza militare sul territorio di Gibuti.
Alle elezioni del gennaio 2003, lo RPP ha vinto ancora. Sette donne hanno ottenuto un seggio all'Assemblea Nazionale, su 65 disponibili.
Durante la seconda Guerra del golfo, il Gibuti ha continuato a giocare un ruolo ambiguo, permettendo lo stanziamento di truppe USA sul suo territorio, con grande dispiacere della Francia, che avrebbe voluto essere considerata il principale alleato nel riconoscimento della sua contrarietà alla guerra.
Il 30 aprile 2003 il Gibuti ha ricevuto dal Programma Alimentare Mondiale aiuti alimentari, per un valore di due milioni di dollari, per fronteggiare la siccità.
Il presidente del piccolo Stato del Corno d’Africa ha saldamente in mano le redini del potere. Anche perché sinora ha potuto contare, oltre che sulla positiva congiuntura interna, sull’appoggio di due forti alleati: gli Stati Uniti e la Francia.
Nel 2007 il paese ha festaggiato i suoi 30 d'indipendenza.








