Ghana:

    Cultura

    La tribù ashanti del popolo akan è la più consistente del Ghana e una delle poche società matriarcali dell'Africa occidentale. Un tempo famosa per lo splendore e la ricchezza dei suoi regnanti, oggi gli ashanti sono molto conosciuti per i loro prodotti artigianali, in particolare per gli sgabelli intagliati a mano, per le bambole della fertilità e per i vivaci colori delle loro stoffe kente. Queste sono tessute, di solito in cotone, in strisce strette dalle tinte brillanti e dai disegni molto elaborati; il lavoro viene eseguito sempre all'esterno ed esclusivamente dagli uomini. Anche gli Ewé producono un kente caratterizzato da forme geometriche che contengono disegni simbolici tramandati attraverso i secoli. Il tessuto kente viene indossato solo nella parte meridionale del paese e, diversamente da altri tipi di tessitura tradizionale, è riservato alle occasioni di festa.

    A differenza di pressoché tutti gli abitanti dell'Africa occidentale quelli del Ghana non fanno uso di maschere, ma ciò non significa che non credano nell'esistenza di poteri soprannaturali e non si servano di feticci per invocarli. Questa pratica in Ghana è spesso svolta tramite statuette di legno o di argilla, di solito poste su altari innalzati in case feticcio. In particolare le bambole sono considerate oggetti magici e le donne che desiderano assicurarsi bambini belli e sani le portano legate sul dorso in modo che la sola faccia piatta e grassa del fantoccio sporga dalla tracolla. Nelle sculture il genere è l'elemento più importante e le parti del corpo - in particolare la testa, le natiche, il petto e l'ombelico - vengono ingranditi in maniera sproporzionata.

    In Ghana vive la più alta percentuale di cristiani di tutta l'Africa occidentale, ma le tradizionali religioni animiste sono ancora molto diffuse e sebbene in questo campo ogni gruppo etnico custodisca gelosamente le sue particolari credenze, non mancano le affinità tra i diversi gruppi. Il concetto dell'esistenza di un Essere Supremo (e della reincarnazione) è comune a tutte le comunità, ma in genere si ritiene che il Creatore sia troppo altolocato per interessarsi agli affari degli esseri umani. Esiste una quantità di altri dei che è possibile ingraziarsi attraverso i sacrifici e anche gli antenati vengono spesso parificati agli dei. Non esistono templi monumentali o antiche scritture: credenze e tradizioni vengono tramandate oralmente da una generazione all'altra. Gli Ewé, ad esempio, dispongono di oltre 600 divinità cui rivolgersi nel momento del bisogno e molte delle feste e cerimonie che si tengono nei villaggi sono celebrate in onore di uno o più dei.

    Il piatto principale della cucina del Ghana è la zuppa, in realtà più simile a una salsa. Si tratta in genere di un brodo consumato insieme a un amidaceo. Le pietanze cotte più comuni sono a base di arachidi, uova, pesce, foglie di fagioli e forowe, pesce fermentato con pomodori. Tra le altre specialità locali ricordiamo il jollof rice, un piatto con la carne simile alla paella; il kyemgbuma, granchi con pasta di cassava, carne e patate e il gari foto costituito da uova, cipolle, gamberetti essiccati e pomodori, accompagnato dal gari (farina di manioca non raffinata). Un altro alimento fondamentale è il fufu, un piatto contenente cassava, igname, platano o manioca cotti, trasformati in puré e appallottolati. Il kelewele, un dessert speziato a base di platano fritto e condito con peperoncino e zenzero, è comunemente venduto nei banchetti lungo la strada, allo stesso modo dell'askenkee, una bevanda fresca, bianca e analcolica fatta con il grano. Il pito (birra di miglio) è la bevanda preferita al nord, mentre il vino di palma è bevuto prevalentemente nel sud del paese.

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