Situato a cavallo dell'equatore a livello della costa occidentale africana, il Gabon, grande circa la metà della Francia ma cento volte più fertile, confina a nord-ovest con la Guinea Equatoriale, a nord con il Camerun e a est e a sud con il Congo (Brazzaville).
La striscia costiera sale gradualmente con una serie di altipiani verso l'interno del paese fino a raggiungere la quota massima di oltre 1500 m. Quasi tre quarti del Gabon (una delle percentuali più alte del continente africano) sono ricoperti da foreste tropicali pluviali, mentre solo un minuscolo un per cento della superficie totale è riservato a terreno agricolo. L'abbondanza di vegetazione che cresce libera da vincoli o impedimenti e le profonde valli fluviali che sezionano il paese rendono gli spostamenti alquanto problematici. Il fiume Ogooué, il principale corso d'acqua, nella sua corsa verso l'Oceano Atlantico divide il Gabon praticamente in due parti nel punto in cui attraversa Franceville e Lambaréné. Port-Gentil, il cuore pulsante della molto remunerativa industria petrolifera gabonese, è situata alla foce del fiume che si apre nell'intricata filigrana della linea costiera e si sviluppa in chilometri e chilometri di estuari di grande bellezza, purtroppo pressoché inaccessibili. Dalla costa si stende verso l'interno una vasta area di acquitrini e di lagune.
Il Gabon è noto soprattutto per le sue foreste pluviali tropicali, ma anche per le macchie costiere e le vaste praterie e savane che si aprono nei punti in cui le pianure litoranee incontrano le foreste. La flora delle foreste fluviali comprende una varietà enciclopedica di specie, dalle palme rampicanti, i filari di alberi della gomma e le liane da giungla dei cartoni animati agli alberi ad alto fusto di legno duro come il purpleheart (il legno amaranto), l'ebano e il mogano. Gli alberi di legno duro, come l'okoumé (reperibile unicamente nell'Africa centrale) e l'ozigo, sono prodotti di grande valore destinati alla vendita.
Le foreste pluviali brulicano di vita animale dalle radici alle cime degli alberi: serpenti, vipere e pitoni strisciano alla caccia di topi, insetti e piccoli animali che si trovino per loro sfortuna nel raggio d'azione dei terribili rettili; ricci, porcospini e tartarughe si muovono rumorosamente sul fondo della foresta; scoiattoli, scimmie, babbuini, lemuri, tucani e pappagalli africani occupano i rami degli alberi; coccodrilli e ippopotami rivendicano per sé le sponde dei fiumi, mentre i grandi animali selvatici - antilopi, bufali ed elefanti - si aggirano per le vaste praterie e persino i gorilla, specie in pericolo di estinzione in diverse altre parti dell'Africa, sono talmente numerosi in Gabon da essere diventati nocivi per l'ambiente. Ma nonostante la ricchezza della fauna locale, riuscire a vedere anche solo alcuni esemplari è tutto un altro affare perché la foresta è talmente fitta da essere per grandi tratti inaccessibile.
Il clima è decisamente caldo - la media giornaliera arriva a 31°C in aprile e scende raramente sotto i 27°C nel resto dell'anno; inoltre le alte temperature sono quasi sempre accompagnate da grande umidità. La stagione secca va da maggio a settembre, cui si aggiunge un ulteriore breve periodo verso la metà di dicembre.
La striscia costiera sale gradualmente con una serie di altipiani verso l'interno del paese fino a raggiungere la quota massima di oltre 1500 m. Quasi tre quarti del Gabon (una delle percentuali più alte del continente africano) sono ricoperti da foreste tropicali pluviali, mentre solo un minuscolo un per cento della superficie totale è riservato a terreno agricolo. L'abbondanza di vegetazione che cresce libera da vincoli o impedimenti e le profonde valli fluviali che sezionano il paese rendono gli spostamenti alquanto problematici. Il fiume Ogooué, il principale corso d'acqua, nella sua corsa verso l'Oceano Atlantico divide il Gabon praticamente in due parti nel punto in cui attraversa Franceville e Lambaréné. Port-Gentil, il cuore pulsante della molto remunerativa industria petrolifera gabonese, è situata alla foce del fiume che si apre nell'intricata filigrana della linea costiera e si sviluppa in chilometri e chilometri di estuari di grande bellezza, purtroppo pressoché inaccessibili. Dalla costa si stende verso l'interno una vasta area di acquitrini e di lagune.
Il Gabon è noto soprattutto per le sue foreste pluviali tropicali, ma anche per le macchie costiere e le vaste praterie e savane che si aprono nei punti in cui le pianure litoranee incontrano le foreste. La flora delle foreste fluviali comprende una varietà enciclopedica di specie, dalle palme rampicanti, i filari di alberi della gomma e le liane da giungla dei cartoni animati agli alberi ad alto fusto di legno duro come il purpleheart (il legno amaranto), l'ebano e il mogano. Gli alberi di legno duro, come l'okoumé (reperibile unicamente nell'Africa centrale) e l'ozigo, sono prodotti di grande valore destinati alla vendita.
Le foreste pluviali brulicano di vita animale dalle radici alle cime degli alberi: serpenti, vipere e pitoni strisciano alla caccia di topi, insetti e piccoli animali che si trovino per loro sfortuna nel raggio d'azione dei terribili rettili; ricci, porcospini e tartarughe si muovono rumorosamente sul fondo della foresta; scoiattoli, scimmie, babbuini, lemuri, tucani e pappagalli africani occupano i rami degli alberi; coccodrilli e ippopotami rivendicano per sé le sponde dei fiumi, mentre i grandi animali selvatici - antilopi, bufali ed elefanti - si aggirano per le vaste praterie e persino i gorilla, specie in pericolo di estinzione in diverse altre parti dell'Africa, sono talmente numerosi in Gabon da essere diventati nocivi per l'ambiente. Ma nonostante la ricchezza della fauna locale, riuscire a vedere anche solo alcuni esemplari è tutto un altro affare perché la foresta è talmente fitta da essere per grandi tratti inaccessibile.
Il clima è decisamente caldo - la media giornaliera arriva a 31°C in aprile e scende raramente sotto i 27°C nel resto dell'anno; inoltre le alte temperature sono quasi sempre accompagnate da grande umidità. La stagione secca va da maggio a settembre, cui si aggiunge un ulteriore breve periodo verso la metà di dicembre.
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