Asmara
Arroccata sul lato orientale dell’altopiano eritreo, Asmara offre ai visitatori un clima ideale. Dotata di un’architettura interessante e di grandi vie pulite, gode di un’ottima reputazione: è infatti considerata una delle città più gradevoli dell’intero continente africano. Formata in origine da quattro villaggi, da cui deriva il suo nome d’origine Arbate Esmere, Asmara fu fondata dai pastori che si stabilirono in questo luogo perché l’acqua vi era abbondante. I viaggiatori che percorrevano le lunghe strade tra le montagne e il mare, sostavano volentieri in questo villaggio che si trasformò ben presto in un centro commerciale di una certa importanza. Alla fine dell’Ottocento, gli italiani decisero di fare di Asmara la punta di diamante del loro impero coloniale e durante i 50 anni della loro permanenza nella colonia prodigarono forze e ricchezze per trasformare la città in un centro di cultura italiana.In città, le tracce dell’architettura italiana sono presenti ovunque, dalla zona residenziale situata a sud, in cui ancora si possono ammirare le numerose ville in stile liberty, fino alle costruzioni di ciò che un tempo era (ed è ancora oggi) il quartiere amministrativo, situato a nord. Liberation Ave, che si estende sull’asse est-ovest, è l’arteria principale della città. Percorrendola da ovest a est, si oltrepassano le colonne corinzie del neoclassico Palazzo del Governatore, il portico romanico dell’Opera, degli anni ‘20, una cattedrale cattolica in stile romanico lombardo, considerata una delle migliori opere di questo stile erette fuori dall’Italia, e l’imponente facciata del Cinema Impero. Non sono presenti opere in questo stile nella zona nordorientale della città, dove la popolazione locale era relegata durante il periodo coloniale e dove vivono ancora oggi le classi meno abbienti.
Il Museo Nazionale, di notevole interesse, è ancora in attesa di un completo rinnovamento della nuova sede, accoglie reperti e testimonianze sulle nove etnie presenti in Eritrea e sui principali siti archeologici del paese. Al mercato più importante della città si trova in vendita ogni genere di merci, dagli alimentari agli oggetti per la casa, frutta e verdura, spezie, ceramiche, strumenti musicali, abiti di seconda mano, scarpe, mobili in legno e in metallo e molte altre cose. Dopo gli acquisti potrete riposarvi nel tranquillo quartiere del Parco o dirigervi fuori città, verso l’aeroporto, al cimitero dei carri armati, dove giacciono abbandonati carri armati, autoblindo e ferraglie di origine militare.
Keren
Se Asmara vi sembra una città dal ritmo rilassato, dovete visitare Keren. La terza città eritrea per ordine di grandezza, è situata in una bella regione a nord della capitale, su un piccolo altopiano circondato da montagne. Nonostante la sua importanza commerciale, questo centro ha mantenuto un carattere riservato e il piacevole ritmo delle piccole città. Gli abitanti di Keren non hanno sempre avuto la vita facile: durante la seconda guerra mondiale la città fu testimone di scontri armati tra gli italiani e gli inglesi. Durante i vent’anni in cui la lotta armata imperversò, Keren fu il teatro di violenti scontri tra le forze indipendentiste e le truppe etiopiche.Numerose testimonianze di guerra sono conservate al cimitero britannico e al cimitero italiano. Nei pressi del mercato cittadino si trova il Santuario di St Maryam Dearit, al cui interno si trova un vecchio baobab al quale sono attribuiti poteri di fecondità. Tradizionalmente si crede che il baobab eserciti una mistica influenza sulle donne che preparano del caffè all’ombra dei suoi rami, le quali sarebbero invase dalla fertilità nel momento in cui un viaggiatore di passaggio ne accettasse una tazza. L’antico quartiere residenziale è pervaso dall’architettura di stile italiano. Il Tigu, il forte egiziano, offre un bel panorama sulla parte nordorientale della città.
Massaua
Il porto di Massaua si trova 100 km a nord-est di Asmara ed è da secoli un importante centro di commercio sul Mar Rosso, meta non solo dei mercanti, ma anche di invasori di diversa origine, tra cui i turchi che restarono nella città per circa 300 anni, gli egiziani e gli italiani, popoli che lasciarono a Massaua diverse testimonianze architettoniche. Gran parte della città, quasi completamente distrutta dai bombardamenti delle truppe etiopiche durante la lotta per l’indipendenza, fu ricostruita, tra una guerra e l’altra, dal 1980 al 1990, seguendo un progetto urbanistico che limitava l’altezza degli edifici e lo sviluppo non pianificato e che in pratica tentava di ritrovare un ambiente il più possibile simile a quello della città prima della guerra. Malgrado abbia perso oggi l'appellativo di ‘Perla del Mar Rosso’, Massaua resta tuttavia un luogo piacevole e tranquillo.La città è composta da due isole, Massaua e Taulud (il centro amministrativo), oltre a una striscia di terraferma che ospita il quartiere residenziale. L’isola di Massaua, con strade labirintiche e una grande quantità di belle case, alberghi, piazze ed edifici religiosi, è ideale da girare a piedi. Di fronte al porto, in una stradina laterale, sorge una casa del Seicento costruita con blocchi di corallo, che un tempo costituiva uno dei principali materiali da costruzione della città. Nella stessa strada vi sono le case in stile ottomano di Mammub Mohammed Nahari e di Abu Hamdum. Nello stesso quartiere si trovano diversi mercati coperti, la moschea dello sceicco Hanafi, costruita 500 anni fa, con bellissimi stucchi e un sontuoso lampadario proveniente dalle vetrerie di Murano, e l’imponente Campo, una vasta piazza circondata da case in stile turco e egiziano con facciate in legno scolpito.
Qohaito
Un dibattito che appassiona gli storici di questo paese riguarda le rovine di Qoahito, situata 120 km a sud di Asmara. Potrebbero essere infatti le mura dell’antica città di Koloe, centro commerciale di rilievo durante l’epoca di maggior espansione del grande regno degli aksumiti. Ma anche se non appartenessero a Koloe, queste rovine che si estendono su una vastissima zona (2,5 km per 15 km), sono la testimonianza del ruolo che ebbe questo luogo nell’antichità. Sebbene per ora solo il 20% del sito sia stato portato alla luce dagli scavi, la visita delle rovine richiede più di una giornata.Si pensa che le quattro colonne del Tempio di Mariam Wakiro, circondate dalle polverose rovine di almeno mezza dozzina di templi, appartenessero in origine a una chiesa cristiana. A nord di questo sito si trova una Tomba Egiziana sotterranea scavata nell’arenaria, che deve il suo nome (Meqabir Ghibtsi) non tanto alla provata appartenenza a questa civiltà, quanto alle sue vaste dimensioni. Il monumento più significativo di Quhaito, per dimensioni e per importanza storica, è la grandiosa Diga di Saphira, una diga in muratura lunga oltre 60 m, costruita con ogni probabilità intorno all’anno Mille. In diversi siti, tra i quali la grotta di Adi Alauti, sono visibili incisioni e pitture rupestri. Sui muri di uno di questi ripari sono dipinte oltre 100 figure.
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