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Parco delle Vallere - Govone

Moncalieri - Carmagnola - Racconigi - Caramagna Piemonte - Sommariva del Bosco - Monteu Roero - Canale d'Alba - Castellinaldo - Priocca


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Marco

Inviato il 22 giugno alle 12.25

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I nostri nuovi compagni di cicloviaggio!

marco

Inviato il 22 giugno alle 12.29

Non ho i riferimenti mail delle due ragazze nell'ultimo riquadro in basso a destra...se dovessero leggere questo post sarei lieto di inviare loro le foto!

poker

Inviato il 22 giugno alle 16.00

Ciao a tutti, al "bikeparty" c'eravamo anche Io e Tino, da Santena, e ieri è stata una bellissima giornata, un saluto agli amici che con noi hanno condiviso la fatica, ma anche la bellezza delle colline del Roero ciao Dario
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Marco

Inviato il 22 giugno alle 11.55

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Ci siamo anche noi. Questo il nostro Bikeparty, accompagnati da un amico del team Lonely Planet Italia. Wow!
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Daniele - Lonely Planet bikeparty

Inviato il 22 giugno alle 1.19

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Si potrebbe azzardare una top five della tappa, così, per farci due notturne risate dopo 85 km pedalati "a tutta", come direbbe il buon Davide Cassani commentando la falcata di Rebellin.

Al quinto posto ci mettiamo i nostri colori all'arrivo sul colle di Govone. Mentre sudavo verso l'ultima curva prima del memorabile castello guardavo il meraviglioso signore della protezione civile che accoglieva i ciclisti: "dai che ci sei, ancora una cinquantina di metri e poi a destra!", mi ha urlato. Io ho visto il suo sorriso sincero e la sua pettorina fluorescente e ho pensato: la mia faccia non deve avere sfumature cromatiche troppo differenti, dopo sette ore di sole. E in effetti, domani saremo il "Lonely Planet Bike Party Fluo Team".

Ai piedi del podio si piazza la fotografia del nostro team Leader Carlo, che riesce a gioire di un doppio sfregio a bordo strada: quello verso il paesaggio, con una brutta torretta dell'Enel a sfigurare il bucolico ingresso dello sterrato verso Racconigi dopo Carmagnola, e quello verso Battiato, utilizzato a cottimo in un contesto poco felice - seppure certamente sincero. La scialuppa di salvataggio del paesaggio, una risata li (ci?) seppellirà. Vedere per credere.

Medaglia di bronzo al bar fronte castello della piazza di Racconigi, che si è visto arrivare una dozzina abbondante di pedalatori esaltati quando meno se l'aspettava: le due signore che lo gestiscono hanno rischiato di capitolare al sesto panino, sfornando a oltranza cibarie senza padrone. È stata dura, ma alla fine tutti insieme ne siamo venuti a capo. Coraggio, domani tornerà il consueto tran-tran e tutto sarà più semplice!

Secondo posto, ma di un'incollatura, all'esercito dei nostri volonterosi colleghi che ci hanno accompagnato dal parco delle Vallere fino all'imbocco della provinciale 393 di Villastellone. Hanno sfidato il traffico di Moncalieri, il fango di sottopassi e campi allagati, acciottolato puntuto e spietato, erba alta e sole a picco: in cambio, una scampagnata brulla e arcigna con squarci meravigliosi di campagna tra laghetti artificiali e cave di sassi. Grazie ragazzi, vi portiamo nel cuore!

Il primo posto, in nome del potere del pedale di agevolare i rapporti interpersonali, va agli innumerevoli racconti di Franco, biker in pensione che "ha buttato da tempo l'orologio" e che da tempo gira il mondo per il gusto del viaggio. Canada coast to coast partendo da Anchorage, cammino di Santiago a piedi due volte ("la prima non ero soddisfatto, mancava qualcosa"), perimetro della Nuova Zelanda su due ruote ("seimila chilometri eh, e pieni di gente che pedala e di ostelli"). E tutto questo dopo una vita tra Africa e centro America a fare l'elettricista. Lui a Senigallia non si fermerà, punta a Roma. Tutte le strade portano lì, ma tanto già lo sappiamo che non sarà il suo approdo...

Scritto da Daniele Bergesio
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Paolo Giuseppe - Lonely Planet bikeparty

Inviato il 22 giugno alle 0.46

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Sperimentale e memorabile. La prima tappa del bikeparty si snoda alla grande attraverso un bel pezzo di campagna. Prima il fango e le atmosfere suburbane dell'uscita da Torino, poi il grande impatto con un mondo che non ti aspetti: le distese di prati verso Carmagnola, la presenza di un paesaggio che sembrava consegnato alla memoria dei nonni e, invece, esiste ancora.

Parliamo della natura nuda e cruda, senza cartelloni pubblicitari e capannoni, ma fatta solo di alberi e vaste distese tutte da pedalare. Un microcosmo che tocca il vertice con la cascina Migliabruna, nel pieno del Parco del Po, gioiello di armonia tra uomo e territorio. Ma parliamo anche della straordinaria partecipazione corale dei fan della bicicletta. Di Franco il globetrotter a pedali, degli amici della Polisportiva di Sommariva del Bosco che ci hanno aperto il varco verso i segreti del territorio. E poi dei ragazzi di Legambiente che sono venuti con noi in questa prima tappa di esodo dalla città.

Nessun problema o difficoltà ciclistica da cardiopalma in questo avvio del bikeparty. Salite accattivanti ma non cattive, sterrati e lunghe distese, perché la strada - anche se non si chiama Route 66 - è amica degli evangelizzatori della bicicletta. Evangelizzatori non nel senso biblico, ma di portatori di un messaggio piuttosto attuale: quello che la bici è il mezzo giusto per vedere il mondo (anche quello vicino a casa) con occhi sempre freschi e lontano dalle strade più battute.

Sì, questo è il mantra del primo giorno: la scoperta di cose insolite o di cose che, anche se te le hanno anticipate, non te le aspetti. L'accoglienza calorosa e super empatica degli amici del comune e dell'ATL di Sommariva del Bosco - grazie per il vostro miele, ragazzi, e grazie Sindaco. E poi, dulcis in fundo, il miracolo gastronomico e architettonico di Govone, del suo castello e delle magie di Pier Busetti. Nessun finale di tappa avrebbe potuto essere più scenografico e memorabile. Grazie anche Benedetto Alfieri, grazie Guarino Guarini per il Castello (e l'UNESCO ne ha preso atto, inserendolo tra i siti patrimonio dell'Umanità), e grazie da parte del nostro bramoso palato allo chef: tomino elettrico con crema di peperoni e pomodoro culminante di fresca maggiorana, risotto e delicatissima torta di mele e crema di zabajone sono le soprannaturali ma molto terrene perle che ci regala Bussetti (www.pierbussetti.it) a un passo dal suo ristorante aperto da pochissimo (4 giugno). Solo le sale del castello, alle quali ci introduce la guida Luigi Agangi, gli tengono testa.

Finiamo estasiati ed ebbri di vita, come promesso. E ci concediamo una digressione dal cuneese di Govone all'astigiano di Cisterna, per scovare un altro endroit da leggenda capitanati dagli amici dell'Ecomuseo delle Rocche del Roero. Il ristorante Garibaldi: qui si mangia il meglio del Piemonte e anche il fritto misto salta in bocca leggero, coronato dalla leggiadria delle sue rane.

A domani ragazzi!

Scritto da Paolo Giuseppe Alessio
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Tania - Lonely Planet bikeparty

Inviato il 21 giugno alle 18.17

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Giro di prova in Tandem!
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