Un weekend a Malta

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Sbarcate nell’arcipelago maltese venerdì pomeriggio, ripartite domenica sera: ecco una proposta di fine settimana in cui godersi al meglio Malta, Gozo e Comino.

Quanti viaggi contiene Malta, tra le sue insenature, le colline e le città che punteggiano le isole? Molti, moltissimi: anche limitandovi a seguire un unico filone, probabilmente finireste per desiderare di fermarvi in questa terra color del miele ogni giorno un giorno in più. Malta fu preda ambita per secoli, per colpa (merito?) della sua posizione strategicamente essenziale: l’arte, l’architettura, la cultura, la cucina, le tradizioni dell’arcipelago vi stupiranno per la loro quantità e varietà. Il paesaggio di Gozo, le distese di terra rossa, la possanza delle scogliere stupirà chi cerca il contatto con una natura speciale. E poi, naturalmente, il mare: qui troverete spiagge brunite, calette nascoste e lagune color del cobalto. Ma andiamo per gradi.

Venerdì sera: la magia di Mdina

Un volo nel pomeriggio raggiunge Malta alle prime luci del tramonto: è il momento migliore per raggiungere la perla dell’entroterra isolano, la città fortificata di Mdina. Da queste parti è chiamata “la città del silenzio”, e se ci arriverete all’imbrunire quando i negozi chiudono e le strade si svuotano lentamente capirete perché. Interamente racchiusa da mura giallo avorio, è un esordio favoloso per il vostro viaggio: passeggerete in un’altra epoca, lontano dai grandi flussi turistici, tra palazzi che richiamano un passato di città aristocratica e chiese indimenticabili. A Mdina non è il caso di lesinare sui pasti, soprattutto se in romantica compagnia: De Mondion, di ispirazione francese, occupa l’ultimo piano di un meraviglioso palazzo secentesco e stupisce fra tartufo e foie gras; Medina, invece, è stato eletto miglior ristorante maltese dell’anno – e non solo per l’ambientazione con soffitti a volta, caminetto e cortile immerso nel verde.

Prima di dormire, lanciate lo sguardo da sopra i Mdina Ditch Garden a perdita d’occhio sino al mare, rapiti dalle piccole luci che illuminano le colline, e la mattina dopo preparatevi per la capitale.

Sabato mattina: Valletta ieri, oggi e domani

Valletta, per dare un’idea delle dimensioni, misura un chilometro per 600 metri; se pensate di cavarvela in fretta, però, avete sbagliato di grosso. Partite dalla City Gate, dietro a cui vi attendono la Parliament House e l’Opera House: tutte novità recentissime firmate Renzo Piano, ma che grazie ai materiali e allo stile si inseriscono perfettamente nel tessuto antico della capitale maltese. Rendete omaggio alla statua del fondatore De La Valette e dirigetevi senza esitazione verso la St. John’s Co-Cathedral: osservandone la facciata non immaginerete nemmeno quanto oro possa ornarne le pareti in esuberanti decorazioni a foglia, e il po’ di fiato rimasto sparirà di fronte al grande Giovanni Battista dipinto da Caravaggio.

Continuate lungo la pedonale Republic Street, con i suoi negozi, e via verso il Grand Master’s Palace, cinquecentesca ex-sede del parlamento maltese. Un giro per l’Armeria vi stupirà, con le sue più di 5.000 armature di epoca compresa tra il XVI e il XVIII secolo, oltre al corpetto originale di La Valette. Una passeggiata dalla Piazza San Giorgio per i vicoli fino agli Upper Barrakka Gardens, dove un pranzo a base di tipici pastizzi – fagottini di sfoglia ripieni di piselli o ricotta – con vista sulle Tre Città offre uno spettacolo imperdibile e assolutamente economico.

Sabato pomeriggio: le Tre Città e l'appuntamento con la storia

Una passeggiata di cinque minuti vi farà raggiungere le mura di Floriana, seconda linea difensiva di terra ai tempi dell’aggressione turca (1634), e di là le lingue di terra sulla baia su cui sono appollaiate Vittoriosa, Senglea e Cospicua, cioè le Tre Città. Qui si stabilirono i Cavalieri di San Giovanni nel 1530; fortificarono Birgu (Fort St. Angelo), L’Isla (Fort St. Michael) e la penisola di Sceberass con Fort St. Elmo, e resistettero eroicamente al Grande Assedio turco nel 1565. Vittoriosa, oggi, è il luogo perfetto in cui passeggiare senza meta con lo sguardo all’insù: i suoi edifici color del miele non si dimenticano facilmente, i vicoli pieni di fiori danno un tocco di colore magico e quando il mare fa capolino offre una vista mozzafiato su Valletta – percorrete il Cottonera Waterfront per una conferma. Il Fort St. Angelo, sulla punta della penisola, è stato restaurato e oggi è aperto al pubblico.

Sabato sera: il divertimento a St. Julian's e Paceville

A nord di Valletta, la faccenda si fa più viva: Sliema è celebre per un litorale di rocce piatte, con scale di accesso al mare da più punti, e nei lidi privati con una decina di euro al giorno si possono noleggiare lettini, attrezzature per gli sport acquatici e molto altro. Fermatevi qui se siete alla ricerca di un ristorante di qualità con vista sul porto: il quartiere di Ta’Xbiex, signorile nelle sue ville eleganti, mette sul piatto locali come l’Electro Lobster Project, in cui potrete passare da una cena d’astice servito in parecchi modi, e al piano di sotto troverete musica dal vivo niente male.

Altrimenti, proseguite verso St. Julian’s e Paceville, cuore della movida maltese: qui trovate il quartier generale degli studenti che vengono a Malta per imparare l’inglese, quindi pub, locali notturni e club in cui si festeggia fino all’alba. Cenate maltese, ad esempio da Gululu con una aljotta (zuppa di pesce) o una torta al-fenek (torta salata a base di coniglio, ingrediente principe della cucina locale), e poi lasciatevi rapire dalla notte. Al Level 22 troverete cocktail di qualità e una vista spettacolare sul mare; lo Shadow Lounge è sofisticato e richiama più ventenni che teenager con la sua musica house; il Fuego è un popolarissimo locale di salsa, in cui si suda parecchio ballando in un’atmosfera divertente e divertita.

Domenica mattina: tutti a Gozo

Recatevi a Cirkewwa piuttosto presto: sbarcherete a Mgarr in tempo per godervi una gran giornata a Gozo, definita dal visionario Edward Lear ‘pomschizillosa e gromfiberosa’ in assenza di parole adatte a descriverne le fiabesche collinette, le enormi chiese che le sormontano, le baie nascoste, le scogliere maestose.

Qui numerose sono le possibilità: se foste ancora affamati di arte e di vita, Victoria è la città principale dell’isola. Senza nemmeno pensarci, salite fino alla cittadella chiamata Il-Kastell per dominare il paesaggio; poi, dopo una tappa alla Cattedrale dell’Assunzione, con la sua cupola incompiuta mascherata internamente dal trompe l’oeil, passeggiate per il mercato di It-Tokk nella Pjazza Indipendenza.

Per stupirvi dell’ingegno umano, recatevi a Xewkija dove vi aspetta la cupola della parrocchiale di San Giovanni Battista: detta ‘la rotunda’, è nientemeno che la terza più alta del mondo. Da Dwejra affacciatevi sulla baia per ammirare la roccia nota come Fungus Rock, su cui cresceva il Cynomorium coccineus: ritenuto miracoloso, il suo estratto veniva venduto a caro prezzo. E voltate lo sguardo per ammirare il panorama dalla Azure Window: una formazione rocciosa che apre uno squarcio in mezzo al mare.

A Marsalforn, cioè ‘baia delle navi’, è impossibile restare con le mani in mano: qui le immersioni sono particolarmente emozionanti, e le saline creano un paesaggio incredibile che sembra fatto per essere percorso in bicicletta.

Vicino a Xaghra sorge il complesso dei Templi di Ggantija, megalitiche strutture di roccia con mura alte fino a sei metri: una passeggiata tra questi resti vi trasporterà in un periodo addirittura antecedente alle piramidi egizie, e per dare un’idea delle dimensioni delle rocce, il megalite principale misura 6 metri per 4, con un peso di 57 tonnellate.

C’è di che scegliere, non è vero?

Prima di partire: finalmente una nuotata nella Blue Lagoon.

Cosa manca? Mancano molte bellezze di Malta e Gozo: l’Ipogeo di Hal Saflieni, i templi di Tarxien e quelli di Hagar Qim e Mnajdra, esempi di architettura e religiosità antichissima; manca una gita in barca nella baia di Valletta, per ammirarne il profilo da un punto di vista indimenticabile; manca il villaggio di pescatori di Marsaxlokk, dove le imbarcazioni caratteristiche (luzzu) arrivano direttamente dall’età fenicia con i loro colori sgargianti – e dove il pesce ha un gusto speciale. Manca il Blue Grotto, a cui accedere in barca per una gita memorabile. Manca la penisola di Marfa, con le sue baie e calette immerse nella natura. Manca moltissimo, è vero: poco male, ci sarà spazio per un secondo weekend quanto prima.