Viaggio nei luoghi dove la terra trema

Il territorio brullo e ricamato dai fumi termali dell'Islanda. ©Martin M303/Shutterstock

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Placche tettoniche, terremoti spaventosi e laghi di lava. La fragile crosta terrestre è una meraviglia della natura, che non smette mai di stupire.

Anak Krakatau, Indonesia 

I 129 vulcani attivi dell’Indonesia ne fanno il paese vulcanicamente più dinamico del pianeta, con 17.000 isole disposte lungo il limite della placca tettonica euroasiatica e di quella australiana. Il ‘re’ dei vulcani, l’Anak Krakatau, ha causato una delle più grandi eruzioni di tutti i tempi: nel 1883 l’Anak esplose provocando uno tsunami e il boato fu udito fino a 4000 km di distanza.

Oggi è tranquillo e le sue fumarole vagano sopra le acque turchesi dello Stretto della Sonda tra Giava e Sumatra, dove, a bordo delle barche delle escursioni notturne, potrete ammirare questo sonnecchiante mostro.

Visitate le isole vulcaniche dell’Indonesia nella stagione secca (aprile-ottobre). Si può campeggiare a Krakatau; dirigetevi verso la costa occidentale di Giava e organizzate un’escursione in barca da Labuan.

Montserrat, Piccole Antille 

Il vulcano Soufriere Hills, che ha sepolto Plymouth, la capitale di Montserrat ©Michael Utech/Getty Images

Fino al 1995 Montserrat era il tipico paradiso caraibico da cartolina: acque cristalline, spiagge dorate e un’atmosfera spensierata che attirava viaggiatori da tutto il mondo. Poi il vulcano Soufrière Hills si risvegliò e cancellò questo paradiso del turismo con un mostruoso boato gassoso. 

Plymouth, la capitale, fu sommersa da un mare di cenere, diventando una città fantasma. Non fu più ricostruita, e la capitale oggi è Brades, ma l’isola continua a offrire ottime opportunità per gli appassionati di immersioni e di vela, nonché la possibilità di visitare quella che è chiamata la ‘Pompei moderna’.

Solitamente si arriva via aereo da Antigua; oppure organizzate un passaggio con Caribbean Helicopters.

Laguna Botos, Volcán Poás, Costa Rica 

Vulcano Poas, Costa Rica. ©RCDIGITALPHOTOGRAPHY/Getty Images

Il Poás del Costa Rica, 2704 m, ha un cratere attivo con un diametro di 1,3 km e una profondità di 300 m. Le frequenti emissioni gassose, i laghi sulfurei e le nubi di vapore conferiscono all’ambiente un’atmosfera apparentemente ostile. All’opposto sta la sublime Botos Laguna, un lago blu cobalto formatosi con l’acqua piovana in un cono vulcanico inattivo.

Splendidi e lussureggianti, i pendii del vulcano sono ricoperti con una fitta foresta nebulare che ospita uccelli come colibrì, tucani e l’endemico quetzal verde e oro. L’impegnativo Sendero Escalonia attraversa la foresta e conduce allo splendido lago. Il Parque Nacional Volcán Poás si trova a due ore di auto da San Jose.

Sauna Cave, Antartico

Il vulcano attivo più a sud del mondo ospita una tra le più spettacolari creazioni della natura. Sotto i pendii gelati del Monte Erebus si trova una grotta di ghiaccio formatasi con il vapore vulcanico che fuoriesce da un’apertura più profonda. 

Sulla superficie, un imponente camino di ghiaccio, frutto dell’incontro tra vapore acqueo e aria gelida, svetta verso il cielo. L’acqua di scioglimento che cola fino a raggiungere le rocce bollenti si trasforma in vapore che alimenta questa splendida sauna. Coloro che si avventurano fino a qui vengono ripagati da una splendida vista e da un bagno termale geotermico, un’esperienza più unica che rara.

Il campo d’aviazione più vicino è McMurdo Station, a circa 40 km. US Air National Guard e Royal New Zealand Air Force volano qui da Christchurch.

Faglia di Sant'Andrea, USA

Una frattura di 1100 km della crosta terrestre divide la California. Questa zona è stata teatro di terremoti catastrofici: nel 1906 un sisma provocò la rottura della sezione settentrionale della falda, da Shelter Cove a San Juan Bautista. In alcuni punti ci sono fratture di 6 m. 

Ma è il terremoto di Loma Prieta (1989) che tutti ricordano. I notiziari diffusero le immagini delle sopraelevate collassate, degli edifici distrutti e delle enormi spaccature delle strade. È solo una questione di tempo prima che la terra si faccia sentire ancora.

Partecipate a un ecotour a bordo di un potente fuoristrada o organizzate un’escursione a piedi con guida o un’avventura in mountain bike.

Sorgenti Termali di Landmannalaugar, Islanda

L’Islanda è l’isola più vulcanica del mondo, grazie alla sua posizione a cavallo della dorsale medio-atlantica. Landmannalaugar è un incantevole paesaggio lunare di aspre cime color pastello, affilati campi di lava e inquietanti fumarole. Questa regione è accessibile solo nei mesi estivi e occorre partecipare a un’escursione guidata o noleggiare un fuoristrada, sempre che non decidiate di percorrere a piedi la straordinaria Fjallabak Route da fiórsmörk. 

In qualsiasi modo vi arriviate, non perdetevi le sorgenti termali, dove l’acqua bollente incontra il gelido ruscello creando una piscina naturale dalla temperatura sempre perfetta. Accessibili solo da giugno a settembre, le sorgenti termali sono facilmente raggiungibili in giornata da Reykjavík.

Tongariro Massif, Nuova Zelanda

Uno dei laghi che si incrociano nel parco di Tongariro, Nuova Zelanda. ©Breathing Images/Getty Images

Infilatevi gli scarponi e preparatevi ad affrontare questa escursione. Il Tongariro Crossing racchiude alcuni dei paesaggi vulcanici più straordinari della Nuova Zelanda. La prima salita è una faticosa scarpinata su instabili residui di lava – ma una volta usciti sull’altopiano sotto il sonnecchiante Monte Ngauruhoe verrete ripagati da ogni fatica. 

Nelle giornate più terse, il sole si riflette sui laghi azzurri, il Red Crater emana una calda incandescenza e le vedute panoramiche rivelano un paesaggio con detriti vulcanici, lahar (colate di fango) e appuntite formazioni laviche.

Per il Tongariro Northern Circuit rivolgetevi ai quattro rifugi ‘Great Walk’ che si trovano lungo il sentiero; il villaggio di Whakapapa offre sistemazioni più lussuose – durante l’alta stagione occorre prenotare con anticipo.

Le terrazze di Pamukkale, Turchia 

Terrazze di Pamukkale, Turchia.©Image Courtesy of Jennifer Hayes/Getty Images

Le terrazze di Pamukkale (in Turchia), una meraviglia geotermica, si sviluppano per circa 3 km lungo un altopiano e scendono per 160 m sulla vasta valle del fiume Maeander.

Fonti minerali ricche di calcite e formate dall’attività sismica scorrono lungo il pendio a un ritmo di 250 litri al minuto. Nel corso dei secoli cumuli di carbonato di calcio e calcare bianco si sono solidificati creando piscine a mezzaluna, perfette vasche di acqua calda con vista.

Comunemente conosciuta come il ‘Castello di Cotone’, Pamukkale ha risentito dell’impatto del turismo, ma resta pur sempre una meraviglia della natura. Le terrazze si trovano a 10 minuti di auto da Denizli e sono aperte dalle 8 alle 18; le escursioni in autobus partono da quasi tutte le località vicine.

Caldera di Yellowstone, Wyoming, USA

Sinonimo di sibilanti geyser e pozze di fango ribollente, Yellowstone, il parco nazionale più antico degli Stati Uniti, è molto apprezzato dai turisti per il suo straordinario spettacolo geotermico.  

Ma la maestosità di Yellowstone ha un prezzo. I sismologi classificano il ‘supervulcano’ come uno dei luoghi più pericolosi del pianeta. La sua caldera, con una superficie di 4000 km2, si formò quando il vulcano collassò 600.000 anni fa. Da allora l’accumulo di magma provoca l’innalzamento della pressione: se dovesse verificarsi un’eruzione, gran parte dell’America del Nord verrebbe sommersa dalla cenere e la temperatura della terra si abbasserebbe in modo catastrofico. Pochi fenomeni naturali hanno un potenziale così devastante. La caldera si trova a Yellowstone, in Wyoming.