Viaggi contro la pigrizia

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Siete pigri? La monotonia vi rassicura e l'inerzia vi conforta? Fate attenzione perché dietro la pigrizia posssono nascondersi paure e angosce profonde. Ecco una terapia d'urto a base di viaggi tratta dalla nostra nuova Guida per salvarsi la vita viaggiando.

Occhio alla pigrizia

È vero, la nostra cultura promuove abitudini sedentarie, e di sicuro il bombardamento quotidiano di sollecitazioni e stimoli di vario genere può finire per spingerci dritti sul divano di casa. Tuttavia bisogna fare attenzione, la pigrizia è una condizione esistenziale molto complessa che spesso nasconde paure infantili, insicurezze di vario genere e profonde angosce. E così la vita delle persone pigre è orientata al mantenimento di una condizione di inerzia, forse monotona, ma di certo rassicurante. Anche le loro vacanze sono all’insegna del relax e della ripetitività: ovunque, purché al riparo da situazioni troppo coinvolgenti o pericolose emotivamente. Considerando tutto ciò, la viaggioterapia diventa in questo caso piuttosto restrittiva: niente paradisi tropicali, niente località termali, niente vacanze in barca, ma solo destinazioni impervie, da raggiungere a costo di immani fatiche, trekking devastanti, o al massimo città d’arte di cui visitare ogni singolo museo e rigorosamente a piedi. Sarà senz’altro faticoso, ma altrettanto e efficace.  E allora dove andare? Ecco cinque mete tra quelle raccolte nella nostra Guida per salvarsi la vita viaggiando

1. Kyoto, Giappone

Molte persone immaginano che meditare sia rilassante come guardare dieci puntate di una serie televisiva. Per sfatare questo mito venite nella capitale della cultura giapponese, magari nella stagione della fioritura dei ciliegi, e cimentatevi nelle sessioni mattutine di pratica zen nello strabiliante Tempio Shunkō-in: vi accorgerete molto rapidamente di quale strenua battaglia richieda il controllo della mente e di come, in confronto, una visita a piedi della città e del suo incredibile patrimonio artistico, con i giardini (tra cui l’imperdibile Ryōan-ji), i tanti santuari e il castello Nijō-jō, rappresenti quasi un riposante passatempo. Così, per contrastare le vostre abitudini più indolenti non sarà necessario rimbalzare tutta la notte da un locale all’altro di Kiyamachi dōri. Basterà soffermarsi a occhi chiusi sulle proprie sensazioni, un istante dopo l’altro, in uno dei luoghi più quieti che abbiate mai sognato.

2. Madrid, Spagna

Visitare una città a piedi è di certo un’ottima terapia per i pigri, e non solo per abbuffarsi di arte e architettura. In questo modo, e a dispetto dei tour più essenziali, è infatti possibile cogliere quella bellezza nascosta e intima che si cela solo negli scorci meno convenzionali. Scegliete Madrid, allora, con gli enormi e interminabili viali costellati di pregevoli edifici neoclassici, lo spensierato viavai a Puerta del Sole la monumentale Plaza Mayor; visitate il Museo del Prado, il Museo Reina Sofía e il Museo Archeologico; esplorate di giorno il verdissimissimo Parque del Buen Retiro e di notte Huertas, tra i locali della movida madrilena. Ma, soprattutto, non trascurate nessun dettaglio, un cortile, una finestra piena di fiori, un’insegna dai colori sgargianti. Perché spesso la pigrizia, in viaggio, è semplicemente quella trascuratezza.

3. Chacas, Perù

Per quanto ne varrebbe la pena, non vi proponiamo l’interessante cittadina peruviana di Chacas per le corride in Plaza de Armas, per le vette estetiche qui raggiunte dall’incontro tra arte precolombiana e coloniale, o per quelle innevate della vicina Cordillera Blanca. No, vi consigliamo questa meta per le lente corse in autobus che dovrete sorbirvi per raggiungerla: innanzitutto, da Lima dieci ore di scomodità non ve le leva nessuno; ma non è nulla in confronto a ciò che vi attende nel tratto a partire da Carhuaz; sono ‘solo’ 73 km di strada, è vero, che tra l’altro vi offriranno i panorami magnifici del Parque Nacional Huascarán, ma quelle quattro ore schiacciati sui sedili come sardine, tra gente che vomita, bambini piangenti e rubiconde signore che fanno scongiuri dinanzi a tornanti e precipizi valgono fatiche erculee. Saremo molto fieri di voi!

4. Toronto, Canada

A Toronto i pigri più recidivi potranno intraprendere una lunga passeggiata per Yonge Street, una via che comincia in pieno centro città, a ridosso del quartiere  finanziario e dei grattacieli dalle vetrate blu, e potenzialmente non smettere mai di camminare. Già, perché questa è la strada più lunga del mondo: taglia in due la città e termina ben 1896 km dopo, attraversando boschi e foreste e congiungendosi a un’autostrada. I puristi dei record affermano che sia lunga in verità ‘solo’ 56 km, ma anche se fosse dovrebbero bastare,  fin quando i vostri piedi non getteranno la spugna. In ogni caso, come minimo procedete finché la mastodontica CN Tower, il simbolo di Toronto che svetta con i suoi 553 m, non sarà divorata dalla prospettiva. Lungo il percorso passerete per la scintillante Yonge- Dundas Square, con le insegne al neon che ricordano New York, e avrete modo di fare una scorta di hamburger per il viaggio.

5. Monaco di Baviera, Germania

La visita alla sterminata collezione di uno dei più importanti musei del mondo costringerà le vostre ginocchia agonizzanti a implorare pietà. Alla Alte Pinakothek, tra i tanti capolavori di Dürer, Raffaello, Rembrandt, Giotto, Velázquez, Leonardo e Rubens, spicca un celebre dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, Il paese della cuccagna, particolarmente edificante per i pigroni più integralisti: il quadro infatti, dalla potente valenza allegorica, rappresenta secondo molti interpreti una severa condanna all’indolenza e alla poltroneria. Così, una volta usciti, non avrete mai il coraggio di raggiungere l’Hofbräuhaus e consumare il pomeriggio tracannando birre a profusione, ma vi sentirete eticamente obbligati a marciare dalla Frauenkirche all’Englischer Garten, da Odeonsplazt fino al Castello di Nymphenburg, e per di più a passo piuttosto sostenuto.