Perché questo è il periodo migliore per andare in Uzbekistan

La Sher Dor Madrasah, vista attraverso una posta di legno intagliato, Samarcanda, Uzbekistan. ©Dinozzzaver/Shutterstock

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L’Uzbekistan è una gemma che i più avventurosi conoscono da molto tempo. E se vi state chiedendo quando andare, adesso è proprio il periodo storico migliore: l’Uzbekistan apre le porte ai viaggiatori e al mondo e questo è il momento perfetto per intraprendere quel tanto sognato viaggio nell’Asia centrale, prima che lo facciano tutti gli altri.

Perché visitare l'Uzbekistan ora

Città tappa sulla via della seta come Bukhara, Samarcanda e Khiva conservano preziosi esempi di architettura islamica. I bazar esotici, cittadelle seminascoste dal deserto, laboratori di lavorazione della seta e la possibilità di vedere il mare di Aral prima che scompaia sono attrattive mondiali. Inoltre, il paese è una comoda porta d’accesso per trekking e viaggi che si spingono nell’Asia centrale.

In passato alcuni viaggiatori hanno desistito a causa della difficoltà nell’ottenere il visto, rigidi controlli di stampo sovietico e la discutibile situazione umanitaria, cose che però stanno cambiando piuttosto rapidamente.

Un po' di storia recente

Un mercato tra le strade della città vecchia di Khiva, Uzbekistan. ©eFesenko/Shutterstock

Con la morte del presidente Islam Karimov nel 2016, l’Uzbekistan si è lentamente ma inesorabilmente risvegliato dalla paralisi sia politica che turistica. Le politiche riformiste del suo successore, Shavkat Mirziyoyev, hanno portato a cambiamenti quali riforme sui servizi segreti e nuovi rapporti con gli Stati Uniti. Il risultato è un clima di speranza e cauto ottimismo nell’Uzbekistan di oggi.

C’è però ancora molta strada da fare, dato che persiste la violazione dei diritti umani, il lavoro forzato nell’industria cotoniera e continua a mancare un’opposizione politica organizzata. Ma pare le cose si muovano nella giusta direzione. Negli anni successivi alle riforme di Mirziyoyev il turismo è cresciuto del 25%. Mentre il paese cerca di nascondere il suo passato di repressione, sempre più numerosi sono i viaggiatori che visitano il patrimonio architettonico e gli emblemi della Via della Seta. Ecco perché questo è il momento giusto per visitare il paese, mentre è più facilmente accessibile, ma prima che venga preso d’assalto dal turismo di massa.

Il periodo migliore

Bambini giocano e ballano davanti all'antica città di Bukhara, Uzbekistan. ©Chekunov Aleksandr/Shutterstock

L’Uzbekistan è caratterizzato da una forte escursione termica a seconda della zona nella quale ci si trova (deserto o montagne). In generale, gli inverni sono molto rigidi e le estati particolarmente calde.

E allora i due periodi migliori non possono che essere le “stagioni intermedie”: un viaggio perfetto in Uzbekistan si svolge, preferibilmente, in primavera o in autunno.

Ottenere il visto d'ingresso per l'Uzbekistan

Le antiche mura di Khiva, Uzbekistan. ©Ozbalci/Getty Images

L’ambizioso piano che prevedeva di viaggiare senza visto, annunciato nel 2017, è stato accantonato fino al 2021, ma le modalità di richiesta del visto sono comunque molto più semplici di quanto fossero fino a un paio di anni fa. Nel 2018 l’Uzbekistan ha introdotto un visto di 30 giorni che sostituisce quello precedente, che aveva una durata di 15 giorni. 

Inoltre i viaggiatori provenienti da Israele, Malaysia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Turchia e Singapore non hanno bisogno di visto.

Non sono più necessarie le “lettere di invito” per cittadini provenienti da più di 40 nazioni, incluse le nazioni europee, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda, l’India e la Cina. Questi significa che ottenere un visto turistico di 30 giorni è ormani una procedura standard, ottenibile nel giro di 2 o 3 giorni nelle ambasciate del paese. I visti elettronici entreranno in vigore da luglio per i cittadini indiani e a seguire la procedura dovrebbe essere estesa a altre nazionalità.

Attraversare i confini

Le cupole blu della Madressa a Bukhara, Uzbekistan. ©Ozbalci/Getty Images

Un importante cambiamento per i viaggiatori è l’apertura, avvenuta quest’anno, del confine con il Tajikistan, a lungo impraticabile. Questo permette di effettuare la storica tratta da Samarcanda a Penjikent. I viaggiatori potranno quindi utilizzare Samarcanda come base verso escursioni in giornata verso le rovine di Sogdian e verso l’antica Penjikent o per fantastici trekking nei vicini monti Fan, a un paio di ore di viaggio.

L’apertura di questi tratti di confine rende anche molto più semplice l’attraversamento per grandi viaggi in Asia centrale, laddove prima erano necessari voli costosi e lunghe procedure per il rilascio di visti, cosa che portava inevitabilmente a ritari e spese ulteriori.

Come muoversi

L'ingresso di un negozio nella Sher-Dor Madrasah, Samarcanda. ©Dinozzzaver/Shutterstock

Anche spostarsi all’interno dell’Uzbekistan è diventato più semplice di anno in anno.

In treno a Samarcanda

Treni ad alta velocità connettono Tashkent a Bukhara e Samarcanda (quest’ultima stazione è stata aperta solo nel 2016). Per la fine del 2018 è anche prevista una linea che attraverserà il deserto raggiungendo la vicina Khiva, offrendo una valida alternativa ai lunghi viaggi nel deserto del Karakum.

Le nuove rotte evitano inoltre di passare attraverso i confinanti Turkmenistan e Tajikistan, eliminando il problema dei visti. Nel 2017 l’apertura di una linea diretta tra Tashkent e Andijon attraverso il tunnel di Kamchik ha reso molto più semplice l’accesso alla Valle Fergana, con pratici tragitti fattibili in giornata. Sempre nel 2017 una nuova linea ferroviaria ha unito l’Uzbekistan con Astana, in Kazakhstan, fornendo nuove rotte regionali ai viaggiatori.

Voli

Le connessioni dirette tra Tashkent e Dushanbe (la capitale del Tajikistan) sono ripartite nel 2017 per la prima volta in 25 anni, definendo una nuova epoca nelle relazioni tra i due stati. Nel 2018 Turkish Airlines ha inserito due voli a settimana che connettono Samarcanda e Istanbul, cosa che non rende più indispensabile passare per Tashkent se si vuole raggiungere la capitale di Tamerlano.

Sempre nel 2018 è stata inserita una nuova linea diretta tra Tashkent e Kabul e voli diretti con la vicina Ashgabat sono in cantiere, ricollegando l’Uzbekistan e il Turkmenistan per la prima volta da oltre un decennio. In tutta l’Asia centrale si tessono i fili della via della seta unendo le antiche vie del commercio e aprendo nuove possibilità di viaggio nell’area.

Moneta

Nel 2017, dalla mattina alla sera, è stato abolito il mercato nero. Ora i viaggiatori non dovranno più trattare furtivamente scambiando biglietti da 100 dollari nella penombra di un bazar con ambigui uomini in tuta. Ora potete semplicemente entrare in una banca e verificare i tassi ufficiali o dirigervi verso una cassa automatica e prelevare. Un altro ma di testa risolto.

Comunicazioni

App come Skype, Viber e WhatsApp hanno ricominciato a funzionare nel 2018, dopo un divieto di tre anni. Anche Facebook, Instagram e altri social media funzionano senza problemi, così potete condividere quella foto perfetta che coglie il bagliore rosa del tramonto riflesso sulle piastrelle del Registan.

Abbigliamento consigliato

Gur-E Amir Mausoleum, la tomba del conquistatore Tamerlano a Samarcanda, Uzbekistan ©NICOLA MESSANA PHOTOS/Shutterstock

Se il viaggio sarà in estate o in inverno, in valigia non dovranno mai mancare, rispettivamente, abiti molto leggeri o abiti molto pesanti. Se invece si viaggia in primavera o in autunno, vale il vecchio ma sempre valido consiglio di vestirsi a strati, così da essere preparati contro i cambiamenti di temperatura.

Non devono mai mancare in valigia delle comode e sicure scarpe da trekking: l’Uzbekistan è un paradiso per le escursioni e non sempre le strade sono facilmente praticabili, neanche a piedi.

Atmosfera rilassata

Un altro fattore che è evidentemente cambiato è l’atmosfera. La polizia e i funzionari dell’immigrazione non sono da temere e evitare a ogni costo. La corruzione è stata fortemente colpita ovunque, dai controllori del traffico agli addetti alla dogana in aeroporto. Un’atmosfera più rilassata riverbera per tutto il paese. Potrete persino fare una foto all’incredibile stazione della metro di Tashkent per la prima volta da quando è stata costruita, in epoca sovietica.

È comunque importante essere consapevoli che l’Uzbekistan è un passo indietro rispetto agli stati confinanti, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani, ma c’è nell’aria un vento di cambiamento positivo. Un generale senso di ottimismo fa pensare che i viaggiatori risponderanno bene alle riforme e all’apertura e speriamo che questo cambiamento continui su numerosi fronti.