Ucraina, realizza il viaggio: le esperienze decisive

Kiev, cupole d'oro della Pecherskaya Lavra © Fotografia di Marco Lambruschi

Pubblicità

Dimentica le matrioske, il "finto russo" e il kitsch da oligarchi di Yalta. Il suo nome significa "terra di confine", ma l'Ucraina ha smesso di esistere soltanto come avamposto della Russia. La scommessa vinta per ospitare i Campionati Europei di calcio del 2012, infatti, è solo uno dei segnali della capacità di questo paese di far parlare di sé. Una fama che non proviene dal fatto di essere la più grande nazione a trovarsi interamente entro i confini d'Europa, ma soprattutto dalla sua bellezza. In questo articolo i nostri consigli per vivere il meglio di un viaggio da queste parti.

Ucraina, realizza il viaggio: le esperienze decisive

LVIV, UNA CENA DA AMADEUS
Misteriosa e bellissima, Lviv è a buon diritto tra i siti patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO e merita di aprire questa top list di esperienze in Ucraina, anche perché è la prima grande città che si incontra arrivando da ovest. Per le sue strade si respira una certa aria da Mitteleuropa e quindi non stupirti se il modo migliore per raggiungerla è in volo da Vienna con uno dei collegamenti giornalieri di Austrian Airlines.

Dedica un'intera giornata ad andare a spasso per il centro relativamente compatto. Si parte dal cuore spirituale della Lviv contemporanea, il prospekt Svobody, e si conclude nell'incantevole vulytsia Virmenska, nella città vecchia. Ce n'è abbastanza per apprezzare l'eredità della comunità ebraica, la Collina del Castello, le fortificazioni medievali e per farsi venire l'appetito giusto per gustare le raffinatezze del ristorante Amadeus (pl Katedralna 7): lo shashlyk zingaro, un sontuoso spiedino, è il migliore che abbiamo mai assaggiato.

RISERVA DELLA BIOSFERA DEL DANUBIO
Quattro grandi fiumi attraversano l'Ucraina e se il Dnepr (o Dnipro) è quello più legato all'identità del paese - anche perché le sue acque sono tuttora vitali per trasporti e commerci - , l'esperienza indimenticabile la regala il Danubio. Arrivato a questo punto, il grande fiume non sarà più bello e blu come in Austria, ma il suo Delta regala emozioni e spettacolo. Il punto di riferimento è Vylkovo, nella remota Bessarabia, al confine con la Romania. Di qui è possibile inoltrarsi tra i canali e le vie d'acqua del Delta, interamente colonizzate dall'avifauna.

Anche se Vylkovo fosse remotissima nella tua geografica mentale, tieni presente che la raggiungono le veloci marshrutky che partono ogni dure ore circa fino al pomeriggio dalla stazione di Odessa.

TRA LE CITTÀ RUPESTRI DELLA CRIMEA
Non le spiagge di ciottoli del Mar Nero, non i fatiscenti grattacieli e il kitsch post-sovietico di Yalta: la cosa più bella della Crimea è il paesaggio. Anche chi è stato inizialmente stregato dall'affascinante passato della penisola ed è venuto qui inseguendo le suggestioni dei racconti di Tolstoj, della carica di Balaklava o della Conferenza tra i signori della guerra, ben presto si trova d'accordo.

Ci sono almeno due modi per lasciarsi sedurre. Inerpicarsi nella città rupestre di Chufut-Kale o fare un trekking tra le spettacolari formazioni di roccia vulcanica della Riserva Naturale di Kara-Dag. La prima è una città scavata nella roccia fondata tra VI e XII secolo da discendenti di tribù di sarmati convertiti al cristianesimo: la si raggiunge con una passeggiata di 1,5 km facendo base a Bakhchysaray, nel cuore della penisola. La Riserva, invece, è un autentico Jurassik Park. Il suo spettacolare paesaggio è opera di un vulcano estinto che eruttò lava e detriti su mare e terra durante il Giurassico. Da non perdere la salita dei 432 gradini che da Kerch conducono alla Collina di Mitridate.

ODESSA, IL RISCATTO DELLA CORAZZATA POTEMKIN
La veduta che regala la Scalinata Potemkin di Odessa è davvero "pazzesca", ma in senso del tutto positivo. Sì, perché qui non è in questione la valutazione parodistica del celebre lungometraggio di Ejzenštejn, ma una delle meraviglie architettoniche di questa città che sembra uscita da un capolavoro letterario e che il regista sovietico, non a caso, scelse per la scena madre della Corazzata. La scalinata si trova nella parte ristrutturata e più bella della città e scende dal viale alberato bulvar Prymorsky.

Andare in giro da queste parti è il modo migliore per prepararsi alla vita notturna di Odessa, che guarda caso si svolge non lontano di qui, lungo vulytsya Derybasivska. Evita il facile e malinconico richiamo di locali che scimmiottano lo stile dell'URSS e punta sulle note energiche di posti come il Captain Morgan (30, Zhukovskogo str.). Si suona per tutta la notte: sulla costa del Mar Nero pulsa la dolce vita del Sud.

KYIV, LA SCOPERTA DELLA BELLEZZA
Quando arriverai a Kyiv dovrai liberarti da un po' dei luoghi comuni che ti avranno accompagnato fino a qui. E, dunque, via l'idea che la capitale sia la culla di tutto ciò che è fintamene russo, via il pensiero di trovarsi nel ricettacolo un po' stucchevole della nuova ricchezza ucraina, e via, ancora, la convinzione che questo sia il covo di politici corrotti e gangster. Al posto di questi pregiudizi (non del tutto falsi, ma nemmeno del tutto veri) si impone ben presto l'evidenza della bellezza di Kyiv.

Ridefinito in questo modo il concetto, vai in cerca della sua rappresentazione multiforme, che vive dell'eredità della Rus' di Kyiv e di quella sovietica, e che si colora delle luci e delle ombre del nazionalismo ucraino e dell'anarchia capitalistica.

Per prendere una pausa da questo quadro a tinte forti, fa' una passeggiata lungo Khreshchatyk e i parchi alberati che fiancheggiano il fiume. Questo lungo viale è segnato dall'epoca stalinista, ma è anche il posto in cui gli abitanti della città vengono a rilassarsi fermandosi ogni tanto in uno dei caffè. Qui ritroverai l'energia per riprendere l'esplorazione di questa città dai mille volti: quello devotamente sacro della Cattedrale di Santa Sofia, quello tutto ludico dell'inimitabile Hydropark, un parco acquatico che occupa due isole, o quello drammatico e (si spera) istruttivo del Museo Chornobyl. Già, la centrale del dramma avvenuto il 26 aprile 1986 si trova poco a nord, ma l'eroismo dei suoi martiri sopravvive in questo santuario laico.