Serbia. Un segreto ben custodito

Chi conosce questo segreto?

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È molto probabile che tu non sappia cosa aspettarti da un viaggio in Serbia. Se invece ci sei già stato conosci uno dei migliori segreti che l’Europa conservi: è ora di condividerlo.

Qualche mito da sfatare

La Serbia è una meta di viaggio niente affatto scontata e questo è per noi il suo punto di forza. L'altra faccia della medaglia è che alcuni viaggiatori sono quasi intimoriti da questa destinazione. È il caso, quindi, di sfatare qualche mito. Per esempio, pur non essendo ancora parte dell’Unione Europea, la Serbia offre ai viaggiatori livelli di servizio pari a quelli di ogni altra destinazione europea per la quale non ci si porrebbe la domanda: “sarò al sicuro?”. Il paese, Belgrado in particolare, mostra ancora i segni della dolorosa storia recente e non nasconde le attuali tensioni interne, ma sono aspetti che non condizionano un viaggio in Serbia.

Un altro mito da sfatare è forse più un pregiudizio e riguarda la straripante, poco convenzionale e niente affatto politically correct personalità dei serbi. È tutto vero, ma è la scoperta più bella che farai durante il viaggio! Non esiste cortesia affettata e quando riceverai il benvenuto rispondi “hvala”, grazie, la parola magica che ti aprirà le porte dell’ospitalità più sincera.

Infine, se immagini di sederti a tavola e ingurgitare inquietanti brodaglie, pietanze poco curate e, peggio ancora, bere intrugli alcolici da emicrania, per fortuna stai sbagliando. La cucina serba è schietta e gustosissima e mangiare fuori è economico e divertentissimo. 

 

Un mito da non sfatare

La passione incontenibile dei serbi per la musica. Non c'è solo la frenesia degli ottoni delle brass band, rese note al mondo grazie soprattutto a Bregović e Kusturica, ma anche melodie romantiche e struggenti e ritmi più contemporanei che fanno da colonna sonora alle serate e alle notti nei locali di Belgrado. Una cosa è certa, non sarà facile mettersi a tavola e cenare senza che vi venga servito l’ingrediente segreto: la musica. 

Da non perdere:

> A Guča, in agosto, si svolge un travolgente festival di brass band che coinvolge anche ospiti internazionali. 

> Su a nord, tutt'altro genere di musica ti aspetta a luglio a Novi Sad con l'EXIT festival. Ideato nel 2000 come manifestazione di resistenza a Milošević ha suscitato interesse crescente anno dopo anno fino a essere considerato uno dei migliori festival musicali d'Europa.

 

Lo spirito serbo

Monastero di Studenica

Se normalmente non subisci il fascino degli edifici sacri, dovrai concedere un’eccezione alla Serbia. Qui i re non erigevano castelli, ma monasteri e per conoscere la storia del paese è necessario passare per la spiritualità di luoghi molto affascinanti come il Monastero di Žiča, dove il Principe Stefano ricevette per primo la corona di Re dei Serbi, e il Monastero di Studenica, patrimonio UNESCO. Entrambi si trovano nella valle dei fiumi Ibar e Raš, che va da Kraljevo verso il sud fino ad arrivare sotto Novi Pazar, detta anche Valle dei Re, proprio perché in quest’area nacque lo stato medievale serbo.

Sembrerà incredibile, ma nessuno pare conoscere il numero esatto di monasteri eretti in Serbia. Di certo sono 16 quelli che potrai visitare spostandoti a nord, sui dolci pendii collinari della Fruška Gora, la regione dove i serbi ortodossi si spostarono con l’arrivo dei turchi durante il tardo medioevo. 

Il consiglio

> Prima di arrivare a Žiča chiedi di poter essere accolto da Suor Fotina, una delle monache che vivono e lavorano nel monastero. È lei che dà il benvenuto ai visitatori e li accompagna durante la visita che si conclude degustando i deliziosi prodotti confezionati proprio dalle monache: succhi di frutta al mirtillo, liquori all’albicocca, amari centerbe sono solo alcuni tra quelli che potrete anche acquistare.

> Per un soggiorno davvero suggestivo, raccomandiamo di passare la notte nella foresteria del Monastero di Studenica, uno dei luoghi più sacri della Serbia. La guest house Konak offre camere semplici, ma accoglienti e tra un tè o una rakija si possono scambiare due chiacchiere con i monaci. Djordje Petrovic, ad esempio, parla benissimo l'italiano ed è una vera miniera di informazioni.

La kafana

L'interno di una kafana

Ora che hai familiarizzato con la storia del popolo serbo e con l’importanza della chiesa ortodossa serba nella definizione della nazione, puoi accomodarti e vivere l’esperienza forse più significativa del viaggio: la kafana.

Entri in quella che è a tutti gli effetti una trattoria, ma ti senti l’ospite del padrone di una casa spesso arredata con un’ evidente passione per gli oggetti di modernariato. Poltrone, sedie a dondolo, fotografie di famiglia, stufe dell’ottocento, telefoni in bachelite o radio a valvole: ogni oste avrà la sua preferenza in fatto di arredi, l’importante è che nella kafana ci si senta come a casa. Ancora più importante è che si discuta come a casa! È difficile che i serbi non abbiano un’opinione da esprimere vivacemente e con decisione e farlo in compagnia degli altri ospiti e di un bicchierino è certamente il modo preferito.

Gli orari di apertura, peraltro, sono piuttosto flessibili: se avete fame e qualcuno è disposto a cucinare per voi, potete accomodarvi e soddisfare l’appetito anche alle 3 del pomeriggio, altrimenti potete ordinare qualcosa da bere, fermarvi a leggere un giornale e… discutere! Perché l’altra faccia della kafana è il nostro Bar Sport.

Naturalmente non c’è solo l’atmosfera. In assenza di restrizioni particolari alla dieta, lascia fare al cameriere e fermalo solo quando è impossibile andare oltre. Si inizia dalla čorba, la zuppa con carne, pesce o verdura, si attende gustando freschi formaggi spalmabili come il kajmak e poi arrivano i ćevapčići o magari deliziosi involtini di carne e verdure. Ti sembreranno parole difficili da pronunciare, ma cerca di impararle subito: significano pasti indimenticabili. 

Il consiglio

> Non si passa per caso da questa kafana, quindi trova un modo. Con la kafana Kod Mira, e con il padrone di casa Miro, è stato amore a prima vista. Sarà per il juke box d'epoca e il sidecar parcheggiato davanti all'ingresso, sarà per il cibo e per l'accoglienza che ha fatto il resto, ma questo è proprio un posto da non perdere.

Novi Sad

Il centro di Novi Sad

Degli oltre sette milioni di serbi, quasi 2 vivono a Belgrado. Questo fa della capitale un grande città e significa che il resto del paese non è particolarmente affollato. Secondo Vladimir Grbić, noto pallavolista olimpico, il fascino e la bellezza della Serbia sono tutti nel suo essere un paese rurale, semplice come tutte le cose migliori. Le grigliate sul fiume, i ritmi rilassati e la natura dei parchi sono argomenti difficili da battere. Novi Sad, la seconda città serba, ce la mette tutta e come il resto della Vojvodina, la regione nord-occidentale cui appartiene e che conta ben 5 lingue ufficiali, sa bene come dirti: "Benvenuto". Non saprai in quale lingua ti arriverà, ma sarà caloroso.

L'accoglienza, d'altronde, non spaventa affatto la gente del posto che ogni anno a luglio vede arrivare un numero sempre crescente di partecipanti all'Exit Festival. Quando la fortezza di Petrovaradin non ospita i palchi del festival diventa la platea ideale per osservare lo spettacolo del Danubio e delle luci della città al tramonto sotto i rintocchi dell'orologio che, per essere più leggibile ai naviganti, dal 1895 segna i minuti con la lancetta corta e le ore con quella lunga. Una cena sul lungofiume a questo punto è d'obbligo: per l'atmosfera suggestiva, la musica, e naturalmente il cibo, fate un salto all'Aqua Doria. Altra atmosfera, quasi fiabesca, la offre l'agriturismo Salaš 137, una vera e propria fattoria raggiungibile solo in auto; se vuoi restare in città, accomodati pure da Lazin Salaš. Per un pasto al volo, armati di coraggio e ordina un Indeks sendvić, traducibile in 'panino con tutto'!

Beograd

Luci della sera a Belgrado. Sullo sfondo, il Parlamento.

È quasi impossibile catturare la capitale serba con un solo sguardo o con una definizione. Le suggestioni arrivano dai suoi lunghi viali su cui, dal 1999, si affacciano gli edifici squarciati dalle bombe della NATO, dall'acciottolato delle romantiche e vivaci strade di Skardalija, dalle luci sul Danubio e la Sava che proprio sotto la cittadella di Kalemegdan si uniscono - o si baciano - così come dalle intriganti serate nei locali di Savamala o dall'atmosfera austera e per nulla fredda del mausoleo di Tito. A ogni sguardo Belgrado mostra un lato nuovo di sé. Siediti al tavolo di un caffè, rilassati, osserva la città e lei esibirà tutta la sua energia.

D'altronde qesta città è uno dei segreti che abbiamo svelato nel 2009 e che abbiamo celebrato, insieme a tutta la Serbia, in Best in Travel 2015. Occorre dire altro?

Il consiglio

> Da queste parti il buongiorno si vede dalla notte prima. Comincia da una cena negli scenografici e modernissimi locali a Beton Hala, la banchina sulla Sava che da magazzino abbandonato è diventata una strada su cui affacciano caffè e ristoranti dalle ampie vetrate. Il fascino degli spazi decadenti riconquistati con decisione dai giovani continua nelle strade di Savamala, quartiere perfetto per una serata vivace e molto musicale. 

> Belgrado è una città niente affatto caotica. Se, però, avessi voglia di atmosfere più rilassate raggiungi Zemun, magari in bicicletta. Questo borgo sulle rive del Danubio porta chiari i segni del dominio asburgico e ti accoglie con la brezza del fiume, le reti dei pescatori e i ristorantini - va da sé, straripanti di musica e allegri commensali - come il Reka

Informazioni pratiche

Kalemegdan, Belgrado

Per soggiorni della durata inferiore a 90 giorni i cittadini italiani e svizzeri non hanno bisogno di farsi rilasciare un visto. Per entrare in Serbia è sufficiente la carta di identità valida per l'espatrio (è riconosciuta anche quella con il timbro di proroga) oppure il passaporto in corso di validità. L'aeroporto Nikola Tesla di Belgrado è servito dalle principali compagnie aeree europee, oltre che da Air Serbia che, nel momento in cui scriviamo, è l'unica insieme ad Alitalia a offrire un volo diretto dall'Italia, entrambi in partenza da Roma Fiumicino. Al momento mancano all'appello collegamenti offerti dalle compagnie Low Cost, ma è facile trovare biglietti a prezzi che oscillano tra i 150 e i 200 euro. 

I prezzi, in generale, sono una piacevole sorpresa. Sarà difficile spendere più dell'equivalente di 12 - 15 euro in una kafana, anche perché le porzioni sono sempre molto generose; nei moderni e più ricercati ristoranti di Belgrado i prezzi delle zuppe raramente superano i 400 dinari (circa 3 euro) e le portate principali - di carne o pesce - compaiono in menu con prezzi medi tra 1.400 e i 2.000 dinari. Oltre a mangiare molto bene, potrete concedervi qualche comodità in più anche nella sistemazione: per esempio una camera matrimoniale al Marriot Courtyard di Belgrado, hotel 4 stelle in posizione strategica, costa circa 140 euro. 

Tanja ha viaggiato in Serbia ospite dell'Ente nazionale del Turismo della Serbia (it.serbia.travel). I collaboratori di Lonely Planet non accettano gratuità in cambio di recensioni positive.