Cosa vedere in 5 giorni nell'Umbria più selvaggia: da Terni ai Monti Sibillini

Le belle e selvagge montagne dell'Umbria. ©Shaiith/Shutterstock

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La zona sud orientale dell’Umbria consente di immergersi nella parte più selvaggia della regione, con zone ancora poco conosciute, e tante cose da vedere non solo in autunno ma durante tutto l’anno. Il panorama aspro della Valnerina o dei Monti Sibillini si alterna a luoghi di grande pace naturale, come il Lago di Piediluco, e spirituali, come gli eremi che punteggiano il territorio. Ecco come riempirsi gli occhi di natura in cinque giorni che vi rimetteranno in contatto con voi stessi.

Primo giorno

Passate la giornata fra il centro storico di Terni, con la bella Chiesa di San Salvatore, la zona industriale dismessa (fra i più begli esempi di archeologia industriale in Italia) e la Cascata delle Marmore.

La Cascata delle Marmore

La Cascata delle Marmore è uno spettacolo imperdibile, specialmente quando è visibile nella sua massima portata d’acqua; cosa che accade a orari prestabiliti, cioè quando a monte del salto vengono aperte le paratie e rilasciate le acque del fiume Velino. Vi consigliamo di partire dall’alto, ossia di seguire la Strada Superiore e parcheggiare l’auto vicino all’ingresso superiore. Vi troverete così in mezzo a una grande nuvola di acqua nebulizzata, con tanto di arcobaleno incorporato, che si diffonde su tutta la valle; il primo brivido vi verrà dinanzi alla potenza del getto, che precipita da un dislivello di 165 metri.

Secondo giorno

Le cascate delle Marmore, Umbria. ©Stefano Coltelli/Lonely Planet

Il secondo giorno visitate al mattino presto il Lago di Piediluco: il panorama che incontrerete arrivando da nord non è così diverso da quello che seppe magicamente immortalare Camille Corot in una tela oggi conservata all’Ashmolean Museum di Oxford. L’azzurro pulito di questo specchio d’acqua appare in tutta la sua bellezza soprattutto nelle giornate di sole primaverili, incastonato dalle colline verdi.

Il lago ha un perimetro irregolare di circa 13 chilometri ed è ciò che resta del Lacus Velinus, grande bacino di origine alluvionale venutosi a formare a partire dal Quaternario. È il secondo lago per estensione dell’Umbria dopo il Trasimeno e sembra sia stato abitato da sempre: sulle sue sponde sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici risalenti all’Età del Bronzo; inoltre, l’origine delle leggende su antichi riti sacri intorno a queste acque si perde nella notte dei tempi. Oggi è anche noto per essere uno dei campi di allenamento preferiti dalla nazionale olimpica di canottaggio.

Visitate anche il piccolo borgo di Piediluco, poi proseguite sulla SP209 che vi porta nel cuore della Valnerina, lungo il fiume Nera, un paradiso per chi ama le lunghe passeggiate nella natura, il rafting e il canyoning.

Terzo giorno

Avrete l’imbarazzo della scelta con i moltissimi luoghi da visitare anche solo per una breve sosta:

• Arrone;

• Ferentillo, con il suo Museo delle Mummie;

• L’Abbazia di San Pietro in Valle e quella di San Felice a Sant’Anatolia di Narco;

• Scheggino;

• Il perfetto borgo di Vallo di Nera;

• Cerreto di Spoleto.

Prendetevi il vostro tempo e raggiungete Norcia solo alla fine del terzo giorno, quando il sole cala sulle mura della città.

Quarto giorno

Il verde dei Monti Sibillini, Umbria. ©Matt Munro/Lonely Planet

Dedicate il quarto giorno a Norcia: mura a forma di cuore, chiese importanti, una delle principali raccolte archeologiche della regione e una tradizione che non lascia indifferenti, la norcineria, la nobile arte della lavorazione della carne suina alla quale la città ha dato nome e lustro. Aggiungete il cinghiale, le lenticchie, il formaggio, il cioccolato, il farro, i funghi e, come annuncia il primo cartello che troverete lungo la strada, il tartufo nero e avrete un vero e proprio paradiso gastronomico.

Partire poi per l’Anello dei Monti Sibillini (a Visso, nelle Marche, ha sede l’Ente Parco), cominciando dall’Altopiano di Castelluccio: scoprirete uno degli angoli segreti d’Italia.

Quinto giorno

Una bellissima veduta di Castelluccio, Umbria. ©Matt Munro/Lonely Planet

Il quinto giorno vi troverà così già al centro del Pian Grande, pronti a una bella camminata o a lanciarvi in deltaplano o in parapendio.

È davvero impressionante passare dalle dolci colline della Valle Umbra e della Strada del Sagrantino ai versanti ripidi e rocciosi, quando non ammantati di rigogliose e selvagge foreste, della Valnerina e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Conosciuti in tutta Europa fin dal Medioevo come regno di demoni, negromanti e fate, i Monti Sibillini sono un mondo fantastico. La catena montuosa si erge nel cuore dell’Italia fino a raggiungere i 2476 metri del Monte Vettore, che anche in piena estate è ricoperto di una leggera spolverata di neve, e che si estende tra Umbria, Marche e Toscana. Scoprirete un mondo ancora incontaminato e selvaggio, che riporta ai tempi in cui i lupi si aggiravano in boschi solcati dalle acque gelide dei ruscelli dove si specchiavano ninfe danzanti.