Quartiere del mese: Belleville, Parigi

Parigi, rotta su Belleville © Fotografia di Alessia Razzi

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Forse ricorderemo la Belleville di oggi con la stessa nostalgia con cui pensiamo alla Montmartre di ieri.

Quartiere del mese: Belleville, Parigi

Basta guardare una foto della Belleville di inizio Novecento per innamorarsi. Questo era il quartiere operaio e pulsante di vita della Belle Époque. Anche se oggi non ci sono più i tram di quei vecchi scatti e nemmeno le mademoiselle in crinolina, qualcosa degli anni ruggenti sopravvive sul selciato delle strade, lungo i marciapiedi stretti punteggiati di negozietti e di botteghe, pardon, di boutique.

L'emozione sale alle stelle e vola nel cielo di Parigi se si pensa che qui, nel 1915, nacque il più canoro tra i pettirossi di Francia, la cantante Édith Piaf - nell'argot della Grande Ville "piaf" significa appunto "pettirosso".

Un'altra cosa bella di questo quartiere è che, come tutti i miti che si rispettino, continua a trasformarsi e a catalizzare energie. Dopo gli esistenzialisti e i blouson noir della Rive Gauche, sono arrivati migliaia di immigranti a dar linfa e sostanza, soprattutto nordafricani e cinesi, come ci ha insegnato Daniel Pennac nelle pagine dei suoi romanzi dedicati a Monsieur Malaussène - il "capro espiatorio" campione di vendite vive da queste parti.

Il modo perfetto per coronare l'esperienza e rendere omaggio alla grande figlia di questo quartiere è passeggiare lungo Boulevard de Belleville in un pomeriggio di maggio, farsi ispirare da Boulevard de Ménilmontant e finire dritto dritto al Cimetière du Père-Lachaise. Il pettirosso di Parigi riposa qui.


TRA I SAPORI DI BELLEVILLE

Belleville e l'area circostante sono una ghiotta occasione per andare al cuore dei sapori di Parigi. Ecco un bel trio di proposte modulate tra cucina francese e contaminazioni multietniche.

Le Chansonnier

Cucina francese www. lechansonnier.com; 14 rue Eugène-Varlin, 10e; Dietro una facciata color bordeaux, l'antico bancone in zinco di Le Chansonnier, gli stucchi e le cornici pesanti sono la quintessenza del fascino parigino. I piatti classici da bistrot comprendono la mijoté di coniglio con olive verdi; c'è anche un menu per bambini.

Le Krung Thep

Cucina thailandese 93 rue Julien Lacroix, 20e. Questo ristorante, dalla bella atmosfera anche se zeppo di arredi kitsch, serve verdure al curry, pollo al vapore avvolto in foglie di banano e piatti vegetariani, che possono essere paragonate a quelle che trovate all'omonimo locale di Bangkok.

HĂ´tel du Nord

Cucina francese www.hoteldunord.org; 102 quai de Jemmapes, 10e. Sì, questo era il locale che appariva nell'omonimo film del 1938 di Marcel Carné. Anche se il film (che narra un patto suicida simile a quello di Romeo e Giulietta) fu girato in studio, l'autore Eugène Dabit, i cui racconti erano alla base del film, viveva qui quando i suoi genitori gestivano l'albergo. Oggi è un ristorante con libri alle pareti che serve cucina moderna come anatra con patate caramellate, ravioli di granchio con avocado e un cheeseburger da gourmet con patatine fritte, seguiti da dessert come crème brûlée profumata al limone o un sorbetto ai gusti di rosa e ibisco. Il bar chiude alle 2.