Puglia: perché vi resterà nel cuore

Santa Caterina, il Chiapparo © Fotografia di Stefano Mazzotta

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La Puglia mi è rimasta nel cuore: vertigini barocche, ferrovie e strade, cattedrali sublimi, tramonti dorati, città che non ti aspetti, cibi e porti pescosi, calici di vino amabile. Non mi stancherò mai di raccontare queste cose.

In spiaggia

Preferite un lungo arenile sabbioso o una caletta ghiaiosa? Parcheggiare l'automobile per scaricare ombrellone, secchielli e racchettoni a pochi passi dalla spiaggia, o lasciarla sul ciglio di una strada costiera e addentrarvi nella macchia mediterranea, sudando un po' prima di tuffarvi nelle acque cristalline? Vi diverte la movida diurna di uno stabilimento modaiolo o scivolare tra le pinete lungo una passerella di legno per raggiungere una spiaggia appartata? E quando cercate un break dalla tintarella scegliete un cocktail sotto un ombrellone di frasche o l'esplorazione di una grotta che sa di pirati o leggende di vecchi amanti? In Puglia c'è tutto questo e anche di più. Se siete a nord puntate sul Gargano e se siete a sud sul Salento. Capirete che non c'è alcun vanto dietro a nomi come "perle dell'Adriatico" o "Caraibi dello Ionio". Perché è tutto vero.

Musica per le mie orecchie!

Almeno fino a quando la Puglia sarà salvata dal fenomeno dilagante degli editti comunali che vietano i divertimenti, si potrà godere dei palchi su cui si esprime il patrimonio musicale di questa regione. Un patrimonio legato al passato - penso alle bande da giro che da secoli suonano musica sinfonica e lirica di livello, così come a certe interpreti della tradizione, come le donne daunie con i loro "sciaboli" o le cantatrici di Borgagne, per non parlare della ipnotica taranta che fa da colonna sonora a tutti gli eventi - ma con un presente tutto da scoprire. Il primo passo da fare varca l'ingresso di AnimaMundi: un'etichetta e casa editrice di Otranto, dove troverete pizzica e musica di tradizione, ma suonate con gusto moderno. Passateci per fare scorta di cd, libri e dvd e anche per sapere cosa c'è di interessante in giro. Perché i concerti, i festival e gli eventi in Puglia non mancano mai, e da AnimaMundi ne sanno una più del diavolo!.

Tra il sacro e il profano

Tra le brevi processioni e i pellegrinaggi, tra le cuccagne a mare e i cortei di barche, tra le bande musicali e le danze delle spade, tra i cavalieri in costume tradizionale e i suonatori di tamburelli, tra le sagre e le feste, non si può dire che in Puglia i santi patroni non vengano celebrati, che la gastronomia non sia valorizzata e che le tradizioni siano chiuse in un cassetto. Nella quantità di eventi che coinvolgono devoti e laici, le esperienze memorabili per me sono state due. La prima è Santa Domenica, una stupefacente "festa della luce" che per giorni e giorni fa di Scorrano (patria dei più noti luminaristi) un trionfo di colori. L'altra è

borgoinfesta.it/" target="_blank">BorgoinFesta, l'occasione in cui all'inizio di giugno il piccolo paese di Borgagne apre le porte al mondo e rivela tesori (dai frantoi alle case a corte), passioni (dall'intaglio del legno alla lavorazione della pietra leccese, dalla musica al ballo) e tradizioni (dagli stornelli ai succulenti piatti tipici): il tutto con accoglienza squisita e autentica, ormai rara a trovarsi, che sempre scalda il cuore.

Essere green (ma senza fanatismi!)

La natura in Puglia è favolosa. Uno dei modi per apprezzarla è viaggiare in modo ecosostenibile. C'è il turismo slow su due ruote che vi invita a pedalare lungo la Ciclovia dei Borboni, che unisce Bari all'entroterra, o tra gli uliveti del tacco con "Salento Bici Tour". O che vi porta a seguire una delle altre numerose "vie verdi" che solcano la regione. C'è la possibilità di fare lunghe e polverose passeggiate lungo i tratturi, le antiche strade della transumanza. Di pernottare nelle masserie che costellano il territorio pugliese e custodiscono un immenso patrimonio rurale, sia che conservino il loro aspetto originario sia che siano state convertite in splendidi resort. Per non parlare di quei casi in cui accolgono collezioni di oggetti legati al mondo contadino, come la Masseria Lupoli: è una delle cento del comune di Crispiano, cercatela!.

Le "mie" fotografie

I miei scatti preferiti, quelli che mi fanno rivivere l'emozione con la stessa intensità? Eccoli qui: il candore eccezionale delle alte falesie della Spiaggia di Vignanotica; i trabucchi di Peschici; la litoranea tra Vieste e Mattinata; i fondali delle Tremiti, i palazzi nobili di Ostuni; il pulsare di Bari Vecchia; la misteriosa e geometrica corona in pietra di Castel del Monte; la vertiginosa Cattedrale di Trani con il mare sullo sfondo; il dedalo di stradine di Monopoli; i possenti ulivi millenari che con i loro tronchi sinuosi danzano sulla terra rossa della Valle d'Itria; le selvagge dune sabbiose della costa tarantina; i 1500 trulli di Alberobello; gli affreschi delle cripte nascoste nell'entroterra salentino; l'antropizzata e suggestiva gravina di Ginosa; il porto di Gallipoli con la sua antica vocazione mercantile; le spiagge di Punta della Suina e di Torre del Pizzo. E i vostri scatti fotografico-emotivi più belli, invece, quali sono?

Dal bicchiere al piatto

In questo caso vale solo una successione di esperienze, perché è impossibile stabilire una gerarchia. Quindi tenete a mente questo appetitoso e alcolico elenco. Cominciamo con quel che si mette tra i denti: la focaccia e le orecchiette a Bari, i sospiri a Bisceglie, i confetti Mucci e la burrata ad Andria, il pane ad Altamura, il tartufo a Roseto Valfortore, il prosciutto a Faeto, il caciocavallo podolico nel Gargano, la minestra di anguille a Lesina, il capocollo a Martina Franca, gli gnumareddi e i vari salsicciotti nei fornelli di Cisternino, i ricci di mare a Forcatella, i pomodori fiaschetto a Torre Guaceto, il pasticciotto a Galatina, la cotognata a Lecce, la scapece e la zuppa di pesce a Gallipoli, la tiella (con tutte le sue varianti nel nome e nella sostanza) e il polpo alla pignata un po' ovunque. E ora passiamo alle libagioni: tra i rossi il Primitivo, il Negroamaro, il Nero di Troia; tra i bianchi la Verdeca; e dulcis in fundo un Moscato Reale, una Malvasia Nera o un Aleatico.