Perù, assaporate un grande viaggio

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Affascinante e complesso, proprio come gli elaborati motivi dei suoi tessuti indigeni, questo paese vi sorprenderà con fiestas dai riti antichissimi, una cucina tra le migliori al mondo, città all'avanguardia e una straordinaria varietà naturalistica.

Simbolo del Sud America

Benvenuti nel paese del mito, dove antichissime processioni sono splendidamente accompagnate da chiassose bande di ottoni. Il ricco patrimonio culturale del Perú si manifesta in modo chiaro e viscerale proprio nella baraonda delle fiestas, tra vecchie divinità reincarnate in santi cristiani, pellegrini che scalano montagne in piena notte e icone fatte sfilare tra bagni di folla come un tempo si faceva con le mummie dei re inca. La storia è presenza viva e importante in Perú. La grandiosa cittadella inca di Machu Picchu in fondo non è che uno dei tanti capitoli di un percorso iniziato 5000 anni fa. Da queste parti potrete espolorare le vestigia di Chan Chan, la più grande città precolombiana delle Americhe, sorvolare gli enigmatici geoglifi nel deserto di Nazca, inoltrarvi tra la fitta vegetazione fino alla fortezza di Kuélap e visitare i superbi musei di Lima per scoprire la raffinatezza di queste civiltà perdute. Se poi visiterete le remote comunità tradizionali, immergendovi nell’atmosfera e nei ritmi di vita locali, il passato non vi sembrerà più così lontano... Qualche informazione pratica: se pensate di rimanere in Perù non oltre il 183 giorni, non avrete bisogno di un visto; una volta nel paese vi toccherà spostare le lancette dell'orologio sei ore indietro; potrete fare affidamento sulle carte di credito (sono accettate praticammente ovunque) e sul vostro bancomat grazie alla diffusione massiccia di sportelli ATM. Il periodo migliore per le attività all'aperto e il trekking è certamente quello che va da giugno ad agosto: la stagione è secca sugli altipiani andini e nella foresta pluviale orientale. Ma si tratta  anche della stagione più affollata per le vacanze in Nord America ed Europa, considerate anche questo aspetto mentre imamginate il vostro prossimo grande viaggio.

Lima, la capitale

Lima è una vasta metropoli che si estende lungo alte scogliere ed è la capitale con il clima più arido del mondo dopo Il Cairo. Per godervela, arrendetevi al caotico insieme di alti condomini, templi precolombiani, assordanti ingorghi del traffico e impetuosi cavalloni del Pacifico. La capitale è anche una città sofisticata dalla civiltà millearia, dove le solenni processioni religiose che risalgono al XVIII secolo sono ancora molto sentite. Nei suoi musei si ammirano ceramiche di sublime bellezza, le gallerie d’arte cittadine ospitano mostre d’avanguardia e i locali notturni pulsano di ritmi tropicali. E poi c’è la deliziosa cucina, una vera e propria rivoluzione gastronomica iniziata più di 400 anni fa. Questa è Lima. Ammantata di storia, magnificamente disordinata e ricca di eccezionali bellezze. Una città da non perdere per nessun motivo. Pensate di dedicarle solo due giorni? Allora iniziate con una visita a piedi del cuore coloniale della città. A pranzo provate El Cordano o Domus, poi ammirate le ceramiche chancay nel Museo Andrés del Castillo e concludete la giornata con un Pisco sour a El Bolivarcito, il bar del Gran Hotel Bolivar, o al Museo del Pisco. Il secondo giorno dedicatevi alla cultura precolombiana o a quella contemporanea: ammirate le ceramiche moche del Museo Larco o visitate la mostra sulla guerra civile al Museo de la Nación. Nel pomeriggio bevete un caffè al Cafe Bisetti e passeggiate nei giardini sulle scogliere di Barranco ; potreste anche visitare Huaca Pucllana, il secolare tempio di adobe nel cuore di Miraflores. A sera, gustate la cucina novoandina in uno dei tanti ottimi ristoranti della capitale.

L'avventura della vita: l'Inca trail

Non c’è dubbio, per il viaggiatore l’Inca Trail rappresenta un rito di passaggio, l’avventura di una vita. La logistica può essere un po’ complicata, perciò è fondamentale pianificare bene il trekking, un percorso tortuoso di circa 43 km da compiere in quattro giorni, dalla Valle Sacra a Intipunku (la ‘porta del sole’ per Machu Picchu). Dal momento che il trekking dell’Inca Trail è estremamente famoso e i permessi sono a numero chiuso, è raccomandabile prenotare con largo anticipo, di almeno sei settimane in bassa stagione e da sei mesi a un anno se avete intenzione di affrontarlo tra fine maggio e inizio settembre. Per avanzare la richiesta è indispensabile passare attraverso un’agenzia autorizzata, ma per controllare la disponibilità di permessi relativamente a una certa data potete consultare il sito del Camino Inca. Portate con voi dei bastoncini da trekking, perché lungo l’Inca Trail ci sono molti gradini di pietra in forte pendenza che mettono a dura prova le articolazioni. Controllate che lo zaino non sia troppo pesante e aggiungete una buona scorta di batterie per la macchina fotografica, perché lungo il percorso non ci sono posti dove acquistarle. Una piccola somma in contanti (soles peruviani) vi sarà utile per le mance. Per quanto riguarda l’acqua, è consigliabile farla bollire per il giorno successivo e versarla in una bottiglia a chiusura ermetica, da usare per riscaldare il sacco a pelo durante la notte. Al mattino, quando inizierete a camminare, l’acqua si sarà raffreddata. Anche con uno zaino leggero, per affrontare questo trekking occorre essere in buona forma fisica. Nelle settimane che precedono la partenza potete prepararvi facendo escursioni e lunghe camminate in montagna: sarà anche un’occasione per provare l’equipaggiamento e rodare gli scarponi (non partite con scarponi nuovi). Lungo l’Inca Trail può capitare di accusare sintomi dovuti al caldo e all’altitudine. Mantenete un’andatura regolare, cercate di non affaticarvi e tutto andrà per il meglio, di più: sarà una delle esperienze migliori di tutta una vita.

Choquequirau, meta Best in Travel

Choquequirau, nascosta nella profonda valle del Río Apurímac, fu l’ultimo rifugio degli incas dai conquistadores. Tra i viaggiatori si sta diffondendo sempre più il desiderio di visitarla quanto prima, visto che quest'anno (o più tardi a causa di lungaggini burocratiche) entrerà in servizio una nuova funivia in grado di trasportare in soli 15 minuti 3000 visitatori al giorno fino alle rovine. Se volete godervi la vista e farvi un’idea di come sarebbe Machu Picchu senza le folle di turisti, andateci presto oppure fate il trekking di quattro giorni sulle orme degli incas. Incontrerete solo un paio di visitatori, oltre agli archeologi che continuano a rimuovere il manto di vegetazione della giungla che ancora riveste due terzi di questo sito spettacolare.

I sapori unici

Oggi il Perù può contare su una cucina celebrata e apprezzata in tutto il mondo, tanto che i critici gastronomici concordano nel consacrare Lima capitale gastronomica mondiale del futuro. Nel 2015 il paese ha vinto per la terza volta il titolo di "miglior destinazione culinaria" tra i World Travel Awards. Dei 3,1 milioni di visitatori che giungono ogni anno in Perú, il 40% sceglie destinazioni turistiche gastronomiche. E anche voi dovreste provarci. I ristoranti di alto livello valorizzano la tradizione con abili interpretazioni di specialità andine, come la quinoa e il cuy (porcellino d’India), ma la febbre per la buona tavola sembra aver contagiato i peruviani a ogni livello. Perfino il più umile venditore ambulante di chicharrón (maiale fritto) cura meticolosamente la preparazione e la presentazione delle proprie specialità. Non è certo secondario il ruolo avuto in tutto ciò dallo chef Gastón Acurio, la celebrità mediatica il cui talento in cucina e il fiuto per gli affari (possiede infatti decine di ristoranti in tutto il mondo) ne hanno fatto un mito paragonabile a quello di una rockstar. Data la topografia molto variegata del paese, la cucina locale si esprime in infinite varianti regionali, ma a livello nazionale la regina della tavola è la patata. Questo umile tubero proviene originariamente dalle Ande (tutte le varietà di patata possono essere fatte risalire a un unico progenitore originario del Perú). Tra gli innumerevoli e disparati piatti spiccano l’ocopa (patate con salsa piccante di arachidi), la papa a la huancaína (patate ricoperte di una salsa cremosa al formaggio) e la causa (terrina di purè di patate ripiena di frutti di mare, verdure o pollo). Molto diffusa è anche la papa rellena, ossia una sorta di crocchette di purè di patate ripiene di carne di manzo macinata. Le patate si ritrovano anche tra gli ingredienti di zuppe molto ricche chiamate chupe e del lomo saltado il semplice piatto a base di manzo saltato in padella che compare in ogni menu peruviano. Altre specialità molto diffuse comprendono i tamales, che vengono presentati in diverse varianti regionali, come humitas (preparate con mais fresco) e juanes (a base di cassava).

Il caffè

In Perù il caffè è un'antica tradizione che risale almeno al 1700. Si coltiva prevalentemente sul versante orientale della Cordigliera delle Ande, in una zona climatica conosciuta come la Selva alta. Le zone produttrici si trovano negli altipiani superiori ai 1000 metri sul livello del mare: le notti di freddo estremo e i pomeriggi assolati producono un microclima ideale per lo sviluppo della migliore qualità del caffè arabica. Il Selva Alta di Lavazza nasce proprio qui ed è un caffè delicato, 100% Arabica, che grazie alle ricche di coltivazioni di frutta della zona acquista leggere note floreali. Selva Alta proveniene da aziende agricole certificate Rainforest Alliance, organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove l’adozione di pratiche agricole più sostenibili da parte dei coltivatori al fine di salvaguardare le foreste, i fiumi, il suolo e la fauna selvatica. La certificazione Rainforest Alliance indica inoltre che i lavoratori vengono retribuiti in maniera equa e possono godere di condizioni di vita più dignitose e di un migliore accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione per i propri figli.

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