Alla conquista di Choquequirao: la lunga strada verso la città perduta meno conosciuta del Perù.

La città Inca di Choquequirao, Perù ©Yuri Zvezdny/Shutterstock

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Inerpicandosi sulla strada dissestata che va da Cuzco a Cachora diventa piuttosto chiaro che vi siete lasciati alle spalle le folle frenetiche di Machu Picchu e che state entrando negli angoli meno tirati a lucido delle Ande peruviane. Queste sono le colline fiabesche degli Inca, sebbene la maggior parte dei visitatori non attraversi gli oceani per vederle.

C’è un solo motivo per cui alcuni viaggiatori si spingono al di fuori della strada battuta e visitano la zona rurale di Cachora: Choquequirao. Conosciuto per essere circa tre volte più grande della celebre Machu Picchu, in queste spettacolari rovine si avventurano soltanto dodici visitatori al giorno. 

Se vi siete sempre chiesti come dovesse essere visitare Angkor Wat, Chichén Itzá o Machu Picchu prima che fossero raggiunti dalle strade e dai bus, allora Choquequirao fa per voi, con la sua cittadella di cui gli archeologi hanno saputo strappare soltanto il 30% alla giungla.

Prima che l’esploratore americano Hiram Bingham mettesse gli occhi su Macchu Picchu già si era fatto strada nella Valle di Apurímac sorvolando l’imponente carcassa della così detta città sorella. Tuttavia, spaventati dalla prospettiva di un’estenuante viaggio lungo quattro giorni, pochi turisti si sono scomodati per visitarla. Ma questo potrebbe cambiare ora che il governo ha annunciato l’intenzione di costruire una funivia che attraversi la valle, così da portare circa 3000 visitatori al giorno alle rovine in un viaggio della durata di soli 15 minuti.

La notizia ha creato un momento di “ora o mai più” per chi ha intenzione di visitare Choquequirao prima che diventi la prossima Machu Picchu.

Attraverso la Valle di Apurímac

Le rovine di Choquequirao sono costruite su terrazzamenti nel cuore della giungla. Perù. ©Rafal Cichawa/Getty Images

Il viaggio verso le rovine parte con un mulo a traino: ci vorranno 45 chilometri prima di rivedere Cachora ed è un sollievo non doversi caricare sulle spalle zaino, cibo e attrezzatura da campeggio.

Cachora si trova in una conca di terrazzamenti, così la prima cosa da fare è arrampicarsi per uscirne. La parte rimanente del primo giorno trascorre discendendo di 1500 metri nella Valle di Apurímac, camminando lungo le acque ocra dell’omonimo fiume.

La prima notte ci si accampa a Playa Rosalina, lungo il ventoso versante del fiume Apurímac, per poi svegliarsi al mattino e attraversare verso il lato soleggiato della valle. Qui inizia l’ascesa verso la base delle rovine, su tra le nubi a 3050 metri d’altitudine.

Choquequirao, la città perduta, incorniciata dalle cime delle Ande. Perù. ©Christian Declercq/Shutterstock

Nelle prime ore del mattino si attraversa un deserto verticale di cactus spinosi e tracciati polverosi, ma il paesaggio si fa più verde salendo verso l’alto. Quando si raggiunge il remoto villaggio di Marampata, nel pomeriggio, siete arrivati in una giungla ad alta quota.

Sono un centinaio gli abitanti che hanno saputo ritagliare una semplice esistenza a Marampata, a circa due giorni di cammino dalla prima strada e lontano da ogni confort contemporaneo. Marampata è la porta per Choquequirao e sede dell’umile quartier generale del parco archeologico che lo protegge. Questo insediamento ospita anche un campeggio spartano e un negozio in cui acquistare tutto ciò che i muli sono riusciti a portare negli anni in questo angolo di Andre.

Passando la notte a Marampata è possibile svegliarsi il terzo giorno e arrivare alle rovine all’alba. Una tazza del tradizionale tè alla coca (preparato con le foglie della pianta della coca) vi aiuterà a combattere il disagio dato dall’altitudine e vi farà saltare dalla gioia nello scorgere le precarie terrazze del sito archeologico.

La culla dell'oro

Disteso tre colline e diviso in 12 aree, Choquequirao è meno immediatamente fotogenico di Machu Picchu. Ma la sua cittadella fortificata che di tanto in tanto svanisce tra le nubi, offre un livello di solitudine inimmaginabile per un sito archeologico. Inoltre ci sono numerosi antri che gli aspiranti archeologi possono esplorare.

Abbandonato a metà del sedicesimo secolo, Choquequirao è stato scoperto numerose volte negli ultimi tre secoli prima che venissero fatti i primi sforzi per la sua conservazione, nel 1992. Gli archeologi contemporanei pensano che sia stato costruito in linea geo-cosmica rispetto alla sua sorella cerimoniale, Machu Picchu, con il tempio e gli edifici amministrativi costruiti attorno alla piazza centrale e le zone residenziali verso la campagna.

Si riconosce un alto livello di sofisticatezza nelle stanze timpanate delle cerimonie, nelle cantine di pietra e negli elaborati canali d’irrigazione intagliati nella roccia.

terrazze decorate da un mosaico di bianchi lama. Choquequirao, Perù ©Glowimages/Getty Images

Raggiungete la piazza principale e resterete allibiti dalla vista dei picchi imbiancati di neve della catena Willkapampa, alti 5000 metri, presidiati dai condor. Lasciate la piazza scendendo le scale e raggiungerete uno degli angoli più iconici: un insieme di terrazze decorate da un mosaico di bianchi lama. Un sentiero più lungo e più largo vi porterà al gruppo di Casa de Cascada, dove edifici di pietra si sporgono sul bordo del precipizio al di spora una cascata.

Choquequirao significa “culla dell’oro” nella lingua quechua autoctona. Alcuni storici credono che questo luogo nascosto fosse l’ultima enclave Inca alla fine dell’impero, quando il re ha dovuto lasciare Cuzco durante i 40 anni di rivolta contro i conquistatori spagnoli. O forse era semplicemente il centro amministrativo e cerimoniale che univa Cuzco all’Amazonia. O, ancora, la residenza reale di Túpac Yupanqui, il decimo re della dinastia Inca. Le risposte, per ora, restano sepolte nella giungla.

La fine di un'era

Remota e spettacolare, Choquequirao è da visitare prima che venga raggiunta dai flussi di turisti. ©Rafal Cichawa/Shutterstock

Da qui alcuni visitatori continueranno verso Machu Picchu lungo l’epico viaggio, della durata di nove giorni, sulle tracce degli Inca. È però possibile anche ritornare verso Cachora, ripercorrendo la valle Apurímac per poi risalire sul versante più lontano.

Una nuova strada è in costruzione tra Playa Rosalina e Cachora per cui, anche nel caso in cui l’idea di costruire una funivia da 50 milioni di dollari non dovesse andare in porto, la magia di Choquequirao diventerà sicuramente accessibile per il pubblico.

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