Odissea atlantica: dal Senegal al Benin

Spiagge di Yongoro, Sierra Leone ©robertonencini/Shutterstock

Pubblicità

Dal Senegal al Benin, dall’orlo del Sahel a Dakar ai litorali semitropicali fiancheggiati da palme di Cotonou, il paesaggio della costa dell’Africa occidentale è tra i più vari e belli dell’intero continente.

Tutti i dintorni di Dakar

Considerate Dakar, la sofisticata capitale del Senegal, come punto di partenza e base di riferimento per la prima parte del viaggio. Dirigetevi allora verso nord, a Saint-Louis, dove il tempo sembra essersi fermato all’epoca precoloniale. Altre escursioni in Senegal potranno portarvi al Parc National des Oiseaux du Djoudj, ottimo per il birdwatching, e alla navigazione lungo il Delta del Siné Saloum. 

Consigliatissima una tappa all’Île de Gorée, governata in ordine cronologico da portoghesi, olandesi, inglesi e francesi. Questo sito d’interesse storico e Patrimonio dell’Umanità, è avvolta da una calma quasi irreale. Non ha né strade asfaltate né automobili, ma soltanto viuzze strette e bougainville rampicanti, costruzioni in mattoni in stile coloniale e balconi in ferro battuto: è un capolavoro vivente.

La calma di Gorée, però, non si presta al romanticismo, ma induce alla meditazione: gli edifici antichi ed eleganti sono testimoni del ruolo importante ricoperto dall’isola nella tratta degli schiavi attraverso l’Atlantico. Gorée ospita inoltre una fiorente comunità artistica che gestisce una serie di piccoli laboratori sparsi in tutta l’isola.

Capo Verde, un arcipelago di meraviglia

Le montagne della Serra Malagueta nell'isola di Santiago, Capo Verde. ©Samuel Borges Photography/Shutterstock

Disseminato nell’Atlantico circa 500 km a ovest del Senegal, lo splendido arcipelago di Capo Verde vanta un affascinante mix di montagne, spiagge e placidi villaggi affacciati sul mare. 

A Santo Antão ripide alture sovrastano verdi vallate con fiori e canne da zucchero, ideali per gradevoli escursioni. L’isola è ricoperta di lussureggianti vallate, pinnacoli rocciosi e profondi dirupi, offre una grande varietà di escursioni impegnative, cui dedicare almeno tre giorni. Affrontate prima i percorsi più noti, come il ripido sentiero che scende dal cratere del Cova nella valle di Paúl, per esplorare in seguito il misterioso settore occidentale dell’isola.

São Vicente ospita la capitale culturale dell’arcipelago, Mindelo, piena di bar e locali in cui si suona musica dal vivo. A Sal e Maio, le ondulate dune battute dal vento si fondono con il blu profondo del mare e le incontaminate spiagge di sabbia bianca e fine. 

Dal canto loro, le appartate Fogo e Brava, a sud-ovest, ammaliano con surreali paesaggi vulcanici e baie scintillanti incorniciate da alte vette. Aggiungete a tutto ciò l’incessante ritmo della musica per cui è famosa Capo Verde e la rinomata morabeza (‘ospitalità’ in creolo) della gente locale e capirete perché tanti sono arrivati qui per una vacanza e non sono più ripartiti.

Gambia, piccolo gioello

Villaggio di pescatori in Gambia ©Ignacio Alvarez Neches/Lonely Planet

Rientrate a Dakar e puntate a sud verso la Gambia,  il paese più piccolo del continente, ma che custodisce un’incredibile varietà di attrazioni. Circondato dal Senegal, il paese possiede un litorale di soli 80 km, un tratto breve ma straordinario: spiagge dorate, incorniciate da palme che ondeggiano al vento e punteggiate di lagune scintillanti, placidi villaggi di pescatori e riserve costiere di grande importanza biologica.

Ma la Gambia non è soltanto surf e sole. Il fiume omonimo pullula di vita e ospita quasi 600 specie di uccelli oltre a manati, ippopotami, coccodrilli e un vero esercito di astuti colobi. Facendo qualche escursione in barca e pernottando negli ecolodge della foresta potrete conoscere le grandi meraviglie dell’entroterra, da una riserva di scimpanzé su un’isola alle rovine di una fortezza britannica del XVII secolo. 

Banjul, situata su un’isola, con strade battute da venti carichi di sabbia e punteggiate di edifici coloniali in rovina, è la capitale meno popolata del continente africano. Ma Banjul affascina con la sua atmosfera storica, che manca ai lussuosi resort sulla costa, e possiede un porto e un mercato molto animati che mostrano il volto migliore dell’Africa urbana.

La costa segreta della Sierra Leone

Bureh Beach, Sierra Leone. ©John Seaton Callahan/Getty Images

Dalla sonnacchiosa Banjul, valutate l’ipotesi di volare fino a Freetown: le spiagge vicino alla città sono splendide e selvagge, dato che la Sierra Leone è tuttora la meta balneare più segreta dell’Africa occidentale. Con spiagge di morbida sabbia lambite dall’Atlantico e abbellite dalle sfumature del sole, del verde della foresta pluviale e del rosso acceso delle strade, offre scorsi da non perdere.

Le colorate case su palafitte di Freetown richiamano i tempi in cui gli schiavi liberati dai Caraibi si stabilivano lungo le sue sponde. A nord, le Loma Mountains sono il punto più alto a ovest del Camerun. I parchi nazionali e la foresta pluviale più a est ospitano specie a rischio di estinzione come il colobo bianco e nero e il timido ippopotamo pigmeo.

Il Ghana tra storia ed energia

Cape Coast Castle, uno dei forti utilizzati durante la tratta degli schiavi, Ghana. ©Felix Lipov/Shutterstock

Considerato la perla dell’Africa occidentale, il Ghana è veramente all’altezza della propria reputazione. Grazie a una democrazia stabile il paese sta attraversando una fase di rapido sviluppo, e si vede: il Ghana è pervaso da un’energia assolutamente travolgente.

Che il soggiorno duri una settimana o un mese, un viaggio in questo paese non può dirsi completo senza avere visitato i forti costieri, toccanti testimonianze di una pagina di storia che ha segnato per sempre il mondo moderno. Per quanto ferrati possiate essere sulla storia della tratta degli schiavi, infatti, nulla potrà prepararvi all’esperienza di una visita ai forti degli schiavi del Ghana. L’idea di esseri umani costretti a stare in piedi nelle umide prigioni o rinchiusi in celle di punizione al buio più completo fa gelare il sangue; i messaggi in memoria di coloro che hanno subito questa terribile sorte sono strazianti. Il Cape Coast Castle è uno dei più grandi e meglio conservati, ma i tanti più piccoli che si vedono lungo la costa raccontano la stessa tristissima storia.

Non lontano dal Ghana c’è il Benin, con Ouidah, antico porto schiavista e cuore del vudù, Abomey, una città ricca di storia, e il villaggio su palafitte di Ganvié. Cotonou possiede tutto il languido fascino dei tropici ed è un bel luogo in cui riposare alla fine del viaggio.