Natale e Capodanno: in Serbia si raddoppia

© Oksana Toskic

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Natale è alle porte e al rispetto della tradizione religiosa, che è uno dei caratteri fondamentali della Serbia, si affianca l'irrefrenabile voglia di festa. Siete pronti a scoprire l'esplosiva anima serba? 

Tutto doppio

Terra identitaria per eccellenza, dove i caratteri religiosi fanno parte più che altrove della più profonda anima del paese, in Serbia il calendario liturgico è quello giuliano, ma l'adozione del 'nostro' calendario gregoriano fa sì che raddoppino feste e ricorrenze. La via serba al cosmopolitismo passa anche da qui e si manifesta soprattutto a Belgrado e nelle città principali. Con l’approccio che riserva quasi a tutto, infatti, Belgrado non dimentica le tradizioni, ma non rinuncia nemmeno all’entusiasmo più vivo nei confronti delle novità. 

Così fra il 24 dicembre e il 13 gennaio, la celebrazione religiosa, la ricorrenza civile, e soprattutto la festa mondana praticamente non terminano mai.

Già, inizia tutto il 24 dicembre con la vigilia del Natale cattolico, a cui segue il capodanno; si prosegue fra il 6 e il 7 gennaio con le celebrazioni del Natale ortodosso e si conclude il 13 gennaio, quando anche i fedeli ortodossi entrano nel nuovo anno. Un calendario che sembra suggerire un viaggio fatto di calore e allegria per il quale l'itinerario segue in modo naturale gli eventi: Natale e capodanno a Belgrado, un breve viaggio in Serbia e poi…Natale e capodanno di nuovo! 

Per prima cosa Belgrado

La vista dalla Fortezza di Kalemegdan © BalkansCat

Belgrado attende il Natale nel pacifico abbraccio dei suoi due fiumi, il Danubio e la Sava. Durante l'inverno la fortezza di Kalemegdan riposa sotto un candido manto, e dentro le sue possenti mura, le testimonianze del passato ottomano, le torri, le porte d'accesso, le tombe degli sceicchi, sono incorniciate da vecchi tigli e platani, che si chinano sotto il peso della neve. Nell'antico quartiere di Dorćol e nei rettilinei corsi signorili di Stari Grad, crepitano le stufe delle kafane (osterie), piene degli odori pungenti e conturbanti della cucina e della musica, che dal tardo pomeriggio non cessa mai. 

Il freddo è l'interlocutore perfetto del viaggiatore che sa perdersi nei mercati brulicanti d'imprevedibili idee-regalo – dai cimeli socialisti a Buvlja Pijaca alle cincaglierie zigane di Kalenić Pijaca – e agogna rifocillarsi nelle osterie di Skadarljia, il quartiere bohemien amato dai turisti quanto dai belgradesi, che dopo la prima rakjia (grappa) saprà far dimenticare qualsiasi rigidità invernale. Oppure del viaggiatore che cerca di immedesimarsi nelle atmosfere crude e poetiche dei romanzi di Ivo Andrić, sedendosi ad un tavolo del prestigioso Hotel Moskva, con un caffè turco e una fetta di torta.

Natale e Capodanno

Il centro di Belgrado © Leonid Andronov

Intanto Belgrado si prepara a festeggiare con la creatività e lo spirito che la contraddistinguono. Mentre nel parco di Tašmajdan si pattina sul ghiaccio, nelle piazze va in scena un crescendo nel quale si susseguono folklore e musica, la voglia di festa cresce nei locali di design, nelle case si preparando i piatti tipici e ai tradizionali mercati si affiancano quelli più natalizi in Piazza Repubblica. Qui artigiani, designer e giocattolai da tutti i Balcani portano le loro creazioni, e sempre da qui parte la Gara dei Babbi Natale, che vede 3000 barbuti Santa Claus attraversare tutta la città. 

Arriva la sera del 31 dicembre. La mezzanotte si aspetta in piazza del Parlamento, luogo ufficiale anche per i folli festeggiamenti, che iniziano con i fuochi d'artificio. Esplode lo spirito estroverso dei più giovani, un entusiasmo che si irradia rapidamente e per tutta la notte. Brulicano i locali di Beton Hala, il vecchio scalo fluviale sulla Sava; di Dorćol, le 'quattro strade' che costituivano la città ottomana e che oggi sono il regno di locali slow con proposte di ogni tipo, dal sushi al curry vegano; di Savamala, con i suoi locali enormi e praticamente sempre aperti; infine nei pub più tranquilli di Cetinijska, una ex-fabbrica di birra a pochi passi da Skadarljia. La voglia di musica e balli che i festeggiamenti di fine anno portano con sé conduce matematicamente agli splavovi, le chiatte sulla Sava e sul Danubio che sono i templi del divertimento Belgradese, dove non mancano dj-set e concerti. 

La festa continua l'indomani, anche se a regime ridotto. Non perdetevi lo spettacolo degli auguri fra amici, passeggiando in via Svetogorska, che in questa occasione si trasforma in Open Heart Street, manifestazione di gioia e pazzia che colora questi giorni dal 1988. Un'atmosfera carnevalesca pervade la città: gli adulti bevono vin brulè e rakija, e i bambini non smettono di divertirsi. D'altronde la festa non è finita: tempo una settimana e inizia il 'secondo giro'. 

Il rito e la tavola

Il simbolismo del fuoco in cui brucia il badnjak © radebg

È dei cattolici o degli ortodossi non strettamente osservanti, tutto il vantaggio della doppia festa. A stare alla tradizione, infatti, la Quaresima natalizia dura 40 giorni, durante i quali bisogna astenersi dal cibo animale e dai cattivi pensieri, e termina la vigilia di Natale, il 6 gennaio, 'badnji dan'. Prende nome dal 'badnjak', un ramo di quercia che, soprattutto in campagna, gli anziani hanno il dovere di portare a casa e trattare alla stregua di una persona.

Un oggetto rituale che è anche la principale decorazione natalizia. Un rito complesso e intrecciato di eredità pagane circonda il ramo. Quando il badnjak viene bruciato, in un colpo solo si rappresenta il fuoco acceso dai pastori presso la grotta di Betlemme per riscaldare Gesù, il legno della croce e la salvezza per il genere umano. Altri momenti caratterizzano il giorno di Natale. Principalmente uno riguarda il pranzo, durante il quale viene servita la 'česnica', un pane tradizionale dalla forma tondeggiante, immancabile nelle celebrazioni del Natale, al cui interno viene inserita una moneta che porterà fortuna al commensale che la trova. C’è un universo di usanze che testimonia come lo spirito natalizio in Serbia sia unico nel mondo cristiano-ortodosso.

Oltre Belgrado

Vista aerea del Castello medievale di Smederevo e del Danubio © Darkves

Per vivere appieno queste usanze, conviene però esplorare il paese. I riti natalizi nella loro forma più tradizionale sono ormai quasi un'esclusiva dei villaggi, dove le tradizioni sono più radicate, e l'eredità socialista – che tendeva a stigmatizzare gli aspetti folkloristici – ha lasciato meno tracce. Quale ragione migliore per mettersi a caccia di atmosfere senza tempo, lasciati i festeggiamenti e il divertimento delle città, tuffandosi nel silenzio della campagna, nella quale genti dall’animo generoso abitano la natura estrema del cuore dei Balcani. 

A Belgrado c'è un percorso di viaggio naturale, un richiamo quasi, rappresentato dal grande fiume: il Danubio. Verso Nord si estende la Vojvodina, una regione dove spiritualità e gastronomia si contendono la scena. Poco distante dal capoluogo Novi Sad, capoluogo della regione, Salas 137, è una fattoria che accoglie i turisti per offrire loro un capodanno di sapori tra rakija, carne alla griglia, canti e danze. A Drvengrad si trova invece Kustendorf l'etno-villaggio costruito da Emir Kusturica sulle alture di Mokra Gora come set di un suo film. Se invece seguite la corrente del Danubio, passerete in rassegna la storia della Serbia e delle sue fortezze (Smederevo, Ram, Golubac) e vi inoltrerete nel cuore selvaggio della natura balcanica alle Porte di Ferro, il canyon più profondo d'Europa. Potreste anche pensare di raggiungerlo con una crociera in giornata da Belgrado, prima di tornare a celebrare in città il Natale e il Capodanno Ortodossi, che cadono la sera del 7 gennaio e del 13 gennaio.

 

Il tempio di San Sava in inverno. © ©Vladimir Nenezic/Shutterstock

In ogni caso, che vi troviate a Belgrado o in giro per il paese, il 7 gennaio dovreste recarvi alle suggestive celebrazioni religiose in una chiesa ortodossa. Il Tempio di San Sava è il tempio ortodosso serbo più grande del mondo e si trova sulla collina di Vračar, a Belgrado. Il Capodanno serbo è l'ultima fatica. Ed è una sfida. Coloro che non hanno festeggiato il 31 dicembre, ora fanno esplodere la loro voglia di divertirsi. Prenotate un tavolo in una delle locande tradizionali di Skadarlja e lasciate che grappa, musica e gente vi portino altrove.

Piero Pasini (@p_p80 su Twitter) è autore della prima edizione della guida Lonely Planet a Belgrado e la Serbia. Articolo scritto in collaborazione con l'Ente Nazionale del Turismo della Serbia (www.serbia.travel). I collaboratori di Lonely Planet non accettano gratuità in cambio di recensioni positive.