Meraviglie in via di estinzione (e destinazioni alternative per preservarle)

Paesaggio intorno al vulcano Cotopaxi, Via dei Vulcani, Ecuador. ©Andras Jancsik/Getty Images/Flickr RF

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Più di due dozzine di siti patrimonio mondiale dell’umanità sono stati dichiarati a rischio. Ecco un elenco di alternative a questi spettacolari luoghi in pericolo.

Coro, Venezuela 

La città ispanico-coloniale di Coro risale all’inizio del XVI secolo ed è un illustre esempio di architettura coloniale. Magnifici edifici storici, per lo più chiese e residenze di mercanti del XVIII-XIX secolo, costituiscono il cuore della città. Si può notare anche una forte influenza olandese. 

Nel 1993 l’Unesco ha inserito Coro nella lista dei siti a rischio in seguito ai danni causati dalle piogge e dai progetti di sviluppo intensivo. In alternativa visitate il vicino parco nazionale di Los Medanos de Coro e le sue dune di sabbia che raggiungono i 40 m di altezza. 

Monumenti medievali, Kosovo 

Per molto tempo è stato sinonimo di conflitti e distruzione, ma il Kosovo custodisce una ricca eredità architettonica religiosa bizantino-romanica e una storia medievale che molte persone non conoscono. Quattro meravigliosi complessi monumentali, risalenti al XIII e al XIV secolo, Dečani, il patriarcato di Peć, il patriarcato di Gračanica e la Chiesa della Vergine di Ljeviša, costituiscono il Sito dei Monumenti Medievali del Kosovo. 

Questi siti sono stati a lungo in pericolo a causa dell’instabilità politica del paese. La capitale Priština invece è un centro vivace e in continuo divenire– fate un giro per gli animati bar e caffè di questa città dal fiero orgoglio e dallo spirito indipendente. 

Città vecchia, Gerusalemme, Israele 

Veduta della vecchia città di Gerusalemme, Israele ©SJ Travel Photo and Video/Shutterstock

Poche città incarnano la storia dell’umanità come Gerusalemme, importante per ebrei, cristiani e musulmani. I 220 monumenti storici della città vecchia sono stati inseriti nella lista dei siti a rischio dell’Unesco nel 1982. Tra questi vi sono simboli come il Muro Occidentale, la Basilica del Santo Sepolcro e la Cupola della Roccia del VII secolo. 

Una situazione politica instabile, lo sviluppo incontrollato della città e il turismo compromettono la salvaguardia di questi tesori, quindi muovetevi con cautela e prendete in considerazione l’eventualità di far visita al Sergei Courtyard per cercare il Green Culture Centre. Gestito dalla Society for the Protection of Nature (SPN), questo centro propone visite della città che mostrano Gerusalemme sotto una luce diversa e fanno sì che il vostro impatto sia minimo. La filiale israeliana dell’SPN ha più di 50 progetti nella sola Gerusalemme.

Abu Mena, Egitto 

L’innalzamento dell’acqua freatica, lo sviluppo urbano e lo sfruttamento dell’agricoltura minacciano il sito archeologico di Abu Mena, 45 km a sud-ovest di Alessandria. Le conseguenze sono allarmanti. Il terreno argilloso cede a causa dell’acqua in eccesso provocando l’apertura di cavità. Gli edifici in pericolo sono stati puntellati per prevenire ulteriori danni. 

In alternativa, fate una visita nel sottosuolo di Alessandria alle catacombe di Kom el Shoqafa, la necropoli greco-romana più grande d’Egitto. In estate Alessandria viene presa d’assalto dagli egiziani; organizzate il vostro viaggio durante il mite inverno (da dicembre a febbraio) e avrete queste misteriose catacombe tutte per voi. 

Sito archeologico di Chan Chan, Perù 

Pellicani a rilievi trovati nel sito archeologico di Chan Chan, Perù.©Matt Munro/Lonely Planet

Capitale dell’antico impero Chimú, Chan Chan è il più grande insediamento precolombiano delle Americhe. Questa splendida città di fango, costituita da una serie di sontuosi complessi, si sviluppò tra l’850 e il 1470, fino alla conquista dell’impero inca. Nel 1986, l’Unesco ha lanciato un primo allarme, ma il sito deve ancora far fronte a due nemici irriducibili – le disastrose piogge e le inondazioni causate da El Niño e i saccheggi delle rovine. 

Meglio quindi dirigersi a nord e andare alla scoperta delle meraviglie archeologiche dei meno conosciuti siti di Chachapoyas, che vantano tesori come gli splendidi sarcofagi di Karajia. 

Manas National Park, India 

Kaziranga National Park, India. ©Jonathan Stokes/Lonely Planet

Ai piedi dell’Himalaya, questa riserva faunistica è fondamentale per la protezione di alcune tra le specie di animali più a rischio. Tra la foresta tropicale e una pianura alluvionale vivono elefanti, rinoceronti e tigri, e, nel 1992, l’Unesco ha inserito questo parco nella lista dei siti a rischio in seguito a un’invasione di ribelli della tribù bodo. 

I danni furono ingenti e il bracconaggio di rinoceronti è ancora un problema serio. Più dell’85% della popolazione di rinoceronti vive oggi in un’area protetta: il Kaziranga National Park   ad Assam. Fate visita a questo parco per vedere come l’International Rhino Foundation si stia attivando per salvare questa specie. 

Mura, palazzo degli Shirvanshah e torre della vergine, Baku, Azerbaigian 

Per molti Baku è sinonimo di zone industriali depresse e petrolio, ma questa città ha una cultura e una storia decisamente più preziose delle piattaforme petrolifere. Le mura di Baku (XII secolo), cingono un’area già abitata nel paleolitico, e raccontano la storia di diversi insediamenti, tra cui quello arabo, quello persiano e quello ottomano. Tra le attrattive principali vi sono la Torre della Vergine, un bastione simbolo dell’identità nazionale, e l’elaborato Palazzo degli Shirvanshah del XV secolo. 

Questi e altri siti sono inestimabili esempi architettonici, ma sono minacciati dal continuo sviluppo urbanistico e industriale. Il Paesaggio Culturale di Arte Rupestre di Gobustan corre invece meno rischi. Nel semideserto Azerbaigian centrale, più di 6000 iscrizioni rupestri raccontano la storia di un antico insediamento umano. Le iscrizioni rupestri si possono ammirare nell’arco di un’escursione in giornata da Baku.

Isole Galápagos, Ecuador 

Galapagos, Isola Santa Cruz. Ecuador. ©Philip Lee Harvey/Lonely Planet

Le isole appartenenti all’ecosistema più eccezionale del pianeta sono in pericolo. Si trovano a 1000 chilometri dalla costa ecuadoriana, ed è grazie alla posizione remota che le Galápagos vantano una fauna straordinariamente ricca, calamita per orde di turisti. Ed eccoci alla radice del problema. Nel corso degli ultimi 15 anni, gli arrivi sono aumentati del 150%, mettendo a repentaglio questo delicato ecosistema. 

Quindi perché non lasciare le tartarughe ai naturalisti ed esplorare piuttosto l’impressionante Via dei Vulcani sugli altopiani centrali dell’Ecuador? Tra le 11 cime principali di questa spettacolare valle andina spicca il Volcán Cotopaxi (5897 m), uno dei vulcani attivi più alti del mondo.