Viaggio in Laos solcando il Mekong: 5 escursioni da fare

Tramonto sul Mekong, sull'isola Don Khon, Laos. ©Justin Foulkes/Lonely Planet

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Il fiume Mekong è la linfa del Laos. Un fiume che è come un’arteria che attraversa il cuore del paese, mentre i suoi affluenti sono le vene che danno vita al paesaggio e costituiscono le tradizionali vie di comunicazione tra le comunità più remote. Per molti laotiani, il fiume non fa solo parte della vita: è la vita stessa. Cerchiamo quindi di conoscerlo attraverso cinque escursioni che vi lasceranno senza fiato.

Escursioni fluviali

Nel Laos le escursioni fluviali sono un’attività all’aperto molto diffusa, grazie al Mekong che scorre da un capo all’altro del paese e ai suoi tanti affluenti che attraversano la giungla lambendo remoti villaggi. Negli ultimi anni anche il kayak è emerso tra le attività acquatiche, in particolare nelle zone di Luang Prabang, Nong Khiaw e Vang Vieng, i principali centri laotiani per gli sport fluviali.

1. Da Huay Xai a Luang Prabang

Un novizio al tempio Wat Xieng thong, Luang Pra bang, Laos. ©Art65395/Shutterstock

Lungo il Mekong, dal Triangolo d’Oro all’antica capitale reale del Laos passando per Pak Beng.

Per molti turisti questa regione è soltanto un luogo di passaggio tra la Thailandia e Luang Prabang, ma il viaggiatore amante dell’avventura troverà moltissime cose da fare qui. La provincia di Bokeo deve suo il nome – che significa ‘Miniera di Gemme’ – ai giacimenti di zaffiri situati nel distretto di Huay Xai e, nonostante la popolazione ridotta, questa provincia ospita ben 34 gruppi etnici diversi.

La provincia di Sainyabuli è nota per il gran numero di elefanti impiegati come animali da lavoro e negli ultimi anni è stato aperto l’eccellente Elephant Conservation Center appena fuori dal capoluogo. Fatta eccezione per Huay Xai Pak Beng, vi occorrerà un buon frasario in tutte le altre località. La parte occidentale della provincia di Sainyabuli è ancora esclusa dagli itinerari turistici più battuti, e luoghi come lo spettacolare distretto di Khop sono vere e proprie ‘ultime frontiere’, caratterizzate da un complesso insieme di etnie e – a quanto sembra – da un’alta percentuale di foreste intatte.

2. Da Nong Khiaw a Muang Ngoi Neua

Breve ma incantevole tratto fluviale nella sensazionale cornice di un paesaggio carsico.

Nong Khiaw è un paradiso per i viaggiatori, poiché propone alloggi confortevoli, buon cibo e numerose attività avventurose organizzate da operatori esperti. Appollaiata sulla sponda occidentale del Nam Ou (che scorre placido dopo la costruzione della diga a monte), con un ponte vertiginoso e delimitata su entrambi i lati da imponenti rupi calcaree, è sicuramente uno dei luoghi più fotogenici del Laos.

Al crepuscolo l’incantevole spettacolo delle stelle trasforma il cielo blu in una sorta di tela puntinista, sulla quale risalta il profilo dei massicci montuosi lungo il fiume. Che ammiriate questo panorama da uno dei due belvedere della cittadina, il Picco Pha Daeng o la cosiddetta Donna Dormiente, o semplicemente osserviate le straordinarie formazioni carsiche da un punto qualsiasi, resterete comunque a bocca aperta.

3. Si Phan Don

La meraviglia del labirinto dei canali tra le quattromila isole. ©Justin Foulkes/Lonely Planet

Il kayak o la barca sono l’unico mezzo per esplorare le ‘Quattromila Isole’, dove il Mekong si allarga fin a circa 14 chilometri.

Si Phan Don è il luogo in cui il Laos si trasforma nella terra dei mangiatori di loto, un arcipelago di migliaia di isole in cui il pendolo del tempo oscilla più lentamente e i panorami da cartolina diventano la regola anziché l’eccezione.

Qui il Mekong raggiunge una larghezza di 14 chilometri, l’ampiezza massima del suo percorso di 4350 chilometri dall’altopiano tibetano al Mar Cinese Meridionale. Durante la stagione secca, il fiume si ritira lasciando affiorare centinaia (o migliaia, se si contano anche le più piccole lingue di sabbia) di isole e isolette. Perciò il nome della località, che significa letteralmente ‘Quattromila Isole’, non è una esagerazione. Le tre isole più visitate dai viaggiatori stranieri sono Khong, Det e Khon.

4. Tham Kong Lor

In barca tra le grotte di Kong Lor, Laos. ©Vincent Jary/Getty Images

In questo surreale sistema di grotte lungo sette chilometri troverete l’equivalente laotiano del fiume Stige.

La Tham Kong Lor è una delle principali attrattive del Laos centrale, se non di tutto il paese, e la visita a questo straordinario mondo sotterraneo è un autentico viaggio nell’oscurità, con un fiume che scorre per 7,5 chilometri attraversando una grotta calcarea alta come una cattedrale.

Attraversare in barca il sotterraneo paesaggio ultraterreno della Tham Kong Lor è un’esperienza assolutamente da non perdere. Situata nell’Area Nazionale Protetta di Phu Hin Bun (1580 chilometri quadrati), questa grotta percorsa da un fiume si addentra per 7,5 chilometri nelle viscere di un’immensa montagna carsica. Mentre l’imbarcazione procede nella nera oscurità, la vostra immaginazione prenderà il sopravvento e la morsa della paura vi stringerà come se foste protagonisti di un romanzo gotico. Un’esperienza indimenticabile.

5. Vang Vieng

In barca sul fiume Nam Xong a Vang Vieng, Laos. ©kwanchai_k photograph/Getty Images

Nella capitale laotiana del tubing si galleggia sulle acque del Nam Song.

Simile a una scena rurale raffigurata in un antico dipinto su seta, Vang Vieng se ne sta accoccolata sulle sponde del Nam Song (fiume Song), circondata da uno sfondo di pittoresche pareti rocciose e dal verde brillante delle risaie.

Grazie alla decisione del governo laotiano, che nel 2012 ha imposto la chiusura dei ‘rave bar’, le feste all’insegna di alcol e droga si sono ormai spostate in periferia e la cittadina si sta reinventando come paradiso delle attività all’aperto, arricchito dalla presenza di alcune splendide strutture ricettive.

Trascorrete qualche giorno qui lanciandovi nel fiume su una camera d’aria o semplicemente dedicandovi al trekking e vi sentirete immersi nel fascino di uno dei luoghi più belli di tutto il Laos. Vi invitiamo tuttavia a esplorare la zona con cautela e prudenza, dal momento che il fiume e le montagne che circondano Vang Vieng hanno già strappato la vita a troppi visitatori.

Praticamente, tutti i giovani viaggiatori che visitano Vang Vieng prima o poi sperimentano il tubing lungo le acque del Nam Song, scendendo il fiume a bordo di grandi camere d’aria. Il punto di partenza per il tubing si trova 3,5 chilometri a nord della città e, a seconda della velocità e del livello dell’acqua, questa esperienza può rivelarsi un viaggio soporifero tra pareti di roccia calcarea immerse nella giungla o una rapida scivolata lungo la corrente fino a Vang Vieng.

A Vang Vieng il kayak gode di una popolarità paragonabile a quella del tubing. Nella maggior parte dei casi, le uscite comprendono visite alle grotte e ai villaggi, arrampicate (facoltative), tratti in bicicletta e la traversata di alcune rapide, che possono essere più o meno pericolose a seconda della velocità dell’acqua.

Quando andare

Da giugno a ottobre: la stagione delle piogge è il periodo ideale per le attività acquatiche, come il rafting e le escursioni in kayak, dal momento che in questo periodo anche i fiumi minori raggiungono la loro portata massima.