5 cose che farebbe un local a Marrakech

Giardini Majorelle a Marrakech, Marocco ©typhoonski/Getty Images

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Marrakech è un’ebbrezza dei sensi. Dalla Jemaa el-Fna, gremita di musicisti, maghi e venditori, si diramano i vicoli color ocra che portano al dedalo dei souq. Ma sapersi destreggiare tra le possibili trappole per turisti farà la differenza e vi permetterà di godere del fascino più autentico della città.

Nei souq senza perdersi

Il cuore di Marrakech è
 un fermento di gente che vende, compra, carica e scarica. L’importante è sapere dove andare, per poi potervi perdere con maggior sicurezza. Se siete in cerca di spezie dirigetevi a Place Rahba Kedima: qui i marocchini trovano in un colpo solo rimedi naturali per curare vari malanni, pozioni che liberano dai jinn (spiriti) malvagi e fragranti spezie da usare in cucina. 

Criée berbère, con i suoi negozianti cordiali e l’arcobaleno di stoffe appese ovunque, è il luogo perfetto per chi è in cerca di tappeti. Qui un tempo si teneva il mercato degli schiavi, dove si vendevano interi carichi umani trasportati lungo le vie carovaniere. 

Spezie e oggetti in vendita nel Souk di Marrakech, Marocco. ©Gary Yeowell/Getty Images

Uno dei souq più interessanti da esplorare è il Souq Haddadine (Souq dei fabbri), pieno di botteghe in cui risuonano i colpi dei martelli sul metallo. Se pensate di acquistare una di quelle incantevoli lampade traforate che avete visto in giro, probabilmente vi costerà meno comprarla direttamente qui. 

Poco prima di mezzogiorno cercate di trovarvi nel Vicolo del mechoui (agnello a lenta cottura). Indicate il pezzo di carne che più v’ispira e chiedetene un nuss (mezzo chilo) o un rubb (un quarto di chilo) e il cuoco ve lo servirà con pane fresco, cumino, sale e olive.

L'altra faccia della medina

Se pensate che la medina sia un unico immenso bazar, vi sbagliate: fate un giro nella zona di Bab Doukkala per scoprire una parte più tranquilla e più residenziale della città vecchia. 

Passate sotto l’arco a ferro di cavallo e dirigetevi in Rue Bab Doukkala, dove si tiene un brulicante mercato pieno di banchi di pesce fresco, carretti carichi di arance e pezzi di carne appesi ai ganci delle macellerie. Perdetevi nel Derb Dekah, un’estesa rete di vicoli quasi esclusivamente residenziali, con panni stesi alle grate delle finestre, vasi di piante che ravvivano i portoni dipinti e massaie che portano a casa 
la spesa. 

Mani tinte con l'henné, Marrakech, Marocco. ©Emily Marie Wilson/Shutterstock

Concedetevi una pausa all’Henna Cafe, dove potete gustare un sandwich di kefta (polpette di carne), mentre una nquasha (artista dell’henné) vi disegna un tatuaggio sulla mano o sul piede. Con i suoi proventi, il locale sostiene le persone bisognose del quartiere. 

Terminate il vostro giro al Palais dar el-Bacha (Rue Dar el-Bacha), un tempo residenza del temuto pascià di Marrakech Thami el-Glaoui, che fu governatore nel periodo del protettorato francese. Ammirate la grandiosa facciata e immaginate il potente El-Glaoui che la mattina s’intrattiene con Churchill e Eisenhower e il pomeriggio ordina spietate esecuzioni. 

La città nuova

La Ville Nouvelle, offre un quadro completamente diverso della vita culturale di Marrakech e vi farà tornare a casa con una nuova impressione del luogo. Questo quartiere è il fulcro della dinamica scena artistica contemporanea, con gallerie d’arte e vivaci e alla moda, dove una nuova generazione di artisti sta dando mostra di grande talento e originalità. 


Iniziate dal Passage Ghandouri, un vicoletto pieno di piccole gallerie, come la Matisse Art Gallery. Qui hanno esposto le loro opere artisti locali come Aziz Abou Ali e Mahi Binebine. Appena sull’altro lato della strada troverete la Galerie Noir sur Blanc, dove una collezione permanente di talenti marocchini è integrata da mostre temporanee incentrate su artisti locali. Gallery 127  è uno spazio industrial-chic che trovate salendo un grandioso scalone consunto dal tempo. La galleria espone fotografie contemporanee e d’epoca di autori internazionali. 

Ma se l’arte vi fa venire appetito fermatevi alla Pâtisserie Al-Jawda, un’istituzione di Guéliz e una delle migliori della città. Assaggiate i dolci tradizionali marocchini a base di fichi, acqua di fiori d’arancio, miele del deserto e altri ingredienti locali di stagione. 

Gli hammam pubblici

Per sentirvi veramente a casa a Marrakech optate per un hammam pubblico, invece di una struttura privata pensata per i turisti. Procuratevi nei souq un kit con guanto esfoliante e altri accessori per il bagno e recatevi nell’hammam tradizionale più grande della città: l’Hammam Dar el-Bacha che ha un vasto soffitto a cupola con fori d’aerazione a stella. Risale invece al XVII secolo l’Hammam Bab Doukkala, con pavimenti 
in tadelakt riscaldati. 

Jardin Majorelle, il giardino Yves Saint Laurent

I Giardini Majorelle: giardino botanico e museo. Marrakech, Marocco. ©saiko3p/Shutterstock

Questo giardino è uno dei luoghi più quieti della città. Un sentiero a percorso circolare si snoda fra macchie di bambù, palme e cactus e conduce a piccoli stagni sovrastati da un padiglione ornamentale.

Yves Saint Laurent, insieme al compagno Pierre Bergé, acquistò il giardino e la villa nel 1980 con lo scopo di preservare al meglio la visione del proprietario originario, il botanico e pittore paesaggista Jacques Majorelle. Ancora oggi il giardino si presenta come una sorta di miraggio psichedelico in cui crescono 300 specie botaniche provenienti dai cinque continenti. 

All’interno visitate la villa dipinta di un blu elettrico in cui Majorelle aveva allestito il suo studio e che oggi ospita il favoloso Musée Berbère: una vetrina sulla ricca cultura delle popolazioni indigene del Marocco con 600 pezzi tra manufatti in legno e metallo, tessuti e una sala rivestita di specchi che espone una superba collezione di gioielli cesellati, smaltati e in filigrana.