Lower East Side: il quartiere del mese

Lower East Side, senza dubbio © Fotografia di Chiara Ramazzini

Lower East Side, senza dubbio © Fotografia di Chiara Ramazzini

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A sud di Manhattan, dove l'East River si piega a gomito obbligando la Frank Delano Roosevelt a una curva insolita per l'isola a scacchiera, ti aspetta uno degli angoli più suggestivi di New York. Parliamo del Lower East Side. Un tempo era un ghetto malfamato, perfetto per alcune scene di C'era una volta in America. Oggi è un posto pieno di arte, vita e curiosità da scoprire.

Lower East Side: il quartiere del mese

Se capiti nella Big Apple ad aprile, svicola per un attimo dal richiamo irresistibile di ciò che si trova tra la 32th St e Central Park (il meglio della 5th Ave, l'Empire State Building, il Rockfeller Center) e punta verso le atmosfere quasi bohémien di quello che i newyorker chiamano LES.

Laggiù al Lower East Side abbondano ancora le tracce di un passato equivoco. Un tempo il LES era un ghetto di immigrati ebrei e dell'Europa dell'Est, che vivevano ammassati in umidi caseggiati e lavoravano nelle fabbriche vicine. Poi arrivarono i sudamericani, che aggiunsero le loro tradizioni a quelle del quartiere. Ancora oggi le strade sono un po' squallide, anche se punteggiate di ristoranti e caffè alla moda, ma in fondo secoli di degrado non si cancellano con le portate di un menu raffinato. In definitiva, quella che al primo sguardo può sembrare sciatta decadenza si rivela ben presto il vero motivo di fascino del quartiere.

Ora che eleganti condomini e alberghi hanno sostituito le case popolari, e costosi progetti di recupero hanno riportato molti tesori all'antico splendore, il LES è diventato una zona centrale alla moda con alcuni dei migliori locali notturni e ristoranti della città. Il suo mix di vecchio e nuovo è il principale elemento di fascino della zona Per capire che cosa intendiamo, dà un'occhiata al vigoroso Lower East Side Tenement Museum che crea un piacevole contrasto con l'innovativo New Museum of Contemporary Art. Il primo è un suggestivo museo ospitato negli appartamenti restaurati in cui vivevano gli immigrati all'inizio del XX secolo. Il secondo è un surreale e fascinoso edificio formato da una pila alta sette piani di eteree scatole bianche sovrapposte, unica permanente in città dedicata solo all'arte contemporanea.

Quello del LES non è solo un fascino da museo. Per gustare fino in fondo la sua anima bisogna andare in giro per i suoi negozi e soprattutto per i ristoranti. Inizia da un "covo" che farebbe impazzire Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti: paliamo di Bluestockings, una libreria indipendente che ha conservato l'atmosfera trasgressiva dei Seventies. Ci trovi libri su tematiche radicali di ogni tipo, dal sesso al movimento di emancipazione dei neri, e forse anche Woody Allen. Per indossare qualcosa di decisamente adeguato al quartiere, punta su Foley Corinna. Questo negozio di moda vintage con qualche capo prodotto in casa è il sogno di ogni ragazza romantica che non voglia fare concessioni al "zuccheroso".

Abbiamo detto ristoranti. L'offerta non manca, ma per andare dritto al cuore del quartiere il posto perfetto è Yonah Schimmel Knishery, un locale che condivide da decenni la storia del LES. I fondatori hanno iniziato vendendo knish (frittelle ripiene) a Coney Island, poi hanno comprato questo negozio che da 96 anni segue la ricetta originale e usa un montavivande centenario per portare su dal forno a legna in cantina le favolose leccornie. Per mettersi seduti e comodi, invece, il riferimento è Kuma Inn. Un posto frequentatissimo che serve una gamma completa di tapas ispirate ai sapori filippini e thailandesi, come le omelette di ostriche e il salmone alla griglia con fagioli mungo e cipolline sottaceto. Che c'entra un posto così con le radici europee ed ebraiche del quartiere? Poco, ma è perfettamente inserito nello spirito del melting pot di NYC.