Lima, un mondo dentro la città

Alex Bellini in un momento del suo viaggio

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Alex Bellini è un esploratore, viaggiatore instacabile e avventuriero noto per le sue imprese estreme (tra cui le traversate oceaniche a remi, in solitaria e in completa autonomia). Qui ci racconta la sua Lima, di ritorno da un altro grande viaggio in Perù.

Tutto in un viaggio

Atterrare a Lima è un viaggio nel viaggio. Uno scontro violento con un muro di contraddizioni. Insomma, non un posto per i deboli di cuore. È marzo, e un soffio di aria calda racconta una delle verità del luogo: il clima è inebriante e stordente, proprio come l’incontro con la città. Un clima strano quello di Lima, umido e tropicale ma con improvvise brezze quasi fredde. L'umidità entra nella pelle e si comincia subito ad adattarsi all'unicità del paesaggio. Non si tratta di una cartolina. È troppo onesto per esserlo. Non si tratta di una favola o una storia per bambini. È troppo complesso. Non ci sono solo i grandi musei, numerosissimi, il centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità… E il centro storico di Lima è piccolo, in una città sconfinata. Qui c'è l’eredità Inca, un popolo meticcio ma diviso in una città in cui la ricchezza si misura in metri di altezza dei palazzi. Si nota sin dall’arrivo, fin dal percorso che conduce al centro, passando dalla miseria dei barrios al lusso attraverso tutte le fasi intermedie.

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Lima ha contrasti. È il deserto e il mare, le strade affollate e l'orizzonte che si estende oltre l'acqua; gli aromi di grigliate di carne e frutti di mare; il sapore di un pisco-sour (cocktail peruviano per eccellenza a base di pisco, succo di limone e albume d’uovo) e la musica; i colori vivaci delle case e la nuvola di polvere che avvolge la città. Un carnevale frammentato e brusco senza vie d’uscita. Eppure, è facile nascondersi in uno dei tanti strati di questo ecosistema umano. Gli edifici alti con vista sull'oceano si ergono come una moderna agorà che svetta in cima a una montagna arida, una muraglia che rompe la connessione archetipica tra uomo e onde. Giù, vicino all'acqua, resort lussuosi si appoggiano vicino alle spiagge pubbliche, distese sassose dove i cittadini si incontrano in una gioiosa celebrazione della vastità romantica del Pacifico, il quale risponde con una musica ipnotica, un fruscio amplificato dai sassi. Vie con cancelli e guardie private sono un ricordo costante dell’ineguaglianza e della stratificazione sociale, la spina dorsale dell’esperienza urbana che culmina nei barrios che trasformano il deserto di notte in una distesa di luci.

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Qui vi sono persone di ogni continente, e in questa pletora c’è qualcosa di ognuno di noi. Nei barrios considerati pericolosi, basta addentrarsi con qualcuno del luogo, non da meri turisti, per scoprire gli stessi desideri, tradizioni antiche… E capire che un bambino che sogna assomiglia a te da piccolo.   Tutta questa complessità è Lima, come se in una sola città vi fosse l’Occidente, con i suoi capricci, e la saggezza contadina con i suoi risparmi e fatiche, ma ridotta a ridosso di una città. La vigilanza è ovunque, muri spinati e camere di sicurezza, e non è chiaro se l'intenzione sia chiudere fuori qualcuno o chiudere dentro qualcun altro. Milioni di persone raccolte, non condividono origini, tradizioni, lussi, ma un’autentica identità peruviana. Forse uniti dalla stessa aria umida bizzosa, dagli odori, dai colori, dalla grande socialità, dall’amore per una delle gastronomie migliori del mondo.   

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Nella cucina più povera e tradizionale, gli ingredienti più utilizzati sono ideali per un vegano come me: uno è il choclo. Un tipo di mais dal quale ricavano una polenta bianca condita con una salsa di peperoni e verdure grigliate. Altro le papas amargas, patate autoctone con le quali fanno anche il Locro. Se nel centro un vegano non trova nulla di adatto, il resto del paese è praticamente “vegano” di fatto.   Lima è un luogo per esploratori veri. Percorrere le differenze che rendono la città unica richiede un occhio attento, una mente aperta e una voglia autentica di spingersi oltre quello che si conosce. Mai come in questo luogo ci si rende conto che i tesori si trovano spesso al di fuori del sentiero battuto. Muovendosi con buonsenso rispettando la cultura locale, Lima offre delle sorprese che valgono il prezzo del biglietto di andata e di ritorno. Eccone alcune.   

1. Un Popolo Curioso  

Spesso quando si viaggia ci si trova a pretendere di essere accolti a braccia aperte. Ci si lamenta quando questo non succede, quando le persone non ci sorridono in albergo o per le strade, quando si ha l’impressione di essere il terzo incomodo. Certamente, si tratta di dinamiche complesse e spesso problematiche: vogliamo essere serviti e riveriti? Siamo pronti a integrarci il più possibile senza essere cafoni? Fortunatamente, gli abitanti di Lima rendono tutto più semplice grazie alla loro curiosità genuina e una gentilezza nobile che ispira rispetto. Un popolo fiero con radici che superano il nazionalismo e si intrecciano in un passato antico come l’uomo tessendo una storia di dolore e violenza ma anche invenzioni stupefacenti e una conoscenza assoluta del territorio.     

2. Prendi L’Onda  

Lima è una delle capitali mondiali del surf. Si possono incontrare onde alte anche otto metri. Ragazzi e ragazze locali, alcuni giovanissimi, professionisti e curiosi da tutto il mondo si ritrovano sulle spiagge, si lanciano senza paura con le loro tavole, pronti e via! Vederli ha un qualcosa di ipnotico, uno sport legato a doppio filo con la capacità di essere tutt’uno con il mare. Quando si pensa a Lima, il surf è davvero l’ultima cosa che viene in mente. Eppure, dopo la prima passeggiata sul bellissimo lungomare, assistere alle gesta atletiche dei maghi della tavola peruviani diventa un piacevole rito da ripetere regolarmente.   

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3. Umido, Secco… e Colorato!   

Nonostante il caldo di Lima sia umido, il centro urbano soffre di grandi problemi di carenza di acqua. Circondata dal deserto, il primo paesaggio che si incontra atterrando in aeroporto, la città offre angoli di un verde splendido, il risultato di un duro lavoro di manutenzione. Questo verde è davvero stupefacente, ma la sorpresa più grande sono i colori delle case dei quartieri come Barranco: un tripudio di tonalità in una città nel deserto, una sorpresa inaspettata che racconta di un popolo dalla forza interiore ricca e solare. Questo antico quartiere è un angolo bohemienne di artisti, disegnatori con una verve unica.  

4. Il Segno Degli Sciamani  

Il barrio è una delle sorprese più grandi di Lima. Attraversandolo, si incontrano rovine di civiltà antiche, simboli religiosi cristiani e memorie di riti pagani, come quelli degli sciamani peruviani, che da più di 3.000 anni usano il cactus de San Pedro per raggiungere uno status di trans profondo. Alcuni sostengo questo cactus sia la pianta magica più antica del Sudamerica! Simile all’ayahuasca, questa mescalina naturale ha una lunga tradizione nella medicina peruviana e ha riconosciute capacità curative. Ma non solo, da mille anni si utilizza per facilitare l’esplorazione psichica.    

5. Case A Metà e Cani Senza Pelo  

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Le case a metà e i cani senza pelo, non hanno molto in comune, ma sono ugualmente interessanti. La città è piena di case che paiono diroccate o lasciate a se stesse. In realtà, si tratta di un modo per risparmiare tasse sulla casa - le case non finite non pagano tasse. Molti non avrebbero la possibilità di pagare dazi, per cui trovano sistemi di vita per i quali, pur sembrando diroccate, le case siano un riparo ma facciano anche circolare la brezza limitando gli effetti dell’umidità. I cani senza pelo peruviani: eleganti, impressionanti, selvatici, sciacalli del deserto, sono ovunque. C’è chi dice che i primi ad arrivare qui furono gli egizi e che portarono questi animali, forse i più simili che esistano al il dio Anubi: in effetti… Ci assomigliano.