Capitali costruite a tavolino: la top 10 di Best in Travel 2013

Astana, edilizia a briglia sciolta © Fotografia di Frederic Santelli

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Perché accontentarsi di capitali vecchie di secoli quando se ne possono scoprire nuove o ancora in costruzione in giro per il mondo? Ecco dieci città da scoprire non solo perché hanno un ruolo strategico, ma anche perché spesso sono un interessante esempio di che cosa può fare la mente umana se lasciata a briglia sciolta.

Astana, Kazakistan, 1997

Avamposto solitario devastato da venti gelidi, nel 1994 la cittadina di provincia di Akmola non era la favorita dei pronostici per diventare la capitale del Kazakhstan da poco indipendente. Tuttavia, la minaccia di terremoti e una generale mancanza di spazio portarono l'originale capitale Almaty a perdere la sua corona. Il presidente e molti altri fecero le valigie per spostarsi ad Akmola, subito ribattezzata 'Astana' (che significa 'Capitale'), una città alla Blade Runner in mezzo al nulla.

Brasilia, Brasile, 1960

L'idea di costituire un capitale più vicino al centro del Brasile è un sogno dell'Ottocento, ma è diventato realtà solo a metà del Novecento, quando è iniziata la costruzione di Brasilia. La città divenne presto un banco di prova per l'architettura modernista - laghi artificiali, parchi e autostrade sono stati progettati secondo i criteri di una città modello. A molti Brasilia non piace, altri la elogiano dicendo che vista dall'alto sembra un enorme aereo. Il Santuario di Don Bosco è un gioiello architettonico - una chiesa moderna illuminata da vetrate blu.

Washington DC, Stati Uniti, 1790

Anche se ben più vecchia di altre capitali nate a tavolino, Washington DC è nata allo stesso modo. Sorta in un lembo di terra non appartenente ad alcuno stato, oggi noto come District of Columbia, la città è stata costruita nella speranza che sfuggisse alla litigiosità tra nord e sud - e la sua ubicazione fu scelta da George Washington in persona. Da allora, le fortune della capitale hanno rispecchiato quelle degli Stati Uniti - è stata attaccata dagli inglesi all'inizio dell'Ottocento e da Al Qaeda nel Nuovo Millennio, le sue strade sono state anche il campo di battaglia del movimento per i diritti civili e delle dimostrazioni anti guerra del Vietnam, come sa bene Forrest Gump.

Abuja, Nigeria, 1991

Con tensioni etniche e religiose che minacciano di lacerare il paese, Abuja è stata voluta come una via di mezzo neutrale al centro della Nigeria, al posto della quasi mostruosa e sovrappopolata Lagos, sulla costa meridionale. Venti anni dopo, Abuja non ha risolto il complesso di inferiorità con il suo predecessore - ha meno di un decimo della popolazione di Lagos e una frazione del suo peso commerciale. Ha cercato di compensare con la costruzione di una serie di strutture grandiose - ma niente è impressionante quanto Aso Rock, l'enorme monolite che domina la città.

Nay Pyi Taw, Myanmar, 2005

La capitale del Myanmar è uscita dal cilindro in circostanze particolari pochi anni fa e si trova in un angolo remoto del paese. Per molti versi è ancora un mistero - per gli occhi ingenui è una città bizzarra con strade a sei corsie, statue ciclopiche e palazzi voluti dalla giunta militare che regge il paese. Qualcuno dice che alla costruzione abbia partecipato l'astrologo personale del generale Than Shwe. È poco visitata dagli stranieri. Chi ci è stato racconta l'enormità delle proporzioni e delle strade singolarmente vuote.

Islamabad, Pakistan, 1967

Costruita per celebrare l'indipendenza del Pakistan, Islamabad divenne la capitale quando si valutò che Karachi fosse troppo vulnerabile agli attacchi dal mare. A distanza di cinquant'anni i viaggiatori non mostrano particolare interesse per la città, ma lo sviluppo urbanistico continua imperterrito. A dominare lo skyline è la Moschea Shah Faisal - un dono dell'Arabia Saudita progettato secondo lo stile di una tenda beduina. Secondo una leggenda urbana, la CIA crede che i suoi minareti siano missili.

Canberra, Australia, 1913

Tra i due litiganti il terzo gode: con Melbourne e Sydney a contendersi il titolo di capitale australiana, Canberra è riuscita a imporsi. I lavori di costruzione sono cominciati nel 1913 e all'inizio si parlò in modo poco lusinghiero di "sei borghi in cerca di una città" e di "un cimitero con le luci". Oggi Canberra ha un fascino tranquillo fatto di palazzi istituzionali e musei disposti intorno al lago Burley Griffin, un invaso artificiale scavato nel 1960.

New Delhi, India, 1911

New Delhi riesce a essere simultaneamente una nuova capitale e una città molto vecchia. Nel momento in cui l'impero britannico si concentrava sulla sua capitale Calcutta, Delhi era già una veterana - era stata la sede di sette antiche città e aveva dominato su ampie porzioni del subcontinente indiano. Questo non ha impedito agli inglesi di edificare una nuova area urbana, New Delhi, con ampi viali tracciati intorno ai siti antichi, che è ancora oggi la città che guida il paese.

Belmopan, Belize, 1970

L'uragano Hattie distrusse completamente Belize City nel 1961. Le autorità dell'Honduras Britannico - con questo nome era noto il Belize, ultimo possedimento della Gran Bretagna in Nord America, indipendente dal 1981 - saggiamente decisero di fare le valigie e spostare la loro capitale all'interno, a distanza di sicurezza dalle devastazioni del Mar dei Caraibi. Pur essendo inizialmente accolta con incredulità da parte della comunità internazionale, a poco a poco Belmopan è riuscita a consolidarsi. Pochi visitatori arrivano qui, ma tra loro c'è stato pur sempre il principe Harry, che si è lanciato in una goliardata a un party qualche tempo fa.

Ramciel, Sudan meridionale, 2016?

Qual è la prima cosa che faresti se ti trovassi a capo del paese più giovane del mondo? Probabilmente, costruiresti la capitale più recente del mondo. Questa è la risposta che si è dato il governo del Sudan meridionale quando ha deciso di spostare gli uffici dalla capitale Juba, troppo vicino all'Uganda, a quell'enorme cantiere che oggi è Ramciel, nelle praterie centrali del paese. La decisione è stata molto criticata: c'è chi dice che i soldi sarebbero stati spesi meglio altrove, anche in considerazione dell'elevata povertà del paese.