Kairouan e le sue sorelle. Viaggio nelle capitali culturali dell'Islam

Kairouan, la città vecchia - fotografia di Giorgio Gnemmi

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Istituito nel 2006 e ricevuto per la prima volta da Aleppo, il riconoscimento di capitale culturale dell'islam è stato assegnato nel 2009 a Kairouan. Nella città tunisina che ospita la più antica moschea dell'africa settentrionale la festa è iniziata alla grande il 13 febbraio. Per prepararci, abbiamo fatto un salto nelle altre due città africane capitali nel 2007 e nel 2008. Parliamo di Casablanca e Algeri, metropoli a volte difficili ma con una gran voglia di essere rappresentanti di un mondo arabo aperto al dialogo.

Kairouan e le sue sorelle. Viaggio nelle capitali culturali dell'Islam

KAIROUAN, CAPITALE DELL'ISLAM NEL 2009
Lontana anni luce dal turismo un po' industriale della costa e avvolta tutto l'anno da una luce capace di stregare chiunque, non solo grandi pittori come Paul Klee, Kairouan è l'ombelico dell'Islam in Africa.

Fondata nel 670 d.C., pochi decenni dopo l'Egira (622 d.C.), la città tunisina conserva meravigliose vestigia del suo passato, sancite dall'UNESCO tra i patrimoni dell'Umanità. Quarta città santa dei musulmani, dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme, nel 2009 sarà anche anche la capitale culturale del mondo islamico.

Le celebrazioni sono partite il 13 febbraio e per l'occasione l'antica capitale degli Aghlabiti è stata oggetto di notevoli interventi di recupero, come il restauro della Grande Moschea, il più antico luogo di culto islamico del Nord Africa.

Se passi da Kairouan, lascia che i tuoi passi si perdano nell'intrico della medina, dove spiccano sontuose ed elaborate porte, arcate e imposte di color blu e verde brillante. Puoi girare ore ed ore senza incontrare nemmeno uno degli stereotipati negozi di souvenir del Maghreb. Se invece cerchi un ricordo capace di sfidare il tempo, lasciati tentare da uno dei molti venditori di tappeti. Kairouan è la capitale tunisina di questa antica forma di artigianato berbero. Non sarai obbligato a comprare e potrai trascorrere intere giornate sorseggiando tè e osservando l'impareggiabile arte della contrattazione dei mercanti locali.
» Dove: Kairouan, Tunisia

2008: ALESSANDRIA, L'INIZIO DELLA RINASCITA?
Al-Iskendariyya, o più facilmente Alessandria, è una città leggendaria. Fondata niente meno che da Alessandro il Macedone, fu capitale dell'impero sotto Cleopatra, ospitò il celebre Faro, una delle sette meraviglie del mondo antico, e la sua famosissima biblioteca era l'archivio inestimabile dell'età ellenistica. La sua decadenza, che iniziò inesorabile nei primi secoli dell'era volgare, divenne pressoché assoluta con l'avvento dell'Islam. Quando i musulmani invasero l'Egitto, spostarono la capitale al Cairo, condannando la città a secoli di oblio.

In modo paradossale, la ripresa venne con Napoleone, che quando invase l'Egitto nel 1798 capì subito l'importanza strategica del porto naturale di Alessandria. E si può dire che la città conservi ancora oggi un che di francese, soprattutto nel suo splendido lungomare. In realtà la condizione che meglio rappresenta lo spirito dell'Alessandria di oggi è quella dell'attesa. Dopo i fasti cosmopoliti degli anni successivi alla seconda guerra mondiale, da queste parti tutti aspettano di tornare al centro della vita culturale e commerciale. Forse è per questo che l'Islam ha in qualche modo espiato la sua antica colpa designando la città del macedone come capitale culturale musulmana del 2008. Teniamo gli occhi puntanti: i prossimi anni potrebbero riservare piacevoli sorprese, come l'annunciata creazione, con il patrocinio dell'UNESCO, del primo museo subacqueo del mondo.

Uno dei momenti migliori dell'anno per gustare l'atmosfera sognante della città è tra marzo e aprile, quando si celebra il Sham an-Nessim, una festa copta molto sentita da queste parti che secondo alcuni avrebbe origini nell'Egitto dei faraoni. Se invece vuoi tornare alla mitica Alessandria immortalata da poeti come Ungaretti e Kavafis, leggi qualche pagina di Miramar di Nagib Mahfuz seduto al vento del lungomare.
» Dove: Alessandria

2007: ALGERI, IL FASCINO SOFFERTO DELLA "BLANCHE"
I francesi la chiamavano "la blanche", la bianca, per le sue case imbiancate a calce che si affacciano sul Mediterraneo contornate da colline e terre coltivate. Per l'animazione delle sue strade e dei vicoli, la capitale algerina sarebbe una meta a dir poco entusiasmante. Lo sarebbe, appunto, se le tensioni che da decenni martoriano i suoi vecchi e gloriosi quartieri trovassero finalmente una soluzione pacifica.

Nel 2007, quando fu designata come capitale culturale del mondo islamico, sembrava che per Algeri il momento peggiore fosse passato. Poi però le spinte eversive dell'integralismo tornarono a farsi sentire, come un cancro nascosto sotto la pelle. E furono le bombe di quell'aprile a fermare per un istante il frastuono caotico e vitale della città, gettando le sue strade in un clima cupo simile a quello descritto da Gillo Pontecorvo nel suo film del 1962. Con la differenza che, a quell'epoca, il popolo algerino lottava per la libertà.

A dispetto di tutto questo, Algeri conserva buona parte del suo fascino e del suo mistero e la sua esistenza, nonostante le difficoltà, è un invito alla tolleranza. Dopo un succulento pasto di pesce in uno dei suoi deliziosi ristoranti, come la Brasserie des Facultés sul lungomare, o una visita alla sua Casbah, inserita dall'UNESCO tra i luoghi patrimonio dell'umanità, non si può fare a meno di pensare: "Accidenti, Algeri è troppo bella per essere deturpata dalla violenza".
» Dove: Algeri