Scuola di vita: perché il viaggio è il miglior maestro

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Il viaggio ha un grande potere: apre la mente, aiuta a comprendere meglio il mondo e a sviluppare empatia verso culture diverse. Viaggiamo con i nostri bambini perché crediamo che queste esperienze non solo li aiuteranno a migliorare certe abilità sociali, ma saranno la chiave che li aiuterà a diventare degli ottimi cittadini globali. C’è dell’altro. Vi siete mai fermati a pensare alle tante abilità che imparano mentre esplorano il mondo? Ecco otto esempi di come il viaggio sia il miglior maestro per i nostri figli.

Prima lezione: delle priorità e dell'arte del bagaglio

A volte è difficile stabilire cosa sia necessario e cosa superfluo. Avere fin da piccoli la responsabilità del proprio bagaglio insegna a capire di cosa si può far a meno, viaggio dopo viaggio. Il grande vantaggio è che una volta appresa questa abilità si potrà poi applicare alla borsa per la scuola, lo zainetto per dormire fuori e lo zaino per un viaggio di qualche giorno.  Un altro vantaggio non secondario è che a risparmiare tempo saranno soprattutto gli adulti.

Consiglio: evitate che oggetti essenziali per il viaggio spariscano dalla lista preparata dai bambini sedendovi accanto a loro mentre la preparano, scrivendola o disegnandola. Giocate di anticipo e date a tutta la famiglia il tempo sufficiente per mettere insieme gli oggetti della lista. Fatelo in fretta o all’ultimo momento e metterete a rischio il piacere del viaggio. 

Seconda lezione: arrivare da A a B senza tecnologia

Tra navigatori satellitari e impegni quotidiani spesso non si ha il tempo o l’occasione di insegnare ai bambini a leggere le mappe. Un viaggio può essere una grande opportunità per aiutarli a sviluppare il senso dell’orientamento, la capacità di osservare e capire l’ambiente (Cosa significa quel segnale stradale? Quello laggiù è un parcheggio?) e quella di interpretare segni e legende.

Una volta tornati, queste nuove capacità potrebbero anche regalare nuova vita ai vostri vecchi e malandati atlanti stradali mettendo per un po’ a riposo gli apparecchi elettronici.

Consiglio: iniziate assegnando ai bambini l’incarico di portarvi in un posto a poche centinaia di metri e ricordate che prendere la strada sbagliata è la miglior lezione in questo caso. 

Terza lezione: imparare a contrattare

Capire perché si mercanteggia e che questo succede di più in alcuni posti che non in altri; sapere come farlo con successo e in modo rispettoso. Diciamolo, tutti conosciamo adulti che non hanno mai imparato a farlo, quindi è meglio iniziare a parlarne prima di partire per un nuovo viaggio. 

Questo tipo di negoziazione è importante perché affina la diplomazia e l’empatia culturale e dà alcune prime nozioni di economia. Non dimentichiamo che essere capaci di ottenere quel che si desidera senza che gli altri si sentano truffati è un’abilità molto utile nella vita. 

Consiglio: giocate a 'contrattare'. Assegnate dei personaggi, indossate la vostra miglior faccia da poker e qualche abito che aiuti a entrare nel ruolo. Poi provate a portarli in un mercato vero: non è detto che la loro buffa inesperienza non giochi a vostro favore in qualche acquisto.

Quarta lezione: il denaro è importante

Qual è il modo migliore di dimostrare nella vita di tutti i giorni l’importanza delle lezioni di matematica a scuola se non imparare a usare e capire una valuta straniera? Cambiare il denaro aiuta a capire il valore che viene attribuito alle cose e ti mette alla prova con le tabelline. E poi utilizzare monete e banconote diverse da quelle a cui si è abituati li aiuterà a maneggiare meglio il denaro a casa.

Consiglio: mentre siete in viaggio continuate a dare la solita paghetta, ma convertitela in moneta locale. Lasciate che i bambini più grandi capiscano da soli cosa possono comprare mentre i più piccoli potranno giocare con le nuove monetine.

Quinta lezione: imparare le lingue

Un altro modo per mostrare ai bambini l’importanza di quel che si è imparato a scuola è portarli in un paese in cui si parli un’altra lingua. Appena arrivati i bambini non ci metteranno molto a capire che saper comunicare nella lingua del posto rende la vita molto più facile. Può essere sufficiente imparare a dire ‘ciao’, ‘per favore’ e ‘grazie’.

Se le lingue non sono il vostro forte, i bambini potranno osservare cosa succede quando la comunicazione verbale non funziona e impareranno a usare i segni e il linguaggio del corpo per superare queste barriere. 

Consiglio: un mese prima della partenza iniziate a insegnare ai vostri bambini alcune frasi essenziali – tipo ‘ciao, quattro gelati per favore’ – e poi lasciate che facciano pratica sul posto.

Sesta lezione: gustare la differenza

La maggior parte delle persone concorda nel dire che apprezzare il cibo e i momenti conviviali insegna un approccio salutare e bilanciato alla vita. Viaggiando esploriamo nuovi gusti, scopriamo cucine diverse e impariamo come in altre culture si condivide il momento dei pasti.  Poi si torna a casa e ci si ritrova a passare più tempo insieme attorno a un tavolo, ricreando i sapori sperimentati durante il viaggio. 

I bambini imparano non solo a superare i propri pregiudizi provando cose nuove, ma anche che le vecchie abitudini si possono cambiare facilmente e il viaggio può ispirare molti cambiamenti. 

Consiglio: preparate il vostro piccolo schizzinoso, spiegategli quali cibi durante il viaggio saranno diversi dal solito e quali no. Mettetevi d’accordo su una regola da rispettare: ogni giorno va provata almeno una nuova cosa. 

 

Settima lezione: nessun rimpianto

Un'abilita fondamentale? Prendere una decisione e imparare ad accettare che era quella giusta nel momento in cui si è presa, anche se col senno di poi dovesse rivelarsi sbagliata. Viaggiando si fa questo esercizio continuamente: ci sono i consigli e le raccomandazioni, dopodiché si discute, si prende una decisione e la si mette in pratica.

I bambini imparano dagli esempi, così osservare gli adulti che approcciano le decisioni valutandone i rischi e preparandosi anche a dove uscire dal convenzionale è una grande lezione. È così che iniziano ad analizzare i piccoli problemi quotidiani, come 'con chi giocare' o 'quando fare i compiti'. 

Consiglio: assegnate ai bambini una piccola parte dell’itinerario su cui fare delle ricerche e poi chiedete loro di dare i propri consigli e suggerimenti insieme ai pro e ai contro.

Ottava lezione: sopravvivere alla noia

L'esplorazione di posti sconosciuti in genere va a braccetto con lunghi intervalli di tempo passati fra attese e trasferimenti. Più viaggiano, più i bambini imparano come gestire la noia quando sono fuori casa. Si può insegnare a farlo dando l’esempio (cosa fate di solito voi durante i lunghi viaggi?) e facendoli partecipare a conversazioni che spesso nascono da sole in queste occasioni. Prima che ve ne accorgiate vi ritroverete davanti a dei bambini capaci di ripetervi il mantra 'la noia è solo nella tua testa' .

Consiglio: stilate insieme una classifica di famiglia con 10 modi per passare il tempo senza musica, libri o tecnologia. Penna e carta sono ammessi.