Giordania: viaggio nel Medio Oriente più accogliente

Giordania, pausa nel Wadi Rum © Fotografia di Simone Tramonte

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La sua splendida regina Rania è un simbolo di solidarietà internazionale, ma è soprattutto il suo popolo a fare della Giordania uno dei paesi più ospitali del mondo. In quale altro posto ti può capitare che perfetti sconosciuti ti invitino a casa per una tazza di tè? Un aspetto da non dimenticare se sceglierai questo paese come prossima meta, importante quanto grandi attrattive come Jerash, Madaba e Petra. In questo articolo, alcune delle migliori esperienze nel paese, vissute spesso e volentieri lontano dalle rotte più battute.

Giordania: viaggio nel Medio Oriente più accogliente

PETRA D'INVERNO
Un recente sondaggio della fondazione New 7 Wonders l'ha inserita tra le nuove Sette meraviglie del mondo e Petra gode infatti di enorme popolarità. Il periodo migliore per visitarla è l'inverno, per evitare la folla dell'alta stagione. Così facendo, potrai passeggiare nel Siq accompagnato da un unico suono, l'eco della carrozzella trainata dai cavalli. Questo è anche il periodo giusto per scattare fotografie senza turisti.

Altri vantaggi pratici? Non dover portare una grossa scorta d'acqua e camminare fino al Monastero e all'Altura del Sacrificio senza essere arsi dal sole. Ancora un consiglio: i tramonti qui sono celebri, ma lo scorcio migliore è offerto dalla strada principale a sud di Wadi Musa. Il sole accende le rocce di un rosso brillante, mentre affonda lentamente dietro le montagne nel Wadi Araba.

TRA I CASTELLI DEL DESERTO
Nelle piane ghiaiose della Giordania orientale sorgono i fantastici castelli del deserto. Queste strutture del primo periodo omayyade, annoverate tra gli edifici più antichi dell'arte islamica, sono proprio ciò che non ti aspetti di trovare in un ambiente così desolato. La vista di questa remota zona orientale richiede un minimo di programmazione, ma si tratta di una regione estremamente appagante per i viaggiatori indipendenti.

I quattro castelli più importanti possono essere visitati anche in un solo giorno, abbinando tratti in minibus e in autostop. Tieni presente che soltanto i castelli di Hallabat e Azraq sono direttamente raggiungibili con i mezzi pubblici. La soluzione di gran lunga migliore è noleggiare un automobile e muoversi in autonomia. Se la vastità del deserto orientale ti intimorisse, puoi partecipare a un'escursione organizzata con partenza da Amman.

SE AMMAN TI PRENDE PER LA GOLA
Amman è priva delle monumentali architetture islamiche tipiche di altre capitali mediorientali, ma non faticherai molto a trovare qualche gustoso riferimento al mondo arabo. Le vie della capitale sono piene di ristoranti tipici, che offrono specialità della regione come shish kebab, hummus, felafel e qualche dolce particolarmente sciropposo.

La nostra scelta? Punta dritto sull'Hashem Restaurant (Al-Amir Mohammed St), nel cuore di Amman, ormai una leggenda. Il commento di un nostro lettore: "Nient'altro che pane, hummus, ful e felafel, ma tutto è fresco e vergognosamente economico".

JERASH, UNA STRADA QUASI... OBBLIGATA
Non è un mistero, la Giordania vanta alcuni dei siti archeologici più suggestivi del pianeta. Passeggiare nella strada colonnata di Jerash è la classica esperienza che tutti vogliono fare e che non lascia nessuno deluso. Questo è il modo migliore per farsi stregare dall'incanto della città romana e immaginare quale fosse il suo fasto tra il I e il II secolo dell'era volgare, quando Jerash brulicava di mercanti, guardie e gladiatori. I solchi delle ruote dei carri sono ancora visibili nel selciato della pietra calcarea.

UN TÈ NEL DESERTO
Inutile far finta di non sentire il suo richiamo. Il Wadi Rum, dal 2011 Patrimonio dell'Umanità per l'UNESCO, è una delle principali attrattive del viaggio e un'esperienza in Giordania non può dirsi completa se non lo si visita. Il consiglio e di effettuare il circuito Wadi Rum 1, quello meno battuto dai turisti. L'avventura culmina con un rito spontaneo e irrinunciabile: bere un tè in tenda con i beduini. Con un'unica accortezza: non scattare fotografie senza chiedere il permesso. I beduini sono esseri umani, non soggetti fotografici.

NEL REGNO DELLO STAMBECCO NUBIANO
Questa splendida riserva situata a un'altitudine che varia da 900 a 400 metri sul livello del mare non è solo un'area di riproduzione in cattività dello stambecco nubiano. Protegge anche un'enorme varietà di piante, uccelli e mammiferi, compreso il lupo nubiano. Una delle escursioni più suggestive è il Sentiero dello stambecco: aperto tutto l'anno, si percorre con un'escursione guidata di mezza giornata e sale fino al recinto degli stambecchi nubiani costeggiando un crinale che offre splendide vedute sul Mar Morto.

La riserva non è servita da mezzi di trasporto pubblico, perciò dovrai noleggiare un'automobile o prendere un taxi da Amman (125 km), dai resort del Mar Morto, da Madaba o da Karak. Si tratta comunque di un'esperienza da non perdere: l'eredità ecologica del paese si trova qui, minacciata dalla creazione di una diga che potrebbe alterare il fragile equilibrio dell'ecosistema.

AQABA, AL MARE CON I GIORDANI
Gli opuscoli pubblicitari di Aqaba potrebbero farti credere che questa città sul Mar Rosso abbia raggiunto lo status di paradiso balneare o di immenso resort turistico. In realtà, per trovare spiagge orlate di palme e fan dello sci d'acqua fasciati da costumi alla moda bisogna andare sulle darsene private dei grandi alberghi. Il Mövenpick Resort Hotel, per esempio, chiede circa JD20 al giorno (20 euro) per l'accesso alla spiaggia linda, a tre piscine e a una sauna con idromassaggio. Se non sei venuto qui in cerca di emozioni da dépliant, ma per uno sguardo alla vita vera, punta sulla principale spiaggia pubblica di Aqaba, la striscia di sabbia che va dai moli della marina militare al castello.

Il mare non sarà strepitoso, ma lo scorcio della società giordana sì: vedrai ragazzi che camminano a grandi falcate indossando lucide scarpe di cuoio, giovani donne sedute contegnosamente su una varietà di portantine, persone che fanno il bagno quasi vestite. Il tutto avvolto da un'atmosfera perfettamente rilassata e indolente, molto diversa dallo slancio di furore che forse ti avrà portato fino a qui. Quello di Lawrence d'Arabia (o meglio, di Peter O'Toole nel celebre film) che incita i suoi beduini al grido "Aqaba! Aqaba!"