Gerusalemme, dall'alba al tramonto

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Il racconto di tre giorni tra le meraviglie della Città Vecchia e le sorprese di una meta unica al mondo.

Città Vecchia

Raggiungiamo Gerusalemme a bordo di uno sherut, l’efficiente ed economico taxi collettivo che in meno di un'ora collega la città con l'aeroporto di Tel Aviv. È l’alba, è ancora estate. Siamo a 800 metri sul livello del mare e ci facciamo sorprendere dall’escursione termica. Fa fresco ma è impossibile resistere alla tentazione di veder sorgere il sole sulla città vecchia quando i vicoli sono deserti e la luce incendia la pietra calcarea degli edifici, antichi e nuovi. Entriamo dalla Porta di Damasco e comincia la visita di quello che, mai come in questo caso, è lecito chiamare museo a cielo aperto. È qui che si custodiscono, oltre al resto, i tre tesori sacri alle grandi religioni monoteiste: per i cristiani è la Basilica del Santo Sepolcro a esercitare un richiamo su milioni di pellegrini da 16 secoli. Ma la meta più formidabile per i viaggiatori (praticanti o no), sia per gli ebrei che per i musulmani è il Monte del Tempio (o Al Haram ash Sharif). Icona della città, la Cupola della Roccia (o Nobile Santuario), domina la spianata delle moschee, stagliandosi contro il cielo e trasmettendo forti emozioni anche al più laico dei visitatori. Per i musulmani è qui che Maometto è salito al cielo; ma sempre qui sorgevano il primo e il secondo Tempio, motivo che rende la roccia su cui poggia la Cupola, sacra agli ebrei. Camminare nella Città Vecchia è un piacere anche senza soffermarsi su ogni pietra e ogni edificio, come pure varrebbe la pena di fare, perché ogni centimetro di superficie trasuda storia: tutta la storia del mondo in un chilometro quadrato. Preparatevi a destreggiarvi tra stretti vicoli che traboccano di negozi di souvenir e ostelli, laboratori artigianali, venditori di spremute fresche (ottima quella di melograno), banchi di frutta secca, dolciumi e spezie, state pronti a evitare carretti trainati a fatica. Nonostante la folla di turisti che si accalcano ogni giorno nelle sue strade, questa piccola città è abitata da numerosi residenti che la rendono viva e autentica. Sebbene la Città Vecchia sia divisa in quattro quartieri, non sarà facile per voi distinguere ciascuna zona perciò il nostro consiglio è tener presenti alcuni riferimenti: se il quartiere cristiano ospita la Basilica del Santo Sepolcro, il quartiere ebraico ha nel Muro Occidentale il suo simbolo. Il quartiere musulmano, il più popoloso dei quattro, inizia dalla Porta di Damasco mentre quello armeno resta un po’ in disparte, racchiuso da alte mura e imponenti porte di legno.

Oltre le mura, al calar del sole

Se la mattina presto è il momento giusto per visitare la Città Vecchia, certamente è al tramonto che dal Monte degli Ulivi si gode uno spettacolo impareggiabile. Costellato di chiese e siti che ricordano gli eventi che portarono all’arresto di Gesù ma soprattutto da circa 150 mila tombe che ricoprono buona parte delle sue pendici, ai piedi del monte si trova l’orto del Getsemani, tappa imperdibile per i cattolici. Al calar del sole, dalla cima del monte, Gerusalemme offre di sé l’inquadratura migliore: la luce del giorno si attenua, quelle della città si accendono e l’oro che riveste la Cupola brilla, irreale, davanti a voi. Con lo sguardo si può abbracciare l’immenso sviluppo dei nuovi quartieri che rende quasi insignificante la superficie occupata dalla Città Vecchia. Dopo il tramonto, Gerusalemme rivela un lato inatteso per uno dei luoghi più spirituali del mondo. Percorriamo Jaffa Road, l’arteria che è il punto di riferimento del centro città (detta anche Città Nuova). Dopo il suggestivo spettacolo di luci nella cittadella della Torre di David (https://www.itraveljerusalem.com/it/evt/tower-of-david-night-spectacular/) , arriviamo al mercato di Machane Yehuda, cuore pulsante della città sia di giorno che di notte. Durante le ore di mercato gli abitanti accorrono per fare la spesa. Olio e olive, pane e formaggi, frutta, verdura e ogni genere alimentare affollano questo spazio costantemente vociante, ampio e colorato. Ma se lo spettacolo offerto di giorno, vi sembrerà simile a quello offerto da altri mercati mediorientali, è la sera che Machane Yehuda vi sorprenderà. I banchi del mercato si chiudono e gli spazi si riempiono di bar e ristoranti, la musica si sovrappone alle voci festanti di centinaia di giovani che hanno eletto il mercato a zona della movida. Non fermatevi, proseguite nelle vie circostanti e scoprirete decine di locali informali dove bere, mangiare e soprattutto conversare con la gente del posto, per conoscere una città molto più tollerante e integrata di quanto i media troppo spesso ci facciano credere. Insomma, non occorre spostarsi a Tel Aviv per vivere la notte, anche la Città Santa sa come divertirsi. E se il giovedì sarete travolti dalla vitalità della gioventù locale, il venerdì sera rimarrete increduli nel percorrere le stesse strade improvvisamente deserte e silenziose. Gli abitanti celebrano Shabbat, tutta la Gerusalemme di rito ebraico si ferma e si trasforma in un silenzioso luogo di pace: dal tramonto praticamente ogni attività commerciale si ferma e pure trovare un taxi sarà un’impresa.

Tra musulmani e ortodossi

Niente paura. Per i viaggiatori shabbat è l’occasione per visitare la zona est abitata dai musulmani e scoprire una delle tante comunità che convivono in questa città e che la rendono unica al mondo. Diversità è la parola d’ordine di Gerusalemme: provenienza, religione, etnia, tutto si mescola e un precario equilibrio sostiene una sofisticata architettura di differenze, talvolta sottili, che attraversano la popolazione. Per averne una prova, attraversate Jaffa Road e inoltratevi nel quartiere di Mea She’arim, guardatevi attorno. Gli uomini sono vestiti di nero, con lunghe barbe e cappelli a larga tesa mentre le donne indossano gonne castigate e sono quasi sempre attorniate da bambini. Siete nella zona abitata da ebrei ultraortodossi, gli haredim. Copritevi e fate un giro in questa che è una delle tante città nella città. Non sarà facile entrare in contatto con queste persone ma è possibile organizzare un incontro a casa di Naomi Miller (naomimiller2000@gmail.com). Noi ve lo consigliamo vivamente perché come sempre, anche in questo caso, avvicinare un universo lontano da quello a cui apparteniamo aiuta a comprendere, anche se non a condividere idee e valori. E in fondo, non si viaggia proprio per questo? 

Angelo ha viaggiato con il supporto di Jerusalem Development Authority, in collaborazione con Radio Capital. I collaboratori di Lonely Planet non accettano gratuità in cambio di recensioni positive.