Fotografia estrema: l'attrezzatura

Monte Everest, sei pronto a foto estreme? © Fotografia di Andrea Spaccatini

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In questa pagina abbiamo raccolto i consigli che Fabiano Ventura, fotografo specializzato in outdoor con una lunga esperienza di fotografia in condizioni estreme, ha scritto per aiutarvi a realizzare scatti perfetti (o quasi) nei vostri viaggi attraverso le regioni più isolate del pianeta. E se non vi capiterà spesso di ritrarre il K2 o una distesa del deserto del Namib, almeno non sarete presi in contropiede alla prossima gita in montagna.

Se vi dedicherete alla fotografia estrema dovrete essere disposti a camminare a lungo con l'attrezzatura sulle spalle. I paesaggi incontaminati che state cercando non si trovano quasi mai dietro l'angolo. Un motivo in più per scegliere con cura la vostra attrezzatura.

IN PELLICOLA O IN DIGITALE?

Fotografare in condizioni estreme non significa rinunciare alla qualità. Preferisco in ogni caso scattare in pellicola, anziché in digitale, per la profondità dei colori e la possibilità di realizzare stampe di notevoli dimensioni.

Consiglio un unico corpo macchina (Nikon), obiettivi molto luminosi e uno zoom, se possibile. Un super grandangolo è essenziale per cogliere la vastità del paesaggio, utili anche il 50 mm e l'85 mm. Personalmente preferisco al classico formato standard il grande formato panoramico della Linhof in grado di catturare l'intero panorama. Si tratta però di una macchina costosa e pesante, che nonostante tutto mi trascino su per le montagne, quando le condizioni ambientali e logistiche lo consentono.

Fondamentale avere uno zaino specifico (Lowepro) e un cavalletto in carbonio (Gitzo). Per quanto riguarda le batterie per le macchine fotografiche, è fondamentale usare quelle al litio (Energizer no. L91 E2), resistenti anche a bassissime temperature, che hanno una durata 10 volte superiore alle normali batterie alcaline.

Le pellicole Velvia 50 esposte a 40 ISO sono ottime per i paesaggi, le Velvia 100F per le foto di arrampicata e per l'incarnato, le Provia 100 per le foto notturne. In alta quota utilizzate i filtri Skylight 1B per compensare la grande quantità di raggi ultravioletti che provocano forti dominanti blu, difficili da eliminare in fase di post-produzione. Inoltre in alta quota l'esposimetro viene ingannato dal forte riflesso della neve; compensate questo problema con 1-2 stop di sovraesposizione.

GRANDANGOLO E VOLO FOTOGRAFICO

Per chi ne ha la possibilità, consiglio, specialmente in alcune aree poco antropizzate della terra (ad esempio la Namibia o l'Islanda], di effettuare un volo aereo fotografico: la terra vista dall'alto mostra caratteristiche geologiche e morfologiche veramente affascinanti! In questo caso è fondamentale scegliere la giornata giusta, con meno vento possibile e usare tempi di posa brevissimi o obiettivi con lo stabilizzatore d'immagine.

Un'ultima raccomandazione, non meno importante delle altre: rispettate sempre l'ambiente, il paesaggio e la cultura locale che fotografate, tenendo presente che siete ospiti.