East End of London: il quartiere del mese

Londra: preparati a cambiare prospettiva © Massimo Abbatiello

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Londra è la nostra città dell'anno per il 2012. Chi la conosce bene sa che questa sterminata metropoli è in realtà una costellazione di quartieri con un'identità spiccata. Abbiamo scelto una delle sue aree più suggestive e siamo andati a spasso in cerca delle cose che solo i londinesi conoscono. Scartando con una finta sul ring la tentazione di finire all'Olympic Park di Stratford a pochi mesi dal grande evento.

East End of London: il quartiere del mese

Paga il tuo tributo alla blasonata Shoreditch, che si trova subito a nord, e poi tuffati nell'East End. Chiunque sia interessato alla Londra moderna e multiculturale dovrebbe passare da qui. Si tratta di qualcosa di più di un quartiere: questo è un mix di anime e identità capace di mettere insieme la ruggente area di Whitechapel, il polmone verde di Mile End, e l'Olympic Stadium, quel punto di Londra che nel 2012 sarà per settimane sotto i riflettori.

Whitechapel: tra Jack the Ripper e Mark Rothko
Londra ha quasi 2000 anni e la sua specialità è cambiare spesso profilo. Prendi Whitechapel, per esempio. Questo quartiere di tradizione operaia è stato abitato da immigrati giunti in epoche diverse, in particolare ugonotti, ebrei ed espatriati del Bangladesh. Buona parte dell'immaginario di una certa Londra ottocentesca, fatto di miseria, sporcizia e degrado è dovuto alle sue strade e ai suoi vicoli. Qui a Whitechapel Jack the Ripper si divertì a spargere il sangue delle prostitute in piena Età Vittoriana, seminando orrore ed entrando per sempre nel mito collettivo. Oggi Whitechapel si è scrollata di dosso buona parte della sua atmosfera da film noir. Resta caotica e povera, ma è piena di vita e assolutamente da non perdere.

Due esperienze ti daranno subito il polso di ciò di cui stiamo parlando. L'incontro con l'arte contemporanea alla Whitechapel Gallery, una galleria che ogni due mesi propone ambiziose mostre a tema. Se passi da qui a febbraio non perdere la exhibition Rothko in Britain, dedicata al grande pittore statunitense. E poi ritrova il contatto con le cose più terrene con una cena al Tayyabs, un vivace ristorante specializzato in cucina del Punjab. Sarà un po' affollato, ma questa è una garanzia di qualità.

Mile End: due incontri per veri "Londoner"
Tutto ciò che devi fare per continuare l'avventura è imboccare Whitechapel Rd e seguirla finché non diventa Mile End Rd. Questa strada e la zona circostante si stanno trasformando in un'area residenziale sempre più frequentata. Ci trovi non solo bar e ristoranti ma soprattutto due miti urbani noti soprattutto ai veri "londoner" - chiunque vi abbia vissuto quanto basta per farsi contaminare dalla sua essenza, viene da dire. Il primo è Mile End Park, un po' più piccolo del vicino Victoria Park, ma pieno di suggestioni di inizio Millennio, perché fu progettato sull'onda delle celebrazioni per l'anno 2000. Ti aspettano anche una pista per go-kart e un centro per bambini sotto i dieci anni.

L'altro mito è raffigurato in una placca inaugurata nel 2008 al Novo Sephardic Cemetery della Queen Mary University of London. È dedicata a Daniel Mendoza, il pugile che nella seconda metà del Settecento rivoluzionò le tecniche di combattimento della Nobile arte.

Fuga ai Docklands (dalla Londra olimpica)
A questo punto metti in pratica gli insegnamenti di Mendoza e fa' una bella finta sul ring. Non proseguire in modo prevedibile lungo Mile End Rd ed evita di finire a Stratford e al suo fremente Olympic Park (li potrai raggiungere più tardi comodamente seduto sulla DLR, la Docklands Light Railway). Salta sulla DLR a Bow Church e corri in direzione opposta, verso il punto in cui il Tamigi si concede una sinuosa ansa a "u" prima di scorrere (marea permettendo) verso l'estuario e le surreali Thames Barrier, le barriere di flusso costruite tra anni Settanta e Ottanta per regolare la corrente del fiume e impedire alle maree più decise di allagare la città.

Una manciata di fermate ed eccoti nelle Docklands. Osservando gli avveniristici grattacieli che dominano il panorama della Isle of Dogs e del Canary Wharf è difficile credere che fino a 60 anni fa questo fosse il cuore industriale del porto di Londra. Oggi gli scaricatori hanno ceduto il passo ai colletti bianchi della Canary Wharf Tower e dei centri finanziari creati negli anni Ottanta per favorire il trasferimento di una parte della City, ormai congestionata. Non è facile incontrare turisti da queste parti e questo è forse uno dei principali motivi di fascino del quartiere. Qui è in atto un perenne fermento, come dimostra lo skyline in continua evoluzione. Non puoi dire di conoscere Londra se non hai fatto un salto nelle arrembanti Docklands. Per indagare la loro storia, esplora il Museum of London Docklands.