Destinazioni 2010: la nostra top ten - 2° parte

Sua maestà l'Everest, sua altezza il Lhotse - fotografia di Andrea Spaccatini

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La seconda parte della top ten non ha nulla da invidiare alla prima, perché si parla di un piccolo paese che ne contiene mille altri, dei due volti di una delle destinazioni europee più amate dai viaggiatori e, soprattutto, di un remoto stato dell'Asia che, per quanto incastonato tra due colossi chiamati India e Cina, guarda un po' tutti dall'alto in basso, lassù dal Tetto del Mondo. Si inizia dal Nepal, avrai capito!

Destinazioni 2010: la nostra top ten - 2° parte

6. Nepal
Se non custodisse quel tesoro che si chiama Himalaya, forse il Nepal passerebbe inosservato. In realtà è difficile non catturare l'attenzione quando il proprio territorio include il Tetto del Mondo. Nell'ultimo decennio questo paese ha vissuto un bel po' di problemi, ma il 2008 è stato l'anno della svolta: i ribelli hanno preso il potere, il regno ha ceduto il passo alla repubblica e il re è diventato un civile come gli altri. Con la caduta della monarchia, il suono delle campane dei templi ha sostituito quello degli stivali dell'esercito e la pace è ritornata a Shangri-La.
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7. Nuova Zelanda
Segnalare la Nuova Zelanda tra le mete top sembra ovvio, vero? Beh, così come i grandi classici meritano sempre di essere riletti, questo paese sarà sempre tra i nostri preferiti, perché, proprio come i classici, non ha mai finito di dire ciò che ha da dire (grazie, Italo Calvino). L'ultima volta che siamo stati nella terra dei maori siamo rimasti, come al solito, folgorati. Paesaggi spettacolari, foreste pluviali e ghiacciai imponenti, sorgenti termali e distese laviche sono le attrattive da non perdere. Quando avrai di fronte lo spettacolo dell'isola di Rangitoto, che emerge obliqua ed elegante dalle acque dell'Hauraki Gulf vicino a Auckland, capirai che cosa stiamo dicendo. Se a questi prodigi della natura aggiungi lo stile di vita rilassato degli abitanti e la fierezza della cultura maori, forse rimpiangerai di avere preso anche il biglietto per il volo di ritorno.
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8. Portogallo
Un tempo terra di naviganti e trampolino di lancio per avventure oceaniche più o meno temerarie, oggi il Portogallo mostra ai viaggiatori un volto dai profili ben distinti. Per i puristi è un paese dalle antiche tradizioni, di santi e feste spettacolari, come la Festa dos Rapazes a fine dicembre, che si svolge subito dopo Natale ed è un appuntamento dedicato ai giovani ancora celibi (i meno puristi direbbero single), che accendono falò e si scatenano per le strade di Miranda do Douro indossando maschere di stracci e legno. Per chi guarda sempre avanti è una nazione di antichi borghi capaci di reinventarsi e di popolarsi di boutique, gallerie d'arte e locali. Scegli tu da che parte stare, ma approfitta della vita che scorre piena di energia per le strade e le piazze di questo paese in ogni momento del giorno e della notte, con una piacevole predilezione per le ore piccole.
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9. Suriname
Il paese più piccolo dell'America del Sud (per estensione e per popolazione) è anche il più vario e sorprendente. Tre quarti dei suoi abitanti discende dai lavoratori cinesi, javanesi e indiani che arrivarono qui nel Settecento e dagli schiavi che li precedettero nel Seicento prelevati dalla costa dell'Africa occidentale. Se a questo crogiolo già fenomenale aggiungi i nativi americani, i coloni libanesi, ebraici e olandesi, hai un quadro tra i più ricchi del pianeta. Potresti anche pensare a una convivenza difficile, ma per fortuna non è così. Il Suriname è celebre per la convivenza pacifica delle diverse culture. Basti pensare che la moschea e la sinagoga più grandi si trovano una a fianco dell'altra nella capitale Paramaribo. Qui tutti parlano lingue diverse, celebrano festività diverse e hanno culti differenti, ma riescono ad andare d'accordo. Il risultato è magnifico e chi viene qui ha la sensazione di visitare mille paesi in uno.
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10. Stati Uniti
Gli States sono di nuovo sotto i riflettori e questa volta non per la crisi. Che sia merito di Obama o della ritrovata fiducia in se stessi, gli americani sembrano aver ritrovato una buona dose di orgoglio nazionale, con una particolare predilezione per la retrospettiva e la riscoperta delle radici, come capisci in fretta andando a spasso per Washington, che in questo periodo è più che mai fiera di esibire i propri musei e le glorie dei propri eroi. I nostri punti di riferimento? La Library of Congress, vero tempio del sapere umano nel quale ogni autore sogna di entrare (in vita) con i propri libri e il sobborgo di Bethesda, forse uno dei luoghi migliori per respirare quella certa aria di vecchia America che tanto ci piace.
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