8 motivi per scoprire l'Armenia

Le rovine del tempio Zvartnos a Yerevan, Armenia, con il Monte Ararat sullo sfondo. ©MindStorm/Shutterstock

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Poche altre nazioni hanno una storia antica e complessa come quella dell’Armenia. E ancor meno hanno una cultura altrettanto ricca e vitale. Questa è una meta che lascia il visitatore affascinato dalla storia, meravigliato dai monumenti, stupito dai paesaggi e incantato dall’atteggiamento concreto della gente del posto. Ecco, in particolare 8 motivi per affrontare le strade dissestate e le difficoltà linguistiche e partire per un viaggio che vi affascinerà chilometro dopo chilometro.

1 I bar e i ristoranti di Yerevan 

Lasciate i vostri preconcetti a casa, perché Yerevan vi scombussolerà senza dubbio. Sale da tè di altri tempi si trovano accanto a wine bar all’ultima moda in stile europeo e lungo i viali sfilano persone che incarnano diversi stili e mode: dall’hipster alla babushka passando per numerose, strane e splendide variazioni intermedie. 

In estate la gente del posto esce tutte le sere, affollando i tavolini all’aperto dei numerosi caffè, passeggiando per i viali ombreggiati dagli alberi e radunandosi attorno all’amatissima fontana musicale di Hanrapetutyan Hraparak (Piazza della Repubblica). In inverno, le rigide temperature spingono le persone a rifugiarsi nelle numerose pandok (taverne) sparse per la città, dove gustano e apprezzano khoravats (carne alla griglia), oghee (vodka alla frutta) e musica tradizionale. Sono poche le tracce rimaste dell’antico passato della città, dato che la maggior parte degli edifici risale all’era sovietica, ma l’atmosfera è alleggerita dalla presenza di numerosi parchi e giardini.

2 Il misterioso Monastero di Geghard 

Il misterioso monastero di Geghard, Armenia. ©takepicsforfun/Getty Images

Questo sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sorge in un profondo e spettacolare canyon scavato dal fiume Azat. Secondo la leggenda, il monastero fu fondato nel IV secolo, mentre la sua cappella più antica fra quelle sopravvissute risale al XII secolo. Sul lato sinistro del gavit si trovano gli ingressi di due cappelle scolpite nella roccia. All’esterno, i gradini sulla sinistra risalgono il pendio della collina fino a un passaggio lungo 10 metri con delle khachkar scolpite che conduce a un’altra cappella rupestre, le cui propozioni sono straordinarie se si considera che è stata scolpita nella roccia viva. 

All’esterno del monastero, accanto a un ruscello, si trova un luogo per i matagh (sacrifici), ancora in uso la domenica dopo la funzione mattutina, durante la quale, in genere, si esibisce un gruppo corale. Avvicinandovi al monastero, guardate in alto a sinistra: lungo il pendio della collina si scorgono le grotte che ospitano le celle monastiche costruite dai monaci. Gli alberi che crescono in questa zona e sull’altro lato del monastero, vicino al fiume, sono decorati con strisce di stoffa. Si dice che legando un nastro a uno di questi alberi si esaudisca una preghiera o si avveri un desiderio. 

3 Da un monastero all'altro nella Gola del Kasagh

Seguendo la strada che costeggia la Gola del Kasagh a nord di Ashtarak fino a Spitak supererete tre importanti monasteri medievali: Surp Gevorg, Hovhannavank e Saghmosavank. Chi volesse percorrere a piedi parte del tragitto, può intraprendere il sentiero di 90 minuti che parte dalla base della gola collegando Hovhannavank e Saghmosavank che inizia presso il nuovo cimitero nella zona settentrionale del villaggio di Ohanavan.

4 Le chiese medievali nella Gola del Debed 

Questa gola racchiude più storia e cultura di qualsiasi altro luogo del paese. Quasi tutti i villaggi situati lungo il corso del fiume Debed possiedono una chiesa, una cappella, un vecchio forte e una manciata di khachkar sparse nelle immediate vicinanze. 

A richiamare la maggior parte dei turisti nella zona sono, giustamente, due monasteri, Haghpat e Sanahin, dichiarati Siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Nella gola sono purtroppo ben visibili le infrastrutture di epoca sovietica, ma il panorama è comunque idilliaco. 

5 L'idilliaca Valle di Yeghegis 

La bella Valle di Yeghegis è circondata da alte montagne e ospita una rara concentrazione di chiese medievali. Questa e le valli circostanti meritano sicuramente una visita di un giorno o due. 

Il villaggio Yeghegis ha tre chiese disposte sul lato sinistro rispetto alla strada principale: la prima, risalente al XVIII secolo, la Surp Astvatsatsin con il tetto ricoperto di erba, la duecentesca Chiesa di Surp Karapet e l’insolita Surp Zorats, del XIV secolo, dove i fedeli si raccolgono davanti a un altare situato all’esterno. Sembra che il cortile venisse usato per benedire i soldati e i cavalli prima delle battaglie. 

Ai margini nord-orientali del villaggio, cercate un’insegna azzurra con la scritta ‘Arates 9,7 km’. Parcheggiate qui e proseguite a piedi lungo una strada sterrata piena di curve fino a individuare un ponticello pedonale in metallo che attraversa il fiume. Attraversate il ponte per raggiungere un cimitero ebraico, risalente a 800 anni fa. Su alcune lapidi sono chiaramente visibili le scritte in caratteri ebraici. Le incisioni riportano versi biblici e i nomi dei defunti. Prima della scoperta del cimitero, la presenza di ebrei in Armenia non era nota. Secondo i ricercatori, questa comunità di ebrei potrebbe essere giunta dalla Persia lungo la Via della Seta. La ragione della sua scomparsa rimane un mistero. 

6 Il tramonto nel Noravank

Il monastero di Noravank, Armenia. ©Justin Foulkes/Lonely Planet

Fondato dal vescovo Hovhannes nel 1105 e restaurato l’ultima volta negli anni ’90, il complesso monastico di Noravank (Nuovo Monastero) è uno dei siti più spettacolari di tutta l’Armenia e dovrebbe essere incluso nell’itinerario di qualunque visitatore. Verso il tramonto, le sfumature rossastre degli speroni rocciosi che circondano il monastero sono accentuate dalla luce del sole calante, e la pietra dorata delle sue chiese acquisisce una lucentezza particolare: una visione imperdibile. 

7 Un picnic ad alta quota nel Passo di Selim

Veduta dal passo di Selim, Armenia. ©Justin Foulkes/Lonely Planet

Questa strada che supera la catena montuosa di Vardenis è il percorso carrozzabile più spettacolare di tutto il paese. Salendo a un’altitudine di 2410 metri, nel pieno dell’inverno di solito è ricoperta da una pesante coltre di neve e perciò rimane aperta solo da maggio a ottobre. 

Immediatamente al di sotto del punto più alto del passo, sul lato di Voyots Dzor, si trova il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 per ordine del principe Chesar Orbelian, con il fine di offrire riparo alle carovane che seguivano l’antica via commerciale Dvin-Partav. 

8 Al monastero di Tatev sulla funivia più lunga del mondo

Il monastero è abbarbicato su un altopiano basaltico al di sopra del fiume Vorotan con vista mozzafiato delle vette del Karabakh. Nel periodo di massimo splendore a Tatev vivevano e lavoravano circa 600 monaci, e qui riposano le spoglie di Surp Grigor Tatevatsi. Si dice che questo monumento del IX secolo abbia consentito di prevedere l’attività sismica nella zona (o il rumore degli zoccoli degli eserciti che avanzavano) grazie alle sue oscillazioni. 

Il paesaggio intorno a Tatev è splendido e si possono fare molte brevi escursioni a piedi. Un sentiero porta a Svarants (250 abitanti), un villaggio a 20 minuti di cammino sul versante opposto della valle. Un altro sentiero si dirige a nord verso la cima del Monte Petroskhatch, a 4 km da Tatev (il percorso di andata e ritorno richiede meno di 3 h).

Quando andare 

  • La maggior parte dell’Armenia ha un clima secco di montagna, a eccezione delle lussureggianti e piovose regioni di Lori, Tavush e Syunik. Il periodo più piovoso coincide con l’inizio della primavera. 
  • Le temperature primaverili sono miti e le zone rurali si ricoprono di un manto di fiori di campo; questo è il periodo migliore per le escursioni a piedi. 
  • L’autunno porta giornate lunghe e tiepide e un clima più stabile. 
  • In estate a Yerevan la temperatura può toccare i 40°C, spesso in assenza di brezza, per diversi giorni consecutivi, mentre al nord le temperature sono più miti. 
  • Gli inverni sono molto rigidi, con temperature che possono scendere anche a –10°C o più in alcune zone. Le strade sono spesso chiuse a causa di neve e ghiaccio.