Milano come un local

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Milano è una metropoli ma è anche un paese, sa essere grigia e variopinta, eccentrica e riservata, caotica e deserta. Milano è antipatica ma pure cordiale, esposta da sempre al cambiamento e sempre disposta a sperimentare. Sotto la pelle ruvida di design, sfilate e mondanità scorre buon sangue popolare, che offre ai visitatori momenti di proverbiale bellezza, instancabile offerta culturale e autentica gioia per il palato. Ma solo per chi è pronto a fidarsi. Ed ecco come scoprirla in 5 passaggi.

1. Cascina Gaggioli

Nei fine settimana in cui il cielo su Milano è blu e il sole splende, la Cascina Gaggioli mette tutti d’accordo:  famiglie con bambini, giovani e anziani. Saranno le grigliate all’aperto in piena campagna, i prodotti bio venduti sul posto o quell’atmosfera lenta da gita fuori porta, con i campi e gli animali sullo sfondo. È una delle tante cascine tradizionali trasformate in agriturismo che accerchiano Milano, e seppur vicina dal centro porta i milanesi molto lontano, e con stile.

2. L'Isola e Paolo Sarpi

Frida, uno dei locali del quartiere Isola, Milano. ©Luigi Farrauto/Lonely Planet Italia

Isolato (come suggerisce il nome) dal resto della città nel XIX secolo dal tracciato ferroviario, il quartiere Isola si è guadagnato la fama di uno degli approdi più trendy e bohémien dell’arcipelago metropolitano (andate al Frida e ve ne accorgerete). La sua riscossa nella classifica dei posti da frequentare la sera non ha del tutto cancellato tante piccole tracce di storia recente, che riescono a rendere una serata all’Isola ben di più che una semplice consumazione alcolica. 

Poco lontano c’è Via Paolo Sarpi, dove vi ritroverete catapultati in un angolo della Repubblica Popolare Cinese. Schivando carrellini e bici cariche di merci, potrete risalire la via in un susseguirsi di ristoranti orientali, negozi di oggetti di ogni forma e colore e boutique di abbigliamento che hanno poco a che fare con il fashion design milanese. Per mettere qualcosa sotto i denti avrete a disposizione non solo un’amplissima scelta di cucina dall’Estremo Oriente, ma anche diverse proposte che strizzano l’occhio alla sempre più viva comunità hipster della città. Fate un salto in Ravioleria, poi tutti da oTTo.

3. Un giro ai Giardini Pubblici

Street Art, Milano. ©Luigi Farrauto/Lonely Planet Italia

In una città che da sempre sembra in ostaggio dell’operosità e della fretta, i Giardini Pubblici oggi intitolati al giornalista Indro Montanelli furono per i milanesi la prima vera oasi verde nel cuore di Milano. Vennero progetta­ti alla fine del Settecento da Giuseppe Piermarini, che ne impostò l’aspetto sui canoni severi del giardino alla francese. Nel secolo successivo, poi, furono movimentati da una sferzata in stile inglese. Da più di due secoli sono il luogo in cui i milanesi chiedono alla città un rilassante time­out dal suo brulicare, tra una capatina al Museo di Storia Naturale, alla Galleria d’Arte Moderna e al Padiglione di Arte Contemporanea.

4. Musica e contro cultura

Dischivolanti, e la sua collezione di punk italiano anni ’70, Milano. ©Luigi Farrauto/Lonely Planet Italia

Il Cox 18 è uno dei pochi spazi sociali che resistono agli sgomberi imposti dalle recenti amministrazioni comunali milanesi. È occupato e autogestito dal 1976, e da allora porta avanti la sua battaglia culturale dalla sua sede in Conchetta (la riconoscerete per l’enorme opera dell’artista Blu sulle pareti esterne). La programmazione è ricca di concerti di band alternative, eventi culturali e mostre di ogni tipo. Ci troverete anche la storica libreria Calusca City Lights con l’Archivio Primo Moroni, una preziosissima collezione di testi e pubblicazioni dagli anni ’60 a oggi. Sempre in zona c’è Dischivolanti, e la sua collezione di punk italiano anni ’70, introvabile altrove.

5. Via Mora

Via Giangiacomo Mora - una viuzza che sbuca sulle Colonne di San Lorenzo - è una piccola repubblica indipendente nell’area dei Navigli. Stretta e vivace, in pochi metri offre ai milanesi tutto ciò che serve per passare la giornata. La Crota Piemunteisa per un pranzo a prezzi modici, Cavalli e Nastri per un acquisto vintage, o Bivio per l’usato di qualità (hanno appena aperto anche alla moda maschile); infine un Negroni al Cuore o due shot al Berlin. Entrando in via Mora da Corso Ticinese, fate caso all’angolo con la strada: c’è una scultura in bronzo che ricorda simbolicamente la Colonna Infame, e le vicende narrate da Manzoni sull’ingiusta morte dell’untore che oggi dà il nome alla via.