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04 novembre 2008

Chicago, Obama city blues

Chicago Skyline - foto di Pamela Bellodi

Se fino a ieri la capitale dell'Illinois era conosciuta come la città in cui nacquero i grattacieli, d'ora in poi sarà ricordata come quella in cui spira più forte il vento del cambiamento. Ma la candidatura di Barack Obama, che qui ha costruito la propria carriera politica, alla poltrona dello Studio Ovale è solo uno dei motivi per mettere in agenda un viaggio nella Windy City.

Se New York City è un mondo a parte, con i suoi eccessi e i suoi estremi, e Los Angeles sembra uscita dalla penna un po' ebbra di un poeta latinoamericano, è a Chicago che troverai il cuore dell'America. Questa è la città più americana di tutte.

Una metropoli vasta e vibrante, un posto dove le scarpe da ginnastica e una buona cartina dei treni sono indispensabili per godere le numerose attrattive. Ma Chicago è soprattutto il luogo in cui il sogno americano può essere sognato a occhi aperti. Anche se non hai in programma quattro anni alla Casa Bianca.

THE CITY OF BLUES
Un paio di giorni a spasso per i quartieri etnici e il centro cittadino (che qui chiamano The Loop), con gli occhi rivolti alla vertigine della Sears Tower o alle sperimentazioni dell'Art Institute of Chicago, ti basteranno per capire che l'America è tutta qui. Ci sono gli uomini d'affari, le limousine e i broker frenetici, ma c'è anche chi va a spasso con la famiglia nell'idillio di Grant Park o chi cammina nel wild side di Andersonville e Uptown, tra le personalità creative, i gay e i giovani rampanti che popolano il quartiere. Un posto che ricorda le atmosfere del Village di NYC (quello dei vecchi tempi) e che piacerebbe molto a Lou Reed.

La musica, ecco una delle anime di Chicago. L'inizio di giugno è il momento del celebre Blues Festival. Nell'edizione del 2008 tutti i riflettori sono stati puntati sul re dei bluesman, il grande B.B. King, che a ottant'anni suonati ha stregato tutti con la sua leggendaria chitarra. Quando sarai a Chicago, non perdere una visita al museo del blues ospitato negli ex studios della Chess Record. Qui sono passati quasi tutti i grandi: Muddy Waters, Bo Diddley, Howlin' Wolf, Willie Dixon, Chuck Berry e, naturalmente, i Rolling Stones. Ma a Chicago la musica ti sarà servita in tutti i modi. Da giugno ad agosto potrai lasciarti andare con una buona birra e le note ipnotiche del SummerDance. La kermesse prevede ogni anno spettacoli dal vivo di gruppi musicali che suonano rumba, samba e altri ritmi world, preceduti da divertenti lezioni di ballo.

HEMINGWAY E DINTORNI
A pochi minuti di treno da Chicago, Oak Park vanta legami con due artisti celebri, Ernest Hemingway, che nacque qui, e l'architetto Frank Lloyd Wright, che a Oak Park visse a lungo e progettò molti edifici. Il centro visitatori ti fornirà una cartina con itinerario a piedi tra le bellezze architettoniche della città (o meglio, potrai fare una fotocopia gratuita). Il Frank Lloyd Wright Home & Studio organizza visite guidate alle residenze della zona progettate da Wright. Riguardo a Hemingway, sebbene l'autore di Fiesta definisse Oak Park "un villaggio di grandi prati e vedute ristrette", la città rende omaggio al grande romanziere con l'Ernest Hemingway Museum. Si visita anche la casa natale dello scrittore.

PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZE
Come ogni città di questo mondo, Chicago ha grandi estimatori e critici velenosi. I primi celebrano la bellezza del Lake Michigan, che con le sue sponde unisce quattro stati. Di solito proseguono esaltando le case in stile Prairie School di Lloyd Wright e le perle della pittura americana conservate all'Art Institute, come il celebre American Gothic di Grant Wood. I più trendy insisteranno per farti assaggiare il soul food servito in un tempio della cucina afroamericana come Army & Lou's o ti segnaleranno gli affari che si possono fare all'Chicago Antique Market, dove gli aspiranti stilisti locali vendono pezzi unici di loro produzione tra gonne, scialli, borse e altri accessori. I detrattori, se proprio li vorrai ascoltare, ti diranno che Chicago è una città maledettamente ventosa in inverno e calda d'estate, che il costo delle camere degli hotel è salito alle stelle e che i marciapiedi, tra dicembre e marzo, si trasformano in micidiali lastre di ghiaccio. Ti parleranno anche della corruzione della classe politica, ma quanto a questo speriamo tutti che i tempi stiano cambiando, portati dall'ormai celebre vento.