La Lombardia di Guadagnino: viaggio nei luoghi di "Chiamami col tuo nome"

La Cappella Colleoni, vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, Bergamo. ©argalis/Getty Images

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La storia del cinema è intrisa di casi di luoghi che si sono legati in modo indelebile alla storia che ospitano, creando suggestioni che hanno reso vivi e veri i personaggi, così come mitici e senza tempo gli ambienti. Ce lo ha insegnato Wim Wenders con “Il cielo sopra Berlino”, lo ha ribadito Paolo Sorrentino con “La grande bellezza” e ora ce lo ricorda Luca Guadagnino che con “Chiamami col tuo nome”.

Quattro candidature e un Oscar (quello per la migliore sceneggiatura non originale) hanno portato questo film delicato a Hollywood insieme a tutti i luoghi intimi e bucolici che ne hanno ospitato le riprese e la nascita dell’amore tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer).

Sirmione, Brescia

Veduta panoramica di Sirmione, sul Lago di Garda. ©Danny Iacob/Shutterstock

Avete presente la scena del film, ambientata tra gli scavi archeologici? Questo luogo si trova tra il Parco delle Grotte di Catullo e la spiaggia Giamaica, sul Lago di Garda a Sirmione, famosa fin dall’antichità per le sue terme e conservata, come una perla, dentro la cinta muraria della Rocca Scaligera. 

Nelle giornate estive le viuzze del centro sono prese letteralmente d’assalto: la folla si sposta come un’onda dalla Rocca Scaligera alle Grotte di Catullo, che sorgono sulla sommità della penisola. L’ideale forse è arrivare agli esordi d’autunno o meglio ancora in primavera, quando la brezza leggera increspa le acque del Garda, trasportando i venti fin sulle rocce abitate un tempo da giganti e dèi.

Le Grotte di Catullo sono così chiamate per il Carmen 31, in cui il poeta parla di Sirmione come di una terra a lui cara. In realtà non sappiamo se la villa di proprietà del poeta sia questa. In ogni caso la struttura è davvero impressionante: 167 m per 105 m in cui ci sono la Trifora del Paradiso e l’Aula dei Giganti. Le parti residenziali si trovavano lungo i lati corti, a nord e sud, mentre la vasta zona centrale, oggi un uliveto, era un grande giardino. Sul lato sud-ovest si trovavano le terme, immancabili in ogni villa romana che si rispetti. Nella zona sud, sotto un pavimento in opus spicatum si trova una grande cisterna per la raccolta dell’acqua di servizio alla villa. I piani inferiori ospitavano vani di servizio e magazzini. 

Lodi

Un detto popolare sostiene che ‘A Lodi passan tutti volentieri’. Sarà per la sua Piazza della Vittoria, circondata sui quattro lati da bei palazzi porticati, sarà per la Chiesa dell’Incoronata, il così detto ‘gioiellino’, coperta d’oro e di meravigliosi affreschi, o sarà per il grana, formaggio cantato anche da Petrarca. 

Nei suoi caffè, nelle sue gustose osterie e nei numerosi musei troverete riparo dal freddo dell’inverno, e in riva all’Adda refrigerio dalla calura estiva. Lodi vi piacerà, statene certi. 

Nei dintorni la Bassa Lodigiana, dove i protagonisti del film si inseguono in bicicletta, potete percorrere un fitto reticolo di strade incontrando ville, castelli e piccoli borghi puntellano, infatti, il paesaggio agreste, e le aree fluviali conservano fragili ecosistemi tutti da scoprire.

Le cascate del Serio, Bergamo

Piazza Vecchia a Bergamo Alta. Spatari/Getty Images

Punto forte del film è la scena davanti alle cascate del Serio, fatte aprire da Guadagnino appositamente per poter utilizzare la location in un momento in cui non vi fossero turisti. Le cascate, infatti, che con un triplice salto di 351 m sono tra le più alte d’Italia, vengono normalmente aperte solo cinque volte l’anno nella stagione estiva e richiamano un gran numero di turisti.

Il luogo si trova a Valbondione, in alta val Seriana. È il comune più esteso della zona, dove le case storiche, dai neri tetti in ardesia, convivono con le nuove costruzioni. Valbondione è noto soprattutto per gli itinerari naturalistici; primo fra tutti il Sentiero delle Orobie, ma anche il Sentiero Naturalistico Antonio Curò e le mulattiere che portano ai borghi di Maslana e di Redorta. 

Bergamo Alta

La scena forse più cult del film è quella del bacio appassionato tra i due protagonisti in una serata che svela alcuni degli angoli più suggestivi di Bergamo Alta.

Questa cittadina ai piedi delle Prealpi Orobie merita di essere inserita fra i primi posti delle mete da visitare per chi davvero vuole scoprire la Lombardia. Si tratta di una città doppia: veneta e lombarda, antica e moderna, alta e bassa. 

La parte vecchia, sul colle e circondata dalle imponenti mura, recentemente dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, è un gioiello medievale segnato dalla dominazione della Serenissima che è rimasto pressoché intatto nei secoli senza però musealizzarsi.

Perdetevi tra gli stretti vicoli della città Alta, su cui si affacciano imponenti palazzi, ammirate i panorami che vi si apriranno dal perimetro delle mura, sedetevi in Piazza Vecchia e fatevi stupire dall’eleganza della Basilica di Santa Maria Maggiore e della Cappella Colleoni. 

Crema 

Crema è un classico esempio di cittadina di provincia che ti stupisce: è ricca di chiese, di monumenti e di palazzi eclettici, ha un interessante museo civico piacevole da visitare e un centro storico bello e ordinato. Se non avete mai pensato di venire da queste parti, beh, è il momento di farlo. 

Scoprirete che Crema, fondata forse dai longobardi, per tutto il Medioevo fu un centro di enorme importanza geopolitica e che tuttora conserva un elegante centro urbano ricco di architetture barocche. 

Chi ci è stato avrà riconosciuto nel film la Piazza del Duomo nella scena in cui Elio e Oliver sono seduti al tavolino di un bar.