Brasile, un viaggio intenso

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La musica, le spiagge, i sapori della sua terra e la gioia di vivere della sua gente, le meraviglie naturali, le metropoli pulsanti di vita. Alla scoperta del paese in tre tappe.

Perché il Brasile

Il Brasile è un grande paese. Letteralmente. Con più di 8 milioni di chilometri quadrati misura infatti ben 30 volte l’Italia, e offre tantissimo a ogni viaggiatore: spiagge di sabbia bianca, foreste pluviali, metropoli moderne, città coloniali in cui il tempo sembra essersi fermato, paesaggi ultraterreni con canyon di roccia rossa, cascate fragorose e isole tropicali circondate dalla barriera corallina. A meno che non abbiate a disposizione un bel po’ di tempo, verificate che il vostro passaporto sia valido per i sei mesi successivi alla data di partenza (il visto non serve) e scegliete ciò che è meglio per voi, a cominciare dal periodo di soggiorno. L’alta stagione brasiliana coincide con il nostro inverno: da dicembre a marzo troverete il caldo e l’appuntamento con le maschere del mitico Carnival. Per risparmiare potrete invece puntare ai giorni tra luglio e settembre: le temperature e i prezzi scendono sensibilmente e davvero non c’è momento migliore per visitare l’Amazzonia e il Pantanal. In ogni caso, qualunque sia il vostro viaggio, che scegliate le spiagge o la natura selvaggia, vivete tutto intensamente, come la meta richiede, destinando a ciascun luogo il tempo giusto e a ogni storia che incrocerete il necessario ascolto: non ve ne pentirete. Ecco allora un viaggio in tre tappe: da Rio de Janeiro a São Paolo, passando per la magnifica Paraty

La festa continua di Rio

Stretta fra montagne con foreste rigogliose e spiagge indimenticabili, la Cidade Maravilhosa vi incanterà con un’infinità di attrattive. Sebbene la joie de vivre sia un’invenzione francese (come il bikini, peraltro), i carioca l’hanno fatta propria. E se è vero che il nome di Rio è associato soprattutto alle sue grandi feste, fra tutte il Carnevale, esistono molte altre occasioni per divertirsi. Qualche esempio? Un sabato sulla spiaggia di Ipanema, le festas a Lapa, una partita di calcio al Maracanã, nel cuore del tifo locale, o una roda de samba improvvisata sui marciapiedi di Leblon, Copacabana e di qualsiasi altro angolo della città. Il panorama spettacolare è un altro pregio indiscusso di Rio. Le montagne coperte di vegetazione e le spiagge dorate lambite dal mare offrono un’ampia scelta di avventure: potrete fare surf tra onde perfette, esplorare la foresta pluviale di Tijuca (che si estende per 120 km) o arrampicarvi sul Pão de Açúcar. Se pesate meno di 100 kg e siete disposti a spende 500 Real (poco più di 150 euro) potrete cimentarvi con il fantastico volo in deltaplano dai 510 metri della Pedra Bonita, uno dei massicci di granito che troneggiano intorno a Rio, fino alla Praia do Pepino a São Conrado. Non è richiesto alcun tipo di esperienza e i passeggeri sono alloggiati in una sorta di sacca allacciata all’apparecchio. Il volo dura circa 10 minuti, a seconda delle condizioni del tempo e dei venti. Non potrete lasciare Rio de Janeiro senza però aver fatto i conti con le favelas: approfittate di uno dei tanti tour per conoscere da vicino la realtà di questi luoghi. l’ottima guida Paulo Amendoim, ex presidente dell’associazione dei residenti di Rocinha, sembra conoscere proprio tutti e guida un tour personalizzato pieno di calore umano che consente ai visitatori di andare al di là dell’immagine stereotipata che in genere si ha delle favelas.

 

Imperdibile Paraty

Lungo un tratto di costa pieno di penisole che si protendono nel mare e di spiagge isolate, con alle spalle montagne ammantate di foreste che sembrano gettarsi nella baia, ecco Paraty, una delle mete più belle del Brasile. Il centro coloniale di Paraty merita una visita non solo per i suoi secolari edifici magnificamente conservati, ma anche perché è chiuso al traffico. Il fatto che le sue irregolari vie acciottolate siano vietate ai veicoli a motore le rende particolarmente piacevoli per le passeggiate. Caratterizzati dalla presenza di fregi multicolori e di finestre a graticcio, gli eleganti edifici bianchi di Paraty si sposano armoniosamente con le bellezze naturali che circondano la città. A meno di due ore da Paraty si trovano decine di spiagge incontaminate raggiungibili sia in barca sia in autobus, mentre nell’entroterra il Parque Nacional da Serra da Bocaina protegge un lussureggiante tratto di Mata Atlântica (è la foresta pluviale atlantica). Il governo brasiliano ha dichiarato Paraty sito storico di importanza nazionale già nel 1966. Nei mesi estivi la città è sempre affollata e vivace, brulicante di vacanzieri brasiliani e viaggiatori europei. Artisti, scrittori e chef sia brasiliani sia stranieri, che vi si sono stabiliti aprendo negozi, gallerie e ristoranti, accentuano l’atmosfera cosmopolita. Se capitate da queste parti in agosto non perdete il Festival da Cachaça: nella regione si produce un’ottima cachaça (distillato della canna da zucchero) e questa manifestazione annuale è, ormai dal 1984, l’occasione perfetta per una quattro giorni all’insegna di grandi mangiate e bevute. Nelle vicinanze di Paraty si trovano circa 65 isole e ben 300 spiagge. Le più belle e vicine – Vermelha, Lula e Saco da Velha – si trovano tutte a est di Paraty e si possono raggiungere in barca in un’ora circa. Tra le spiagge migliori delle isole figurano Araújo e Sapeca; molte altre isole hanno coste rocciose e sono di proprietà privata. In genere, le spiagge sulla terraferma sono migliori, sono frequentate da pochi bagnanti e dispongono di barracas (bancarelle) che servono birra e piatti di pesce.

Alla scoperta di Sampa

São Paulo è un mostro: enorme (nell’area metropolitana vivono 20 milioni di persone che la rendono la terza città più popolosa del mondo), per i viaggiatori è una città difficile da dominare. Anche i paulistanos (abitanti di São Paulo) si lamentano continuamente dello smog, del traffico, dei marciapiedi sconnessi e del grande divario fra ricchi e poveri. Tuttavia, un attimo dopo vi diranno che non riuscirebbero a vivere in nessun’altra città. Se vi lascerete guidare alla scoperta dei loro luoghi preferiti, vi sarà chiaro perché. Vi faranno forse conoscere gli innumerevoli cinema d’essai e i teatri sperimentali, si concentreranno sugli eleganti bistrò e sui ristoranti da gourmet che fanno di questa capitale un vero paradiso gastronomico famoso in tutto il mondo, vi inviteranno a bere un doppio caffè espresso prima di trascinarvi in un frenetico giro dei bar underground e dei locali notturni aperti 24 ore su 24, sette giorni su sette. Quali che siano le vostre preferenze, a Sampa, come viene chiamata la città dai suoi abitanti, non avrete che l’imbarazzo della scelta. Il fermento di São Paulo è alimentato dalla presenza della classe media più numerosa e più colta del Brasile, ed è sostenuto da centinaia di gruppi etnici diversi, tra cui spiccano la comunità giapponese più numerosa del mondo al di fuori del Giappone, la più folta popolazione di origine italiana al di fuori dell’Italia e una cospicua comunità di lingua araba, costituita per lo più da immigrati libanesi e siriani. Si contano poi un milione di abitanti di origini tedesche e ragguardevoli comunità di cinesi, armeni, lituani, greci, siriani, coreani, polacchi e ungheresi, cui si sono aggiunti, più recentemente, gruppi sempre più numerosi di peruviani, boliviani, haitiani e africani. Oltre a uno straordinario patrimonio di musei, centri culturali, teatri sperimentali e cinema di prim’ordine, Sampa vanta anche un carosello di bar e locali notturni tra i migliori del continente (con ben 15.000 locali, fare il giro dei bar diventa un’esperienza delirante), e i suoi ristoranti sono tra i migliori del mondo. Una curiosità? Assaggiate la pizza paulista. Cotta al forno, è una tradizione di cui vanno molto fieri da queste parti sin dall’arrivo, nell’800,  dei primi immigrati italiani: vi sorprenderà! Un consiglio? Visitate il Memorial do Imigrante nel sobborgo orientale di Moóca. Costruito nel 1887, l’Hospedaria dos Imigrantes fungeva da punto di transito – non sempre un paradiso – per gli immigrati in cerca di occupazione, che da qui venivano dislocati verso i loro primi posti di lavoro in Brasile, per lo più nelle grandi piantagioni.

I sapori del Brasile

La cucina brasiliana è un ibrido di varianti regionali, ci sono però specialità che si possono trovare sulle tavole di tutto il paese. Una di queste, l’arroz e feijão (riso e fagioli), costituisce uno degli alimenti base della dieta. I fagioli vengono spesso cosparsi di farofa, ossia farina di manioca saltata nel burro, in qualche occasione con l’aggiunta di uova e pancetta. Le carni alla griglia, chiamate churrasco o grelhadas, costituiscono la pietanza per eccellenza di ogni pasto, con la carne di pollo, manzo o maiale che viene cosparsa di sale e messa ad arrostire direttamente sul fuoco. Lasciatevi incuriosire dalla cucina di Bahia, che ha preso corpo tra i fornelli delle piantagioni di canna da zucchero, fondate sul lavoro degli schiavi, e che perciò mostra ancora oggi tutte le sue radici africane. Assaggiate la moqueca, un delizioso stufato di pesce con latte di cocco, nel piccante peperoncino malagueta e nell’olio di dendê (ricavato dalle palme dell’Africa occidentale). Nelle strade di Bahia non potrete sottrarvi al profumo di acarajé, le frittelle di fagioli scuri e gamberetti cotte nell’olio di dendê. Nel Sul invece, a testimonianza dell’incredibile composizione multietnica del paese, la parte del leone la fanno la cucina tedesca e quella italiana. Würstel e Sauerkraut sono onnipresenti soprattutto nelle enclave tedesche di Joinville e Blumenau, mentre il vino brasiliano, la cui qualità sembra migliorare di anno in anno, viene prodotto con vitigni importati dall’Italia e trapiantati nel fertile suolo del Rio Grande do Sul. Nell’estremo sud, da sempre terra di gaúchos, è facile trovare ristoranti di ottimo livello specializzati nelle grigliate di carne di manzo. 

 

Sua maestà, il caffè

E poi c’è, naturalmente, il caffè: in Brasile si produce il 35% del caffè mondiale. Gli alberi possono crescere fino a 18 metri, anche se nelle piantagioni si potano per facilitare il raccolto. L’autentico caffè carioca ha un gusto corposo, intenso come tutte le esperienze da fare in questa terra. Un gusto che potrere ritrovare anche a casa con il Single Origin Cerreja Passita di Lavazza, da preparare con la moka o con il filtro americano. Si tratta di un caffè 100% Arabica, nato dal clima secco dell’altopiano del Cerrado, e caratterizzato dalla raccolta tardiva: le ciliegie di caffè fatte appassire sui rami conferiscono a questa mono origine peculiari note di miele e cioccolato. Cereja Passita è inoltre un caffè 100% proveniente da aziende agricole certificate Rainforest Alliance, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove un'agricoltura sostenibile per la salvaguardia delle foreste, dei fiumi, del suolo e della fauna selvatica. La certificazione Rainforest Alliance indica inoltre che i lavoratori vengono retribuiti in maniera equa e godono di condizioni di vita più dignitose e di un migliore accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione per i propri figli. 

Articolo scritto in collaborazione con 

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