17 gennaio 2012

Kamakura, botti di sake © Fotografia di Enrico Pirola
Non sono sulla cresta dell'onda come Kuala Lumpur o Shanghai, il loro nome quasi mai compare nelle agende degli uomini d'affari e nemmeno in quelle dei turisti internazionali. Però raccontano un'Asia che forse non sai e per questo meritano di essere scoperte. Per la seconda parte, clicca qui.
La cosa più pazza di Almaty? La pianta dell'aeroporto internazionale ricalca la forma di un copricapo reale kazako.
Il bello è che non ti ci vorrà molto per ambientarti. La frenetica ed efficiente rete di autobus, treni e risciò ti porterà ai principali punti d'interesse, come la Città Vecchia e il forte di Lalbagh, lungo l'ampio fiume Buriganga.
Il consiglio è fare una degustazione completa degli squisiti dolci tipici e poi di smaltire salendo in cima alla collina per visitare i palazzi reali o meditare nel santuario buddhista delle grotte di Khao Luang.
Capitale del paese per quasi duecento anni (tra XII e XIII secolo) è una base perfetta per una visita agli straordinari templi circostanti. L'esperienza da non perdere, però, è il Sentiero del Ten-en. Si snoda nella campagna per circa due ore, attraverso uno dei paesaggi più belli della prefettura di Kanagawa.
A uno sguardo frettoloso sembra una delle tante moderne città cinesi, soffocata dall'inquinamento. E invece, a parte l'antico blasone, ha un'attrattiva da non perdere, una di quelle che valgono il viaggio. Parliamo delle Grotte di Longmén, sulle sponde del fiume Yi, ancora oggi un riferimento di culto per i buddhisti cinesi.