Armenia, le migliori scoperte intorno a Yerevan

Sua maestà l'Ararat e il monastero di Khor Virap © Fotografia di Ottavio Pirellas

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Se visiterai l'Armenia, porta con te una buona dose di rispetto. Non solo per le sofferenze millenarie patite da questa terra - gli armeni furono costretti a lasciare le loro case e a iniziare la diaspora già nel 625 d.C., quando si rifiutarono di convertirsi all'islam che li aveva invasi - ma anche per il fascino e l'interesse delle sue attrattive in prevalenza concentrate intorno alla capitale Yerevan.

Senza banalizzare, potremmo dire che per capire questo paese incuneato tra Asia ed Europa, tra Russia, Turchia e Iran, occorrono un pizzico di curiosità e una buona manciata di sensibilità storica.

Ecco alcune delle migliori esperienze da vivere senza allontanarsi molto da Yerevan. Per approfondire, c'è la nostra guida Georgia, Armenia e Azerbaigian.

Ararat, idee chiare sulla rotta di Noè

Anche se non sei un biblico patriarca e non hai la preoccupazione di condurre la tua Arca in salvo dal diluvio, potrebbe esserti utile qualche dritta per non perdere la rotta verso il Monte Ararat. La confusione nasce dalla doppia valenza (Wikipedia direbbe "ambiguità") del toponimo Ararat e dall'esistenza di un vicinissimo e quasi sinonimo Aragats.

L'Ararat celebre, quello dove sarebbe approdata l'Arca di Noè, è ben visibile dall'Armenia e dalla sua capitale Yerevan, ma si trova in territorio turco, dove svetta con la maestosa mole dei suoi 5.165 metri. La confusione è accresciuta dal fatto che la montagna campeggia al centro dell'emblema nazionale armeno, anche se dal 1923 è in territorio turco - si potrebbe leggere in questo scarto il simbolo di una lunga storia dolorosa. Senza contare che in prossimità del confine con la Turchia, ma ancora in Armenia, si trova la piccola città di Ararat. In quanto all'Aragats, si tratta di una montagna armena situata a circa 80 km a nord dell'Ararat e di altezza più modesta (4.090 m). Quando Noè passò di lì, probabilmente, era ancora sotto il pelo dell'acqua.

Una delle esperienze da non perdere in Armenia ha proprio l'Ararat sullo sfondo. Parliamo del Monastero di Khor Virap, 30 km a sud della capitale Yerevan, ricorrente fino all'ossessione nelle cartoline e nei libri sul paese. Anche se la sua immagine è piuttosto nota, si tratta di un luogo bellissimo, affacciato su vigneti, nidi di cicogne e pascoli. Non lo avrà pensato san Gregorio Illuminatore, che fu tenuto imprigionato qui per 12 anni in un pozzo alla fine del III secolo per la sua difesa del cristianesimo, ma la visita vale il viaggio. Ancora oggi ci si può calare nella cavità profonda 60 metri, purché si abbiano buone braccia e scarpe robuste. Il monastero è raggiungibile in marshrutka (minibus) e in autobus da Yerevan.

Yerevan, una perenne vacanza

Pur essedo il cuore culturale, economico e politico dell'Armenia, Yerevan sembra una città in perenne vacanza. In estate i suoi abitanti si ritrovano nei viali principali e amano dar sfoggio di un raggiunto benessere indossando abiti alla moda o sfrecciando a bordo di auto di lusso. Ma questo non è che un elemento esteriore. Quando la conosci meglio, scopri che la capitale, oltre a essere accogliente e sicura, ha un'intensa vita culturale, grazie a decine di teatri, sale da concerto, gallerie e locali con musica dal vivo.

Due esperienze da non perdere. La prima è salire sulla Cascata, una lunga rampa di gradini di pietra intervallati da aiuole fiorite che sale a un monumento per il 50° anniversario del Soviet dell'Armenia (l'indipendenza della Repubblica Armena arrivò nel 1991, in seguito alla dissoluzione dell'URSS). Dalla sommità il panorama è splendido, con l'Ararat sullo sfondo. La seconda è fare le ore piccole in uno dei locali intorno alla Piazza del Teatro dell'Opera: sono un curioso misto di Oriente e Occidente, con richiami a Manhattan e a Parigi contaminati da qualche resistenza dell'epoca sovietica. Quando finalmente vorrai un letto, lo troverai all'essenziale Yerevan Hostel, al sontuoso Golden Tulip o al più abbordabile Marriott Armenia.

Garni, tutto il fascino di un'acropoli

Mezz'ora di marshrutka da Yerevan è tutto ciò che ti occorre per approdare a quella che è considerata l'Acropoli dell'Armenia. Da queste parti non incontrerai le ombre di Socrate, Platone e Pericle, ma le notevoli vestigia di un tempio dedicato a Elio, il dio del sole romano, edificato dal re armeno Tiridate nel I secolo e dopo la conversione al cristianesimo - avvenuta nel 301 d.C., prima ancora quindi dell'Impero Romano - adibito a residenza estiva dei reali armeni.

L'alto costone sul quale sorge il tempio è protetto su tre lati da ripide pareti rocciose, mentre sul quarto fu costruito un baluardo con enormi blocchi di pietra. Per la residenza reale furono costruite delle terme, oggi in parte coperte da una moderna struttura. Il complesso mosaico visibile al loro interno, realizzato con pietre naturali di 15 colori diversi, raffigura la dea dell'oceano.