Algeria: il tuo prossimo viaggio in Maghreb?

Visioni dell'Hoggar © Fotografia di Luca Cocchi

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Ci sono due punti di osservazione che ti fanno capire subito l'Algeria. Il primo ti aspetta ad Algeri, nella splendida cornice del Mediterraneo, capace di ispirare viaggiatori di ogni epoca e grandi scrittori come Albert Camus o registi come Gillo Pontecorvo. Qui regnano la luce, il bianco e l'azzurro, e sembra che tutto possa essere conciliato, anche se non mancano i problemi.

Per il secondo devi scendere migliaia di chilometri a sud, se non ai confini del mondo sicuramente a quelli con Niger e Mali. Qui svettano le cime dell'Hoggar e del Tassili: raggiungerle non è facile, ma il colpo d'occhio sulla distesa arida è spettacolare: sembra che l'uomo, con tutti i suoi desideri e aspirazioni, sia in fondo poca cosa. La sintesi dei due estremi, accoglienza naturale e spoglia inospitalità, suggerisce che quello in Algeria non è un viaggio facile. Ma dice anche che è un'esperienza da vivere prima o poi, anche se restano alcune aree da considerare off limits e da evitare.

Algeri, ancora la più "blanche"

I francesi, che controllarono il paese fino al settembre del 1962, la chiamavano "la bianca" e ormai molti soli e lune si sono alternati sulle facciate candide di questa città distribuita intorno a un golfo a mezzaluna quasi perfetto. Gli anni '90, tra disordini e violenza intestina, non hanno contribuito a rilanciare la fama della capitale algerina e anche il duro biennio 2010-2011, iniziato con il disastroso rincaro dei beni di prima necessità come il pane, non è stato un buon biglietto da visita per l'afflusso turistico. Ora sembra che il vento sia cambiato e che questa meta possa tornare, con tutte le cautele del caso, tra le più amate del Nord Africa.

I buoni motivi per entusiasmarsi non mancano - anche se non si è stati sedotti dal celebre film di Gillo Pontecorvo La battaglia di Algeri, che racconta i momenti più drammatici della guerra di liberazione algerina, o dal pensiero "meridiano" e mediterraneo di Albert Camus, che qui trascorse la giovinezza. Basta fare una passeggiata per la Casbah, inserita dall'UNESCO tra i Patrimoni dell'Umanità, per avvertire subito emozioni forti. Dopo decenni di degrado, di abbandono e di microcriminalità, oggi l'antica medina sta ritrovando fiducia e amore per se stessa. Il suo dedalo di strade assomiglia a molte altre "città vecchie" del Mediterraneo, con la differenza che qui, all'improvviso, si aprono scorci di bianco intenso e di luce azzurrissima.

Se dopo l'incontro con Algeri conservassi dei dubbi sulle potenzialità di questa terra, fa' un salto nella vicina Tipaza, antico porto romano dalla bellezza mozzafiato non sfuggito alla lista UNESCO. Albert Camus scrisse che in primavera, quando il mare scintilla d'argento sotto il sole e le rovine si coprono di fiori, qui vengono ad abitare gli dèi.

Orano, la peste è altrove

Difficile che tu voglia inserire Orano nel tuo itinerario di viaggio solo perché Camus ambientò qui il suo celebre romanzo La peste. Poco probabile, ancora, che tu decida di seguire le confuse tracce di Yves Saint-Laurent, forse il più celebre emigrato della città. Molto più probabile è che tu scelga la seconda città algerina, dominata dalle imponenti mura del Djebel Murdjadjo e dal sovrastante forte spagnolo Santa Cruz, come base perfetta per incursioni nella musica raï, il genere nato proprio qui all'inizio del XX secolo, una sorta di blues del Maghreb. Magari facendoti accompagnare dalle note di maestri di ieri e oggi del genere come Hasni, Rimitti e Khaled o partecipando all'agostano (e torrido) Festival National de la Chanson du Raï d'Oran. Se cerchi un po' di evasione dalla frenesia della grande città, poi, punta sulle spiagge di Ain el-Turck o Les Andalouses, ottimo pretesto anche per un giro in auto lungo la costa.

Tlemcen: Algeria o Andalusia?

Di tutte le città algerine Tlemcen, 140 km a sud-ovest di Orano, è l'unica ad avere edifici moreschi in grado di rivaleggiare con quelli dell'Andalusia o del Marocco. Nulla resta invece dell'antica Pomaria, la roccaforte costruita dai romani durante il regno di Settimio Severo. Visto che si parla di stile moresco, potresti anche concederti il grande lusso del Renessaince Tlemcen Hotel, una reggia che ricorderai tutta la vita anche per il prezzo (200 euro a notte). L'importante è che tu non perda lo sfarzo della Grande Moschea, uno dei più importanti edifici islamici del Nord Africa, iniziata nel 1091, e la vita che ruota intorno alle gemelle Place Emir Abdelkader e Place Mohamed Khemisti. Così, se sarai stanco di sentire i racconti dei tuoi amici su quella bellissima piazza di Marrakech, potrai variare il discorso con la tua esperienza qui a Tlemcen.

Constantine, meraviglia algerina

La terza città dell'Algeria è una delle grandi meraviglie del paese, un luogo incantevole sia per la collocazione geografica sia in virtù dell'opera dell'uomo. Scelta come capitale dai re numidi, continuò a essere capoluogo anche della Numidia romana. Dopo essere stata distrutta in seguito a una rivolta, fu fatta ricostruire dall'imperatore Costantino, cosa che spiega il suo nome. Trova una comoda, elegante e tutto sommato economica sistemazione all'Hotel Ibis Constantine e poi esplora quella che Alexandre Dumas descrisse come una "città fantastica, simile all'isola volante di Gulliver". Il ponte sospeso che collega la casbah alla collina di Sidi M'Cid non c'era ai tempi dello scrittore francese, ma ti darà subito un'idea della dimensione aerea e funambolica della città.

Hoggar e Tassili, un sogno possibile

Abbiamo citato in apertura questa regione quasi al confine con il Mali e il Niger per indicare il contrasto che l'Algeria, purtroppo, ancora attraversa. Quello che dal 2011 è il più grande stato africano (a seguito della divisione del Sudan, che ha così perso il primato), avrebbe tutte le carte in regola per proporsi come destinazione di viaggio di riferimento in Maghreb, la meravigliosa "terra del tramonto". Ma i problemi interni degli anni recenti, la presenza difficilmente controllabile di bande armate e i turbolenti vicini, riducono l'idillio a un sogno possibile. La regione dell'Hoggar e del Tassili, la terra dei tuareg nel cuore del Sahara, è una di quelle che più patisce questo stato di cose e i sopracitati turbolenti vicini.

Il colpo di stato in Mali del marzo 2012, infatti, rende sconsigliabile avventurarsi in uno dei territori più suggestivi, spettrali e indimenticabili dell'Algeria. Alcuni tour operator organizzano il viaggio e, quindi, l'impresa non è del tutto impossibile, ma partire informati, se si decide di farlo, è sempre il modo migliore per non vivere un incubo. Per chi ama viaggiare, in definitiva, non resta che augurarsi che il processo di ritorno alla normalità che ha già coinvolto estese zone dell'Algeria settentrionale (a eccezione, per esempio, dell'ancora sofferente regione della Cabilia a est di Algeri) possa presto riguardare anche questi sconfinati spazi aperti del sud del paese, a oltre 2000 km dalla smagliante Blanche.